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Olimpiadi. Bolt si ripete sui 200 metri, due medaglie di bronzo per l’Italia

giovedì 9 agosto 2012, 22:46   Sport  

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Nessuno era mai riuscito a firmare una doppietta olimpica sui 200. Meno che mai, quindi, qualcuno si era messo al collo il doppio oro 100-200 per due edizioni dei Giochi consecutivi. Ci è voluta tutta la potenza e la leggerezza di Usain Bolt per travolgere quindi la storia e spostarne un po’ più lontano i confini. Il giamaicano, 25 anni, dopo i 100 corsi domenica in 9”63 questa sera ha lasciato tutti alle sue spalle anche sulla distanza doppia in 19″32, diventando quindi l’unico atleta con 4 titoli individuali nello sprint. Mercoledì, in semifinale, aveva mostrato di essere perfettamente a suo agio e aveva chiuso in tutta scioltezza, in 20”18.

Fabrizio Donato è di Latina, ma vive a Roma. A 36 anni si regala la gara della vita, che vale il bronzo olimpico con 17.48. E’ la prima medaglia dell’Italia nell’atletica. Daniele Greco è un pugliese di Nardò, il suo limite sono spesso i crampi durante la gara. Arrivano anche stasera, ma dopo il 17.34 che vale il 4° posto. Vince lo statunitense Christian Taylor con una delle migliori misure stagionali, 17.81. Alle sue spalle l’altro team Usa Claye, argento con 17.62. Primo e secondo posto americano non si vedevano da Barcellona 1992. L’Italia, invece, prima di oggi aveva vinto una sola medaglia olimpica nella storia del salto triplo, con Giuseppe Gentile – poi attore nel film “Medea” di Pasolini con la Callas – che a Città del Messico fu medaglia di bronzo con 17.22.

Hyde Park ha una scia d’azzurro, anzi rende orgogliosi tutti quelli con le bandiere tricolore, come i genitori e la torcida bolognese di Martina Grimaldi, bronzo nella 10 km vinta dalla seducente Eva Rizstov, ungherese che sta mettendo in atto una seconda carriera in acque libere. La Grimaldi di bronzo difende la medaglia con le unghie e lascia sotto il podio l’attesissima campionessa mondiale di casa, Kare Ann Payne, l’ultima speranza d’oro della Gran Betagna, rimasta nel nuoto senza ori. All’oro puntava anche la bolognese, nei panni della vicecampionessa mondiale: l’avrebbe meritato per la costanza e per aver avuto il coraggio di stare sempre davanti alla gara, senza timori di pagare nel finale, anzi in quella fase è stata più brava resistente e lucida per salire sul podio dietro la magiara e l’americana Haley Anderson, che si era qualificata alle ultime selezioni di Setubal e si conferma di gran valore. (gazzetta.it)

 

 
 
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