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Bagheria. Divampano le polemiche sulla guida turistica

giovedì 23 agosto 2012, 08:48   Attualità  

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di Martino Grasso

La guida pubblicata recentemente su Bagheria e realizzata, secondo quello che si legge sulla seconda di copertina, dalla Promoserviceitalia di Lercara Friddi, è davvero fatta male e forse realizzata con troppa fretta.
Diamo il merito alla collega Viviana Lamesta di avere acceso i riflettori su questo argomento, con un articolo pubblicato qualche giorno fa.
Ieri mattina, quattro consiglieri comunali: Angelo Puleo, Antonio Chiello, Emanuele Tornatore e Angelo Bartolone, hanno presentato una richiesta ufficiale al presidente del consiglio, chiedendone il ritiro e i danni agli autori.
L’errore più grave della pubblicazione pensiamo sia stato quello di avere fornito il logo del comune e di avere scritto due presentazioni a firma del sindaco e dell’assessore alla cultura senza avere verificato con attenzione la bontà del lavoro che è stato fatto.

E’ vero che la pubblicazione è stata realizzata a costo zero per il Comune, ma non si può consentire di scrivere una valanga di inesattezze in appena 36 pagine (copertine comprese).

Va anche sottolineato che la pubblicazione è stata pagata abbondantemente dai 47 sponsor che compaiono all’interno.
Sempre nella seconda pagina di copertina, si legge che i testi sono stati forniti dal Comune e in particolare dall’ufficio stampa comunale. I responsabili dell’ufficio ci hanno fatto sapere che solo pochi dati sono stati forniti dall’ufficio stampa. E si tratta di  notizie senza strafalcioni. E tutto il resto quindi da dove arriva?
Non si sa a quali fonti gli autori abbiano attinto. Non esiste nessuna bibliografia.
L’errore più clamoroso è certamente l’essersi dimenticati di villa Aragona Cutò fra le ville storiche menzionate, oltre a non avere citato, di conseguenza, anche la biblioteca comunale e una sezione distaccata del Dams che si trovano all’interno della settecentesca villa.
Non viene nemmeno citato il Museum d’arte contemporanea di Ezio Pagano, che vanta una delle collezioni più complete dell’arte contemporanea in Sicilia.

Ma di errori ce ne sono tanti altri e purtroppo alcuni anche grossolani.

Innanzitutto la cartina che dovrebbe aiutare i turisti a muoversi nel territorio, è quantomeno improponibile, con Villa Cattolica che viene collocata al centro della Punta Aguglia, la sede del Comune nei pressi di via Angiò e la via Russo Bonavia è addirittura il doppio, per dimensioni, di Corso Umberto. Nell’elenco delle strade, invece, lo stesso corso Umberto scompare del tutto.

Per non parlare di altri strafalcioni all’interno della guida, come quando si sostiene che “i Fenici approdarono ai piedi del Mongerbino al Capo Zafferano, ascesero il monte fino al punto più alto…” mentre la colonia fenicia venne realizzata nella baia antistante l’albergo Zagarella dove ci rimasero almeno 4 secoli.

A Bagheria poi esisterebbero “ville settecentesche e del700”(?).

L’ingresso a villa Palagonia sarebbe ancora adesso attraverso l’antico ingresso “…alla villa si arriva da un lungo viale, dopo avere attraversato due archi di trionfo…” dimenticando che dal 1850 si accede alla villa dal corso Umberto.

Sempre secondo la guida, a villa Cattolica esisterebbero ancora “le putie dei pittori di carretto dei fratelli Ducato e quella del maestro Durante” peccato che queste due putie, insieme a quella del teatro (che viene dimenticata), vennero aperte solo per due anni, nella metà del 1990.

Si legge inoltre che la villa Butera (viene citata solo dopo altre 8 ville) è stata realizzata nel 1658 mentre “il portale della scalinata sud fu realizzato nel ‘500”, cioè un secolo prima ?

La guida, malgrado a Bagheria esistano una trentina di associazioni che operano nel territorio, ne menziona solo una. Se voleva essere un ringraziamento verso chi ha collaborato, si poteva creare un box pubblicitario.

Di errori ce ne sono tanti altri. Abbiamo deciso di tralasciare.
Pensiamo che un errore di ortografia ci può stare. Anche un errore di data. Ma certamente bisognava avere più accortezza nel realizzare e soprattutto pubblicare una guida su una città importante come Bagheria.

A questo punto ha ragione chi chiede il ritiro di tutte le copie, affinchè non vadano nelle mani dei turisti. Non sarebbe un bel biglietto da visita.

 
 
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