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Bagheria. Gli alberi tagliati. Il sindaco Lo Meo: “nessuno scempio, ma solo scelte oculate”

lunedì 18 giugno 2012, 09:13   Attualità  

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Sulla vicenda dei 14 pini pini tagliati in via Concordia Mediterranea, interviene il sindaco Vincenzo Lo Meo. Con una nota chiarisce alcuni punti. Esordisce dicendo che “i pini d’aleppo tagliati in via Concordia Mediterranea -dice- verranno sostituiti con essenze adatte al particolare contesto.”
I motivi della decisione di segare gli alberi “La scelta di abbatterli -dice lo Meo- è stata alquanto sofferta ma era giusta ed andava fatta, sebbene traumatica e generatrice, negli animi sensibili, di forte disagio, compreso il mio.

Conosco bene la vicenda e la seguo con attenzione e costanza da circa 15 anni e sono sempre intervenuto a collaborare con il personale addetto al verde e con gli amministratori che si sono succeduti in questo periodo. L’occasione della realizzazione della pista ciclabile, molto propizia, ci sta consentendo di porre parziale rimedio alla scelta sbagliata eseguita negli anni ’80, quando, improvvidamente, si decise di alberare con pini d’aleppo quella strada. Scelta quanto mai errata sotto l’aspetto tecnico e funzionale.”

Il pino è poco adatto
“Il pino d’aleppo -continua il primo cittadino- è infatti pianta non adatta a quel sito, non tanto perle dimensioni della chioma o per l’ampiezza dei marciapiedi, entrambi comunque poco compatibili con il pino d’aleppo che è pianta di 2° grandezza,(molto espansa), quanto per la ridotta disponibilità o profondità del terreno di quel sito, che non ne consente un ancoraggio sicuro e che ha determinato gravi difetti morfologici di crescita. La chioma ha portamento naturale irregolare e il suo sviluppo andava seguito e corretta nei primi anni successivi all’impianto al fine di fare crescere regolarmente e, quanto più possibile a piombo, i tronchi, così tuttavia non è stato. L’apparato radicale, circostanza la più significativa, è particolarmente aggressivo (il pino d’aleppo è specie d’elezione negli imboschimenti su suoli aridi e rocciosi) ma, non trovando adeguato spessore di terreno esplorabile, ai fini di un sicuro ed idoneo ancoraggio, si è sviluppato superficialmente, danneggiando in modo severo i manufatti circostanti (marciapiedi, aiuole, sede stradale) senza tuttavia riuscire a dare solidità e sicurezza ai soggetti, che sono cresciuti alquanto inclinati e molti protesi e sporgenti verso la sede stradale. L’apparato radicale non trovando infatti terreno di adeguata profondità ed incontrando dopo appena cm 50 il costone roccioso, anziché svilupparsi in profondità (con un fittone adeguato) si è espanso superficialmentedanneggiando i manufatti ma non assicurando tuttavia ancoraggio idoneo a contrastare i carichi a flessione oscillante. Ne è seguito uno sviluppo inclinato della maggior parte dei soggetti tali da renderli di scarso valore ornamentale, particolarmente instabili e soggetti a pericolo di crollo. Osservando i monconi residui delle piante tagliate e la stessa sezione di taglio, si trova conferma della pericolosa inclinazione che caratterizzava la maggior parte dei soggetti abbattuti: è dato osservare infatti la presenza di cerchi legnosi più sottili sul lato dove si esercitava la compressione, il lato che era inclinato, qui infatti il legno presenta cellule più ispessite ed ha una maggiore densità al fine di contrastare l’effetto del maggiore peso cui l’albero viene sottoposto in tale versante. Conferma ulteriore del difetto di ancoraggio è dato osservare pure nel soggetto sradicato ancora presente sul posto che presenta radici, aggrovigliate, sottili e concentrate in corrispondenza del piede dell’albero. Nell’ultimo anno inoltre sono caduti n. 2 soggetti, e l’ultimo ha provocato un ferito, oltre danni patrimoniali alle proprietà private per il cui risarcimento ne risponde il Comune.“

Sono 14 gli alberi tagliati ma altri 3 sono insicuri
“Ad oggi ne sono stati abbattuti 14, ma altri 3 si ritengono insicuri e per essi dovrà valutarsi se confermare l’abbattimento o la messa in sicurezza mediante appropriati tagli alla chioma e rescissione di alcune radici. L’intervento riguarda il lato posto a destra per chi sale da Aspra in direzione della scuola Cotogni. Qui infatti al taglio seguirà la sostituzione con essenze appropriate la cui scelta è nella potestà del R.U.P. (responsabile unico del procedimento, l’arch. Mattina, di concerto con chi scrive), previo ripristino delle orlature dei marciapiedi. Si ritengono adatte al sito la Jacaranda mimosaefolia, il Ligustrum lucidum e il Fraxinus, piante tutte di 3° grandezza, meno espanse cioè del Pino d’Aleppo, di buono effetto ornamentale e decorativo. La mancanza di risorse impedisce di intervenire anche sul lato opposto dove tuttavia andrebbe pure, per motivi di sicurezza, eseguita attenta verifica della stabilità ed azioni conseguenti.”

Nessuno scempio
Il sindaco conclude dicendo che “nessuno scempio ma solo scelte oculate, che sarebbe stato giusto, questo si, comunicare per tempo.  Si deve ricordare, conclusione, che le alberature delle città vanno valutate oltre che negli aspetti sentimentali anche nelle componenti tecniche, se non si vogliono attuare forme scorrette e pericolose di tutela emotiva anche nei confronti di alberature irrecuperabili e pericolanti. E lo dice un grande tifoso di alberi.”

 
 
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