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Il sindaco: “ecco la situazione economica dell’ente ma possiamo farcela”

martedì 17 luglio 2012, 18:07   Attualità  

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Il sindaco di Bagheria, Vincenzo Lo Meo e l’assessore al Bilancio e Finanze, Giusy Maggiore hanno reso pubblico  un documento, che qui riproponiamo, e che disegna la reale situazione economica dell’Ente.

Premessa.
Ad un anno dall’elezione a Sindaco ritengo doveroso rendere noto lo stato finanziario dell’Ente al fine di consentire a tutti i cittadini di ben comprendere alcune delle difficolta’ che caratterizzano l’Amministrazione di oggi, costretta a fare i conti con una crisi finanziaria che non ha precedenti ma non per questo si sottrae al compito assunto.

Crisi finanziaria che ci porta a non potere assecondare le richieste quotidiane dei nostri concittadini, anche quelle di aiuto da parte dei meno fortunati e che non consente piu, soprattutto, di svolgere parte dei servizi che il Comune ha sin’ora assicurato.

L’attuale situazione del nostro Ente comunale e’ infatti caratterizzata da elementi di forte criticita’.

Alcuni sono endogeni perche’ determinati dalle scelte politiche ed amministrative degli ultimi anni, assunte spesso in modo inappropriato e non coerenti con la disponibilita’ delle risorse, poiche’ tali scelte hanno comportato un aumento di spesa pubblica eccedente il livello delle entrate.

Alcuni elementi sono esogeni perche’ collegati con la finanza derivata e cioe’ con i trasferimenti di risorse da parte dello Stato e della Regione che nello stesso periodo sono sensibilmente diminuiti.

Alcuni elementi, ancora, sono strettamente collegati con il contesto economico locale che negli ultimi dieci anni ha fatto registrare una progressiva marginalizzazione dell’economia locale.

Questi ultimi aspetti, se non direttamente incidenti sulle casse del nostro Comune, stanno esercitando tuttavia un ruolo non indifferente in relazione alla drastica diminuzione della capacita’ contributiva delle famiglie bagheresi che non riescono ad onorare gli impegni relativamente a tasse, imposte e contributi locali.

A) Il contesto e le scelte politiche effettuate

La situazione economica attuale e’ il risultato di un progressivo impoverimento che si e’ acuito in modo drammatico negli ultimi venti anni per cause complesse e di non facile individuazione.

Ad un sistema economico ricco fondato su una agricoltura specializzata nel settore del limone e dell’indotto, in grado di concorrere sui mercati internazionali e di assicurare livelli di reddito pro-capite elevati e persino superiori alla media nazionale (Bagheria nel 1977 deteneva il primato nazionale di autovetture per famiglia) si e’ progressivamente passati ad una fase in cui l’edilizia ha costituito il settore trainante, causa l’elevata domanda di abitazioni a prezzi convenienti, ed ha proficuamente sostituito il settore agricolo in crisi. Venuta meno l’edilizia non vi e’ stato piu’ alcun altro settore che ha fatto da “motore” all’economia locale.

Questa oggi presenta le caratteristiche tipiche delle zone svantaggiate e si fonda sui trasferimenti e sull’assistenza generalizzata.

L’economia locale e’ infatti caratterizzata da un tasso di disoccupazione di oltre il 40%, in linea con il dato regionale e superiore ai valori nazionali, da una crescita demografica dovuta esclusivamente al trasferimento dalle zone interne e dalla citta’ di Palermo, da scarso numero di imprese, inferiore a quello regionale, che evidenzia una carenza di imprenditorialita’ locale, da un tessuto produttivo molto debole rivolto esclusivamente al mercato locale ed a bassa produttivita’, non idoneo, nel complesso, a sostenere autonomamente l’economia.

Ne’ il settore dei servizi e quello turistico in particolare (quest’ultimo assorbe appena il 2,5% di occupati) e’ riuscito a ridurre i gravi problemi occupazionali.

In tale contesto sono scarsissime le prospettive occupazionali ed i giovani, soprattutto quelli qualificati si vedono costretti ad andare in giro alla ricerca di lavori precari e di qualifiche generiche, cosi’ alimentando un sostanziale impoverimento intellettuale della nostra societa’ nonche’ un serio disagio sociale che caratterizza le famiglie, buona parte con giovani disoccupati o fuori sede in cerca di lavori, spesso sotto remunerati.
Giovani che difficilmente torneranno a vivere a Bagheria.

Cio’ che risalta di piu’ all’evidenza sono le scelte politico-amministrative del passato che hanno amplificato i servizi resi dall’Ente ed hanno soprattutto incrementato, in modo esagerato, l’occupazione con la conseguenza di avere aumentato ed irrigidito la spesa.

Scelte che hanno altresi’ creato una struttura organizzativa ormai superata e che urge riformare, stante i vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea.

L’Ente comunale da noi, al pari di come e’ avvenuto in molte parti del Sud, e’ stato considerato dispensatore diretto di occupazione e cio’, se ha dato lavoro a molte famiglie bagheresi, ha pero’, come detto, incrementato la spesa pubblica e l’ha resa soprattutto rigida ed incomprimibile: oggi il Comune di Bagheria conta complessivamente 480 dipendenti, con un costo di 12 milioni di Euro pari al 40% delle entrate correnti, mentre nell’anno 2000 i dipendenti erano poco piu’ di 300 unita‘.

Quanto mai improvvide sono state poi le scelte fatte, sempre in materia occupazionale, nell’ATO rifiuti: assunzioni in numero esagerato fatte nel convincimento che la Regione avrebbe poi pagato il relativo onere ed il cui costo oggi, invece, dovrebbe essere sostenuto dalla comunita’ locale: oggi al Comune di Bagheria dovrebbero essere attribuiti ben 156 dipendenti con un costo di oltre 6 milioni di euro per anno, costo e numero di persone che abbiamo con forza contestato (poco piu’ di n. 100 sono le unita’ trasferite in quota da parte del Comune che dovrebbero ritornare all’ Ente, oltre poco piu’ di 50 unita’ assunti dal COINRES con l’Agenzia interinale Temporary “spettanti” al nostro Comune).

I dipendenti che si occupavano di rifiuti erano poco piu’ di 30 nel 2000, oltre altrettante unita’ assunti temporaneamente attraverso l’Ufficio di Collocamento, per un servizio reso, allora, in modo piu’ efficiente di oggi e per quantita’ di rifiuti prodotti pressoche’ equivalente.

Paradossale e quasi surreale la vicenda del nostro ATO rifiuti, l’unico a costituirsi in Ente Pubblico, (mentre tutti gli altri ATO si organizzarono in societa’ per azioni), esempio universale di inefficienza, spreco e malaffare, che ha portato il costo del servizio per il nostro Comune da circa 3 milioni di Euro del 2000 agli oltre 12 milioni di Euro del 2010, sempre a parita’ di rifiuti prodotti e con forte peggioramento del servizio reso.

Molto discutibili poi alcune scelte nei servizi a domanda individuale dove l’Ente comunale, anziche’ procedere ad esternalizzare questi a costo sostenibile, li ha di fatto resi direttamente con costi esagerati, non coerenti con le entrate, come e’ avvenuto nel caso del servizio dell’asilo nido. Infine, altri servizi e funzioni sono stati ampliati senza corrispettivo di entrate dedicate.

Ad aggravare la situazione, resa gia’ critica dalle scelte politico-amministrative sopra descritte, concorre l’evidente difficolta’ finanziaria di livello nazionale ed il susseguirsi di continue manovre volte a comprimere il piu’ possibile la spesa pubblica, soprattutto quella degli Enti Locali, addossando al sistema delle autonomie un onere inversamente proporzionale al loro peso nell’ambito del comparto pubblico.

Viviamo gli effetti imposti dai provvedimenti degli ultimi due anni (DL 78/2010, DL 38 e 138/2011, Legge di stabilita’ n. 183/2011 ed infine la manovre del governo Monti, DL 201/2012) con i quali e’ cresciuto il valore delle risorse chieste agli Enti Locali in termini di riduzione dei trasferimenti erariali e di maggiori sacrifici sul patto di stabilita’.

Nel 2012 i trasferimenti erariali dello Stato si ridurranno ulteriormente per un importo di circa 4.400.000 euro (-52% rispetto al 2011 e cioe’ da Euro 8.600.000 del 2011 ad Euro 4.200.000 del 2012). Sempre nel 2012 la riduzione rispetto al 2010 sara’ pari a circa 6 milioni di euro (da Euro 10.366.000 del 2010 ad Euro 4.200.000 del 2012 (- 60%).

Vi e’ in sostanza un obbligo di riduzione di spesa, imposto sia dall’avvenuta riduzione dei trasferimenti e sia soprattutto da norme per gli Enti, quali il nostro, che non ha rispettato il patto di stabilita’ (norme di contenimento della spesa che impongono al nostro Comune di realizzare una diminuzione di spesa pubblica di Euro 2.300.000 rispetto alla spesa del triennio 2007-2009).

Il nostro Comune, poiche’ nel 2011 non ha rispettato il patto di stabilita’, come prima definito, e’ un Ente strutturalmente deficitario e come tale assoggettato ai controlli centrali in materia di copertura dei costi di alcuni servizi e ad obblighi particolari (divieto di indebitamento per gli investimenti, limite per l’importo di spesa corrente, riduzioni obbligate di alcuni costi per il personale, per indennita’ di carica etc…).

B) Lo Stato attuale

Alla luce dello stato attuale derivante dalle scelte del recente passato e dalle norme di spesa va quindi rivisitato il modello organizzativo dell’Ente, va reso funzionale, moderno ed efficiente.

Bisogna semplicemente, ma con rigore, allineare le uscite alle entrate e ciascuno deve fare la propria parte se si vuole rimettere a posto la situazione finanziaria dell’Ente che si presenta in stato di sostanziale dissesto.

Il mio insediamento e’ avvenuto il 20 Giugno 2011. A tale data e’ risultato che gia’ il patto di stabilita’ per il 2011 non era stato rispettato e cio’ ha determinato difficolta’ notevoli per la definizione del bilancio di previsione dello scorso anno, che e’ stato approvato solo a Dicembre.

Il contesto, sopra richiamato, e’ noto a tutti: stiamo vivendo il peggiore momento economico del dopoguerra ed il Comune, oltre alla crisi finanziaria, sconta le conseguenze di fatti particolari che incidono sulla gestione in modo grave.

Ad esempio, l’annullamento in sede giurisdizionale del Piano Regolatore Generale dopo che questo aveva esplicato i propri effetti per oltre 12 anni, circostanza unica e forse irripetibile in Italia, ha di fatto bloccato l’attivita’ edilizia in citta’ e fatto venir meno le entrate degli oneri delle concessioni edilizie, determinato incertezza nell’avvio di alcune attivita’ artigianali nel centro storico, contribuito al blocco della infrastrutturazione del piano per gli insediamenti produttivi in C.da Monaco, determinato incertezza nella programmazione e gestione delle opere pubbliche.

La vicenda ha poi di fatto impedito l’espletamento di alcune funzioni e servizi importanti da parte dell’Ufficio Urbanistica, impegnato nella redazione del nuovo strumento urbanistico, completato in questi giorni.

Per definire il bilancio 2011 e’ stato necessario, oltre che obbligatorio per legge, incrementare del 100% la TARSU.

A fronte di un costo effettivo del servizio di circa 12.500.000 di euro nel 2010 (in bilancio sono stati iscritti soltanto nove milioni) di euro, il gettito era di circa 5.100.000 euro (di fatto il gettito effettivamente riscosso era pari a poco piu’ di 3 milioni di euro). Per chiudere il bilancio ed evitare il dissesto abbiamo dovuto assumere la piu’ impopolare e dolorosa scelta, mentre sarebbe stato piu’ logico ed opportuno allineare progressivamente la TARSU negli anni passati al progressivo aumento del costo.

Cosi’ come sarebbe stato opportuno e necessario intervenire gia’ nel 2010 con politiche di risanamento finanziario stante che gia’ con il consuntivo 2010 l’Ente si caratterizzava quale Ente strutturalmente deficitario ai sensi dell’Art. 242 del D.lgs 267/2000 al di la’ del fatto che le sanzioni cosi’ come prevede la legge sarebbero state applicate nel 2011.

Tutt’altro, il bilancio di previsione 2010 veniva approvato con una previsione di spesa per il COINRES di euro 9.000.000,00 anziche’ euro 12.500.000,00, entrate straordinarie per euro 6.500.000,00 circa con uno squilibrio di parte corrente in parte recuperato nel 2011 dalla nostra Amministrazione e in parte ancora da recuperare, con le evidenti difficolta’ in cui ci troviamo.

Con nota n. 63613 del 9 agosto 2011 veniva predisposto il blocco degli impegni di spesa;
Con nota n. 72520 del 16 settembre 2011 si rimarcava la necessita’ di effettuare ulteriori tagli agli impegni di spesa gia’ assunti prevalentemente nei primi sei mesi dell’anno stante, come dice testualmente la nota del Dirigente di settore “le difficolta’ di individuare ulteriori tagli sulle voci di spesa risultando gli stanziamenti impegnati nella loto totalita’ (ricordo che siamo all’inizio del mese di settembre)

Il 30 settembre 2011 con Delibera di Giunta si attivavano dei precisi indirizzi politici al fine di attivare dei programmi di recupero di evasione tributaria per far fronte alle necessita’ di bilancio.

Parallelamente all’approvazione del bilancio di previsione in data 12/12/2011 e’ stata effettuata una rigorosa ricognizione dei debiti fuori bilancio.

Oltre quelli noti derivanti dall’approvazione dei bilanci COINRES per gli anni 2007, 2008 e 2009 (il bilancio 2010 nonostante i nostri ripetuti solleciti non risulta ancora approvato e quindi non conosciamo i risultati finali che potrebbero presentare ulteriori perdite da distribuire tra i comuni soci), pari a circa 12 milioni di Euro, sono venuti alla luce, anche a seguito di reiterate richieste del Collegio dei Revisori, ulteriori debiti fuori bilancio pari a circa 15.000.000 oltre quelli dell’ATO rifiuti.

Presa consapevolezza della grave situazione finanziaria in cui si trovava e si trova l’Ente abbiamo provveduto ad approvare la delibera di G.M. n. 28 del 14.11.2011 individuando alcune possibili operazioni per realizzare il risanamento finanziario evitando di ricorrere alla dichiarazione di dissesto finanziario che avrebbe determinato, e determinerebbe, come primo effetto la messa in mobilita’ di circa 90 dipendenti comunali oltre l’aumento delle tariffe e dei tributi comunali al massimo previsto dalla legge, anche se col beneficio della richiesta e concessione di un mutuo per il ripiano del deficit.

Le misure previste ci hanno portato ad attuare una politica di rigorosa riduzione dei costi e di contenimento della spesa pubblica, l’avvio delle transazione per D.F.B. (Aiello-Buttitta contro Comune di Bagheria – ex Dipendenti IPAB).

La particolare e complessa situazione finanziaria, la inadeguata struttura organizzativa dell’Ente, i pressanti e quotidiani problemi del COINRES, oltre che la delicata questione della bocciatura del PRG del 2002, ci hanno visto impegnati a lavorare sulle continue emergenze senza ancora raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati con la deliberazione di G.M. n. 28 del 14.11.2011 che riteniamo comunque non esaustiva per un percorso di risanamento finanziario del Comune di Bagheria.

La situazione finanziaria oggi assume infatti maggiori elementi di difficolta’ stante che per il 2012 i trasferimenti erariali si sono ridotti complessivamente di euro 4.500.000,00 oltre euro 1.800.000,00 circa per sanzioni dovute per la violazione del patto di stabilita’ interno nell’anno 2011 e il mancato raggiungimento della percentuale minima di copertura del costo dei servizi a domanda individuale (Asilo Nido).
Tutto questo in una situazione finanziaria particolarmente critica che denota uno stato di dissesto finanziario caratterizzato dal:
1. ricorso costante all’anticipazione di cassa;
2. mancato rispetto della cronologicita’ dei pagamenti ad oggi fermi ad ottobre 2010 per euro 6.526.000,00;
3. condizione di squilibrio strutturale del bilancio;
4. debiti fuori bilancio non riconosciuti e non finanziati.

C) Le Prospettive e le scelte per il risanamento

Nonostante le notevoli economie gia’ realizzate (Riduzione del fondo per il miglioramento dei servizi dei dipendenti comunali – Risparmio Coinres – etc…) la chiusura del bilancio di previsione 2012 e’ subordinata a maggiori entrate o maggiori tagli per complessive Euro 6.500.000,00, cosa molto difficile o improbabile da realizzare.
Ad un anno dall’elezione a sindaco ritengo doveroso confermare il mio impegno massimo nel dare un futuro a questa citta’.

Un futuro che, alla luce della crisi profonda che stiamo vivendo, ha una assoluta priorita’: risanare lo stato finanziario della citta’ di Bagheria.

Tutto il resto del mio programma passa in secondo piano.

La crisi finanziaria che viviamo ci porta, come gia’ ricordato, a non potere assecondare le richieste quotidiane dei nostri concittadini, anche quelle d aiuto da parte dei meno fortunati e che non consente piu’, soprattutto, di svolgere parte dei servizi che il Comune ha sin’ora assicurato.

Unica possibilita’ rimane quella di attuare entro il termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2012 una politica di rigore, oserei dire di rivoluzione copernicana, che preveda il superamento delle criticita’ sopra evidenziate attraverso:

Attivazione di tutte le procedure idonee a recuperare i residui attivi dell’Ente anche con ricorso a forme di regolarizzazione dei tributi locali con abbattimento di aggi dove e’ possibile, sanzioni e parte degli interessi;
Attivazione di procedure anche coattive per il recupero dei crediti vantanti dall’Ente (Eas-Sentenza Aiello Michele per costituzione parte civile Comune di Bagheria – Oneri di urbanizzazione, fermo restando l’accertamento di eventuali responsabilita’ per danno erariale) con analisi degli stessi credito per credito;
Il blocco di qualsiasi spesa che non sia obbligatoria per legge;
Potenziamento delle attivita’ di contrasto all’evasione tributaria (Imposta pubblicita’ – T.O.S.A.P. – I.C.I. – I.M.U. – attraverso l’utilizzo del S.I.T. e banche dati tra le quali quella dell’ Agenzia delle Entrate (Contratti di affitto, comodato, attivita’ commerciali, industriali, artigianali professionali e di servizi) Catasto, E.N.E.L., A.S.L. (Autorizzazioni sanitarie);
Potenziamento dell’attivita’ di vigilanza sul rispetto delle norme del codice della strada;
Monitoraggio dei costi delle societa’ partecipate: COINRES – Metropoli Est – Consorzio A.S.I.);
Predisposizione e attuazione Piano utilizzo degli immobili di proprieta’ comunale, (compresi i beni confiscati alla mafia), al fine di individuare possibili tagli sugli affitti e rivisitazione dei canoni da concordare con i locatari tenendo conto anche delle condizioni strutturali del bene;
La riduzione del costo del personale compreso quello della Dirigenza con una riduzione del numero delle posizioni organizzative, la riduzione del Fondo della Dirigenza e del Comparto, nonche’ aggiornamento dell’anagrafe delle prestazioni ai sensi dell’art. 53 comma 15 del decreto legislativo n. 165/2001, della L. 23 dicembre 1996 n. 662 nonche’ della L. 27 dicembre 2009 n. 150;
La rivisitazione con il contraente di tutti i contratti in essere che presentino margini di economia nel rispetto delle norme di legge;
Individuazione di nuove forme di gestione dei servizi compatibili con le esigenze di bilancio:
Museo Guttuso: valutare ipotesi Fondazione da aprire al pubblico (Ministero BB.CC.AA. – Regione Siciliana – Provincia Regionale di Palermo) o a privati (Banche) per il rilancio del museo al fine di promuoverne l’arte e la cultura ma anche per accrescere le condizioni economiche e sociali della Citta’;
Asilo Nido: individuare possibili forme di sostenibilita’ del servizio garantendo la copertura integrale del costo dello stesso;
Potenziamento delle attivita’ per la definizione delle pratiche di sanatoria edilizia;
Adeguati oneri di urbanizzazione per le aree valorizzate attraverso il nuovo strumento urbanistico;
Predisposizione di un piano di valorizzazione e alienazione del patrimonio immobiliare disponibile e di eventuali relitti per eventuali vendite o permute;
Potenziamento del controllo di gestione finalizzato a tagliare i servizi non obbligatori per legge e a ridurre i costi di quelli obbligatori;
Analisi sulle cause che hanno determinato il sorgere di debiti fuori bilancio, ormai situazione patologica e non piu’ tollerabile (sinistri e risarcimento danni per responsabilita’ civile verso terzi, procedure di esproprio, analisi del contenzioso e delle cause legali anche in itinere);
Transazioni dei debiti fuori bilancio con pagamento triennale con conseguente riconoscimento e finanziamento compreso quelli dell’ATO rifiuti PA/4 COINRES per i quali urge presentare piano di rientro in 10 anni ai sensi dell’art. 45 L. 9/2010;
Riduzione dei costi dell’apparato pubblico compresi i costi della politica.

Questo e’ il lavoro che tutti insieme dobbiamo fare con urgenza, spirito di sacrificio e grande amore e rispetto per questa Citta’.
E’ una scommessa ardua, rischiosa ma consentitemi di dire l’unica scommessa per non continuare a “galleggiare” e per essere veramente utili a questa Comunita’, al di la’ dei colori e delle appartenenze.
Se tutti insieme riusciremo a risanare il nostro Comune allora possiamo guardare con fiducia i nostri cittadini e i nostri figli; serve pero’ rimettersi seriamente in discussione. Tutti, nessuno escluso.

 
 
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