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Misilmeri. Sequestrata società per vendita di carni in nero per 1,5 milioni di euro

giovedì 6 settembre 2012, 10:35   Attualità  

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Hanno evaso le imposte per anni e adesso i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo hanno apposto i sigilli ai beni ed alle strutture di una società operante nel settore della commercializzazione all’ingrosso di carni fresche e surgelate con sede a Misilmeri, nonché a quelli del suo legale rappresentante, un cinquantenne originario del luogo, denunciato alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per aver presentato a nome della società dichiarazioni dei redditi non veritiere.

Nel corso della verifica fiscale condotta nei confronti della società, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Palermo hanno infatti scoperto 7 lavoratori in nero e altri 3 irregolari, riuscendo successivamente a ricostruire, grazie alle ricevute extracontabili e ai file informatici acquisiti in sede di accesso presso i locali aziendali, mediante accurate ispezioni tecniche dei computer utilizzati dal personale amministrativo dell’impresa, la vendita in nero di carne dal magazzino di proprietà della società per oltre 1,5 milioni di euro.

Conseguentemente, la società è stata prima chiamata a pagare una sanzione amministrativa per più di 80.000 euro per la mancata regolarizzazione dei lavoratori e poi, sulla base della ricostruzione del reale volume d’affari effettuata dalla Fiamme Gialle, la Procura della Repubblica di Termini Imerese, ha richiesto ed ottenuto dal G.I.P. del locale Tribunale il sequestro per equivalente – finalizzato alla conseguente confisca – dei beni della società e del suo legale rappresentante fino all’ammontare complessivo di € 335.000, pari alle imposte nel complesso evase dalla società stessa.

In esecuzione della misura cautelare i finanzieri hanno così posto i sigilli a 4 magazzini, 3 terreni, 3 camion, 3 auto ed 1 motoveicolo, oltre a bloccare quote societarie di valore nominale pari 50.000 euro nonché rapporti bancari con saldi attivi per un valore complessivo di oltre 100.000 euro.

Il patrimonio posto sotto sequestro consentirà in tal modo allo Stato di recuperare ed incassare materialmente le tasse non pagate dalla società, nascondendo le vendite realmente effettuate e non dichiarando i reali ricavi conseguiti.
(Fonte Guardia di Finanza Provinciale)

 
 
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