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Perché non recuperare il mulino Cuffaro?

lunedì 11 giugno 2012, 12:35   L'Opinione  

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di Nicolò Cuffaro

Si parla tanto di pianificazione turistico culturale di Bagheria…accanto la galleria Guttuso di Villa Cattolica sono stati ripristinati (anche se poco utilizzati) i magazzini a fianco; cosa potrebbe farsi per un plesso di archeologia industriale quelle il vecchio “molino pastificio Cuffaro”. Considerando che è un sito di grosse dimensioni si potrebbe utilizzare per qualsivoglia idea quale ad esempio,un museo della realtà industriale locale degli agrumi,delle conserve…raccogliendo il materiale dai privati.

Il molino Cuffaro inizia la propria attività di molino nel 1920, ed in origine la ditta era “San Giuseppe della Provvidenza“; la proprietà era suddivisa fra diversi soci, ma successivamente le quote vennero rilevate dall’imprenditore bagherese Michele Cuffaro, che iniziò anche la produzione di pasta (attività già svolta dalla ditta Li Vigni in Corso Butera).

La storica sede insistente sulla SS113 iniziava ad essere insufficiente, ed infatti intorno alla fine degli anni ’40 lo stabile venne notevolmente ingrandito, si aggiunse una sopra elevazione e vennero modificate profondamente le suddivisioni interne e le proporzioni del prospetto; in seguito a questo ampliamento, la ditta intraprese un poderoso rinnovamento delle macchine industriali, scegliendo le migliori sul mercato.

Dopo poco tempo, Michele Cuffaro periva in un tragico incidente automobilistico, e le redini del pastificio passarono dunque ai figli Michele jr e Giovanni. La chiusura definitiva avverrà intorno agli anni ’80.

 

 

 
 
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