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A proposito di Coinres…

mercoledì 6 giugno 2012, 10:35   L'Opinione  

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di Pino Fricano

Non so quanti ricordino che il COINRES è stato costituito nel lontano 1987, per molti anni ha operato essenzialmente con la gestione della discarica di Torretta, in territorio di Bolognetta, poi fu utilizzato dall’ultima Commissione Straordinaria per bandire una gara che affidò il servizio ad un’ATI con capofila Ambientegest di Trapani,  questa gestì il servizio fino alla scelta della gestione diretta, operata verso la fine del 2006.

Durante la gestione del servizio da parte di Ambientegest, essendo obbligati dalla Regione a costituire l’ATO rifiuti, si decise di riusare a tal fine il COINRES, anticipando molte scelte che poi saranno assunte dalla legge di riordino del settore, la n° 9 del 2010. Tra queste la scelta di gestione privata del servizio con l’approvazione di uno specifico Piano, approvato dalla Regione, sulla base del quale si bandì una gara e si stipulò un contratto che, per il comune di Bagheria prevedeva il mantenimento del costo consolidato, circa 5,5 milioni di euro l’anno.

I problemi sono iniziati quando, verso la fine del 2006 e poi nel 2007 e nel 2008, si decise di abbandonare il percorso della gara, optare per la gestione diretta, anticipare le assunzioni previste per la raccolta differenziata, senza attendere che fossero predisposti impianti ed attrezzature necessarie, si cambiò il Piano e, senza  la riapprovazione da parte della Regione, si decise di aumentare gli impiegati e più in generale il personale attivando ulteriori assunzioni attraversola Temporary.

Nelle more si bloccò il piano di realizzazione della nuova discarica, dell’impianto di separazione della frazione secca, dell’impianto di compostaggio, di acquisizione di mezzi e attrezzature, ricorrendo al pernicioso metodo del nolo a caldo e della raccolta straordinaria a seguito di cadenzate sospensioni del servizio. Tutto questo in un contesto in cui si evitava di approvare bilanci preventivi e consuntivi per nascondere il lievitare vertiginoso dei costi, che per Bagheria era arrivato a superare il raddoppio dell’importo consolidato assunto nel contratto di servizio.

Messo su questo sistema diabolico ora diventa difficile porvi rimedio, infatti molto poco è stato fatto dalla nuova amministrazione, che ha lasciato inalterati ruoli e procedure,  si può fare qualcosa solo mettendo profondamente in discussione andazzo e responsabili e ripristinando l’impostazione originaria, ripartendo dal Piano a suo tempo approvato dalla regione, verificandolo sulla base della normativa sopraggiunta, quantificando il personale occorrente sulla base di un crono programma.

Preliminarmente và risolto in danno il rapporto col COINRES, quantificando con precisione la quota di personale che grava sul comune di Bagheria, và effettuata la trasformazione della TARSU in TIA, rendendo più equilibrato il tributo, va valutata la possibilità di organizzazione  di una nuova e più razionale aggregazione che comunque preveda l’autonomia dei comuni nella raccolta , spazzamento e trasporto, nonché l’eventuale gestione associata degli impianti di smaltimento.

Il cronoprogramma deve vedere intanto la raccolta del tal quale, lo spazzamento e lo smaltimento e man mano l’aumento della raccolta differenziata da campane, ecopunti, grosse utenze, per arrivare nel giro di un paio d’anni al modello finale che, a mio parere, rimane quello della doppia raccolta umido – frazione secca. La frazione umida và avviata a compostaggio, quella secca a separazione e riciclaggio, ipotizzando anche un impianto per il trattamento degli scarti da compostaggio e di riciclaggio del secco con recupero energetico.

Nella prima fase, per Bagheria, credo fossero previsti 110 unità, tra amministrativi ed operativi, ritengo che, se verrà confermata la validità di quel piano, questi servivano e questi servono. Come selezionarli? In base a due parametri l’anzianità di servizio e le qualifiche effettivamente necessarie per la gestione. Chi dovrà gestire? Un privato, da individuare con apposito bando di gara, che dovrà approntare tutta l’attrezzatura necessaria (compattatori, cassonetti, campane, etc.) e al quale far transitare il personale occorrente.

Cosa fare degli altri? Cassa integrazione ordinaria ed all’occorrenza straordinaria, riassorbimento graduale man mano che il sistema di raccolta differenziata và a regime, consentendo di utilizzare per il personale i risparmi del mancato trasferimento a discarica.

Con quale costo? Credo realistico ipotizzare un costo a base d’asta non superiore ai 7 milioni di euro, che comporterebbe a regime una riduzione della TARSU-TIA di circa il 40%.

 

 

 
 
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