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L’Altra Bagheria. “Obiettivi, azioni concrete e tempi certi, perché la politica ritorni credibile”

mercoledì 30 maggio 2012, 15:06   Politica  

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Con un comunicato stampa, il gruppo consiliare “l’Altra Bagheria”, composto da  Giovanni Amari, Massimo Mineo e Giacomo Raspanti, sottolineano l’importanza della politica a Bagheria.

“In questi giorni abbiamo vissuto con disagio la pubblicazioni di documenti di partito, repliche e controrepliche che hanno dato alla nostra comunità bagherese, ad un anno dalla elezione dell’amministrazione Lo Meo, la preoccupazione che le forze di maggioranza tengono un ruolino di marcia troppo frenato rispetto alla necessità di accelerare processi che richiedono azioni forti e tempestive, ma soprattutto rispetto al passo sostenuto dallo stesso sindaco nell’affrontare alcune problematiche. E non è un problema di contenuti…Tra un comunicato ed un altro si stanno ingolfando pagine web, si stanno riversando fiumi di inchiostro nei giornali locali, creando un certo disorientamento e scetticismo. Insomma stiamo mandando in scena l’ennesima rappresentazione dove la politica esprime concetti e disegna scenari anche interessanti ma dove i risultati tangibili sono alquanto scarsi. Vogliamo dare l’impressione di avere trovato la ricetta risolutiva ma ogni volte si dimostra l’immobilismo più disarmante.”

Il gruppo consiliare aggiunge che ci sono stati “riunioni fiume, confronti serrati, stesura di proclami condivisi hanno portato a fine 2011 all’approvazione della delibera sulle “Direttive per il risanamento dell’Ente”. A distanza di un altro semestre si ritorna a parlare dello stesso argomento e ci si chiede perché, come mai, dove eravamo rimasti. E intanto ci si è trovati amaramente costretti a raddoppiarela TARSU, si cominciano a sospendere i primi servizi creando disagi importanti soprattutto alle fasce deboli, ci si preoccupa perché a breve il rischio è di non pagare gli stipendi ai dipendenti comunali, si continua a non potere pagare i fornitori mettendo a rischio l’esistenza di molte realtà imprenditoriali, assistiamo impotenti all’incapacità di un’amministrazione di potere ripristinare un pozzetto in viale della Libertà perché pur avendo tutta la buona volontà non ha più le economie neanche per mettere a disposizione un nastro e segnalare il pericolo intorno all’area. Presto non saranno più giustificati i soliti “potremmo”, “dobbiamo fare”, e registrare che non si riesce a fare mai niente. La gente è veramente stanca di questo immobilismo e di questa sterilità, e lo dimostra in maniera sempre più crescente ad ogni nuova tornata elettorale, esprimendo un voto di protesta e di bocciatura di quella che possiamo considerare la politica dei partiti tradizionali e delle patetiche e inconcludenti liste civiche. Come sostiene con forza un tecnico prestato alla politica,la Politicasi fa con le azioni concrete e solo marginalmente con i comunicati,la Cittàai partiti chiede principalmente di fare invece che di eclissarsi nel comunicare, di agire invece di parlare.”

Sulla situazione politica locale, i tre consiglieri comunali aggiungono che  “è vero che la causa fondamentale del disastro finanziario del nostro Comune è legato al COINRES” e che “sottovalutare tutto il resto è un errore imperdonabile”, ma va pure detto che per affrontare “tutto il resto” è necessario costruire un contesto di quasi normalità senza il quale l’azione più meritevole rischia di tradursi nel nulla. Il sindaco Lo Meo è stato ed è così immerso nel ricercare una soluzione al fallimento della gestione COINRES che rimane un tempo troppo limitato per “tutto il resto”. E se alla sua determinazione e alla sua coraggiosa esposizione deve andare unanime sostegno proprio perché non è un problema che coinvolge alcuni ma interessa tutti ad iniziare da chi nel COINRES ci lavora, va pure detto che è opportuno ritrovare maggiore attenzione verso “problemi minori” ma che assumono toni di seria criticità in un periodo storico-economico tragico. Vorremmo immaginare solo per un attivo che già domani mattina il COINRES fosse un lontano ricordo, ma abbiamo come l’impressione di trovarci ingiustificatamente impreparati. Continuiamo a parlare di tassa sui rifiuti ma non riusciamo ad accelerare il passaggio a tariffa; continuiamo a parlare di progetti sperimentali per la raccolta dei rifiuti ma non riusciamo ad allontanarci dalle discariche con parentesi in cui si valuta la soluzione inceneritori; continuiamo a parlare di legalità ma non riusciamo a far rispettare le regole se ci ritroviamo per esempio con le casse comunali mancanti di oltre un milione di euro perché abbiamo dimenticato ad incassare gli oneri concessori di chi le palazzine le ha costruite e possibilmente vedute;  continuiamo a parlare di dismissione degli affitti e intanto usiamo sempre gli stessi locali; continuiamo a parlare di beni confiscati alla mafia ma le sabbie mobili della burocrazia sembrano preferire l’immobilismo; continuiamo a parlare di lotta all’evasione ma gli evasori non fanno che aumentare; continuiamo a parlare di alienazione dei beni ma non si riescono neanche ad iniziare le procedure; continuiamo a parlare e parlare ma i risultati sono deludenti e irrilevanti. In tutto questo la cosa più disarmante è che le responsabilità si fanno ricadere su un unico capro espiatorio, il sindaco Lo Meo, un sindaco di poche parole, di selezionati comunicati, di contenuti proclami, un sindaco che affronta i problemi di petto, che non si sottrae alle proprie responsabilità, che vuole dare soluzioni, raggiungere obiettivi, un sindaco che vorrebbe discutere con i suoi concittadini di ciò che ha fatto piuttosto che di ciò che vorrebbe o potrebbe fare. E intanto sembra di assistere alla traversata del Don Chisciotte bagherese  che non si ritrova neanche il fedele Sancio Panza, alla traversata di un amministratore che non riesce a ritrovare tra i suoi alleati gli amministranti, quella classe dirigente nascosta dietro il chiassoso civettare dei partiti e che con falsi alibi giustifica la propria inerzia e l’incapacità di trasformare in azioni concrete e tempestive indirizzi programmatici. «Il pessimista si lamenta al vento, l’ottimista aspetta che il vento cambi ed il realista aggiusta le vele», una citazione dello scrittore francese Chamfort che dipinge bene l’immagine del sindaco di Bagheria, un amministratore che ha subito messo mano alle vele di una nave che si vuole provare a togliere dalla rotta del naufragio. Come gruppo consiliare de “L’Altra Bagheria” rinnoviamo il nostro pieno sostegno all’amministrazione e la piena collaborazione con le parti politiche che la sostengono, ma vorremmo ritrovarci attorno ad un tavolo che in maniera pratica e sintetica definisca proposte e tempi brevi per concretizzarle. È onesto e doveroso ammettere l’insufficiente contributo da noi offerto all’azione delle forze di governo ma soprattutto al sindaco Lo Meo, e la nostra ingrata risposta al voto di fiducia manifestato dall’elettorato. Ma non vogliamo nemmeno sminuire o mortificare la capacità che potremmo avere di dare un valido apporto, di offrire proposte e soluzioni, di confrontare strategie e metodi di lavoro. Chiediamo pertanto a noi stessi e ai nostri alleati di ridimensionare il rapporto con i giornali a corretta e dovuta informazione e riportare tutto ad un tavolo di lavoro, ripetiamo pratico e sintetico, dove la politica trovi il suo risorgimento e la sua vera natura.”

 



 

 
 
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