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Milano. Dal 20 settembre una mostra su Picasso

giovedì 13 settembre 2012, 18:50   Dall'Italia e dal Mondo  

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Oltre duecento capolavori di Pablo Picasso sono esposti dal 20 settembre al 13 febbraio nel Palazzo Reale a Milano. Provengono dal Museo Nazionale Picasso di Parigi, dove sono conservati i lavori che il grande artista spagnolo tenne per sé e che dopo la sua morte passarono allo Stato francese.

Sono opere che coprono tutta la vita di Picasso (Malaga 1881 – Mougins 1973): dagli esordi in Spagna ai primi contatti con l’ambiente artistico parigino, dal periodi “blu” e “rosa” alla sperimentazione cubista, dal “ritorno all’ordine” con la parentesi neoclassica alla metamorfosi stilistica degli anni Trenta, dalle opere di denuncia contro la dittatura franchista e la guerra fino all’ ultima e sempre vitalissima stagione creativa. Oltre ad un centinaio di dipinti sono in mostra sculture, ceramiche, disegni, compresi quelli originali di “Parade”, il balletto cubista messo in scena da Djaghilev nel 1917.

Molte di queste opere non sono mai uscite dal museo parigino, che ne ha permesso il prestito per questa rassegna in occasione di un periodo di chiusura per lavori di restauro. Vi sono “Donna con le mani giunte”, studio del 1901 in preparazione di “Les demoiselles d’Avignon”; “Celestina” (1904) dai grandi occhi; l’esile figura di “Olga”, la ballerina russa Olga Koklova, sua prima moglie; “Donne che corrono sulla spiaggia” (1922); “Nudo sdraiato” (1922), la stupenda ” Dora Maara” (1937); il dolore espresso dalla “Supplicante” (1937). Del 1951 è poi “Massacro in Corea” con cui Picasso denunciò nuovamente gli orrori della guerra, dopo il famosissimo “Guernica” del conflitto civile spagnolo.

“Guernica” fu esposto nello stesso Palazzo Reale, in occasione della famosa mostra milanese di Picasso, nel 1953. Per questo quadro fu scelta la “Sala delle Cariatidi”, con ancora i segni dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Proprio Picasso, in quella occasione, suggerì di lasciarla così, senza completarne i restauri, come perenne denuncia delle guerre. Il consiglio del grande artista fu accolto ed il salone è rimasto come allora. (ansa.it)

 
 
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