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L’Acropoli e ‘u stratunieddu

mercoledì 13 giugno 2012, 17:15   L'Opinione  

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di Domenico Aiello

Una volta Indro Montanelli pubblicò sul suo giornale un editoriale sulla situazione politica italiana (credo corresse l’anno 1987) ma il testo dell’articolo era totalmente composto da una lunga citazione tratta dalla Repubblica di Platone.

La cosa sconvolgente fu che il lettore del pezzo poteva tranquillamente fare un perfetto confronto tra Atene e la Roma della Repubblica Italiana senza manco accorgersi del fatto che fossero passati più di duemila anni: tale era la somiglianza fra le due città e i loro corrotti politici.

E’  vero che talora abbiamo l’impressione di vivere in una società immobile nella sostanza dei rapporti sociali e politici. Come dicevano i nonni Cu cumanna fa liggi e Picciuli fannu picciuli e piruocchi fanno piruocchi  infatti  ora ci sono “i poteri forti” che hanno fatto una bella distribuzione tra i picciuli, a loro, e i piruocchi, a noi!
Ora mi rendo conto che dare la colpa ai politici sempre e comunque di tutte le disgrazie italiane forse è eccessivo quantomeno perché in fondo siamo noi stessi che scegliamo chi ci deve rappresentare. Ebbene cercherò  di ricapitolare alcune cose che mi sembrano importanti :

  • I  politici sono  incapaci di affrontare i problemi italiani e locali: vuoi perché in gran parte sono loro stessi che li hanno creati, con annessa montagna di sperperi e privilegi inaccettabili, vuoi perché i problemi sono di natura internazionale e attengono alla natura granitica del capitalismo mondiale e alla disputa geopolitica tra i grandi imperi economici e militari.
  • In questo momento nessun politico eletto vuole stare al posto di Monti e tutti fanno finta di non sapere che la responsabilità del disastro è solo di chi ha governato ( si fa per dire) negli ultimi trent’anni. La classe dirigente , non solo  quella politica, è palesemente non in grado di autoriformarsi per reggere le enormi sfide attuali. Non si può più sopportare il rimpallo di responsabilità fra tutti e su tutto mentre il Paese  affonda sotto tutti i punti di vista!
  • A Bagheria  abbiamo rinnovato le responsabilità politiche però ci sembra di vivere in un acquario: elezioni-giunta- dimissioni e crisi dentro la giunta-movimenti di consiglieri-maggioranze variabili-nuovi assessori- accapo … .
    Un sacco di tempo per  decidere l’assetto della cosiddetta  maggioranza  e poi, a spinsirata, c’è sempre qualcuno che non sta mai fermo politicamente e si ricomincia !
  • Gli appelli ad una collaborazione  politica tesa a risolvere i gravissimi problemi dei cittadini con un progetto (chiamiamolo di Pronto Soccorso)  essenziale e condiviso da tutti, , ormai non provengono più  solo dalla pubblica opinione ma dalle stesse alte cariche consiliari eppure  sono  inascoltati o inutili.
  • Nessuno ha notato discontinuità significative nella gestione della politica: la delusione è diffusa:certamente vanno valutate le responsabilità delle amministrazioni precedenti ma i nuovi responsabili non possono giustificarsi sempre così perché i cittadino sono stufi di ascoltare sempre la stessa tiritera del  non è colpa mia ma di…. Ognuno può osservare , come il paese sia ad un passo dal collasso sociale: nessuno più si fida di nessuno e invece le società si basano proprio sulla fiducia reciproca!

Le grandi questioni bagheresi sono tutte ancora da risolvere: qualcuno fa notare che sono troppo grosse per le spalle di un Sindaco. E allora perché non collaborare insieme : sempre i nonni dicevano jsa la vara ,jsala para! Cioè  per affrontare un grosso problema ci vogliono  le forze di tutti , e con la stessa cura di una madre verso i figli, aggiunge la Presidente del Consiglio.

Potremmo incominciare magari a fare le cose che costano poco o nulla cioè promuovere la partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione. Se,come sembra, il disastro economico del Comune è alle porte, al di là delle responsabilità individuali bisogna comunque ripensare tutto il rapporto tra il governo della città e i bisogni dei cittadini, individuare priorità e fare tagli alla spesa che non colpiscano sempre le stesse persone. Inoltre vanno promosse a tutti i costi solo quelle attività che realmente producono risorse e lavoro .Ciò non può essere realizzato solo dai politici ( per non parlare degli eventuali Commissari)  ma dalla cittadinanza tutta.

Ora è il momento di coinvolgere forze sociali e in tutti i modi possibili. Ci saranno discussioni e polemiche ma la politica è confronto sui problemi ma per risolverli al meglio. Ascoltare i cittadini  non è mai tempo perso e specialmente quando non la pensano come noi: è solo democrazia. Mesi  fa sull’Acropoli qualcuno ha issato uno striscione con su scritto Popoli d’Europa rialzatevi! Forse anche u stratunieddu dovrebbe ascoltare la vecchia Atene.

(articolo pubblicato su l’Approfondimento di maggio 2012)

 
 
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