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A proposito del partito dei sacerdoti…

giovedì 9 agosto 2012, 15:02   L'Opinione  

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di Francesco Michele Stabile *

A proposito del cosiddetto partito dei sacerdoti come hanno scritto i giornali di oggi, poiché ormai la notizia della costituzione ufficiale di un movimento politico di cattolici è pubblica ritengo mio dovere esprimere un mio parere sulla iniziativa.
Più volte sono stato invitato a partecipare agli incontri di preparazione, ma non ho mai voluto accettare l’invito perché si tratta di qualcosa molto lontana dalla mia sensibilità e cultura religiosa e politica. Sono convinto infatti che i laici cattolici si devono organizzare politicamente come tutti i cittadini. E’ nel loro diritto. Sono d’accordo che ci deve essere un rinnovamento della politica e che i cattolici devono sentire il dovere di dare il loro contributo alla vita politica e sociale, ma devono farlo impegnando la loro responsabilità come cattolici adulti che non hanno bisogno di un tutoraggio da parte del clero.

Di questa iniziativa non condivido l’impostazione perché è un movimento politico con forte carattere clericale, come si legge nello statuto. La presentazione di una certificazione di buona condotta del parroco per essere ammessi nel movimento, la presenza di un osservatorio costituito da preti con compito di orientamento e controllo della ortodossia e di un consiglio di saggi composto per la metà di preti e per l’altra metà di intellettuali, mi pare compromettano troppo il mondo ecclesiastico in un neocollateralismo politico ancora più incomprensibile del collateralismo con la Dc, che non era lontana da tale invasione e controllo del clero all’interno di organismi istituzionali del partito. Ls politica è ambito proprio dei laici e non ha senso che il clero in quanto tale sia inserito istituzionalmente come organo interno al movimento.
Abbiamo tanto lottato contro il collateralismo con partiti politici per evidenziare la scelta religiosa della comunità ecclesiale, non mi pare che ci si debba cascare nuovamente. Sarebbe un allontanarsi dallo spirito del concilio Vaticano II. Perciò, pur condividendo la preoccupazione per una politica che ha bisogno di una forte iniezione di idealità e di etica, mi sembra iniziativa fuori del tempo e non rispettosa della laicità della politica. E’ una iniziativa pericolosa per la chiesa che è una comunità profetica e missionaria con il fine di annunziare e vivere secondo il vangelo. Queste finalità verrebbero compromesse con scelte di parte,anche se legittime, che comunque non sono le sue.
* parroco parrocchia San Giovanni Bosco, Bagheria

 
 
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