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Bagheria. La scuola Gramsci chiusa da anni. Proteste per gli sprechi degli affitti

venerdì 26 ottobre 2012, 08:23   Attualità  

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di Pino Grasso

Genitori, insegnanti ed associazioni non demordono e chiedono ancora una volta all’amministrazione comunale di procedere all’appalto dei lavori di ristrutturazione della scuola elementare “Antonio Gramsci”, chiusa da oltre sette anni.
“Sono trascorsi più di tre mesi dalla manifestazione che abbiamo organizzato a piazza Butifar – dichiara il presidente dell’associazione Demos Giuseppe Piraino – ma l’amministrazione comunale è rimasta indifferente. Lo scorso 5 luglio è stata chiarita la successione degli eventi di questi anni in cui i locali della scuola sono rimasti chiusi costringendo il Comune alla scelta dell’affitto di altri locali che costano e continuano a costare annualmente una cifra non indifferente alle casse comunali”.
Nei giorni scorsi è stata pubblicata la determina di liquidazione dell’affitto che costa alle casse comunali 675,500 euro all’anno.

“I fondi per la ristrutturazione della scuola sono stati stanziati da diverso tempo – aggiunge Piraino – ma il vero problema dell’interruzione dei lavori non sono i fondi, ma semplici problemi organizzativi che tuttavia sono stati fatali in termini di efficienza dei servizi pubblici, senza considerare gli enormi sprechi dei fondi che continuano a decorrere a favore dell’impresa incaricata dei lavori. Dato che durante la manifestazione di protesta l’assessore ai Lavori pubblici Nicola Tarantino si è impegnato pubblicamente ad utilizzare i restanti fondi disponibili per la messa in sicurezza della scuola, chiediamo notizie riguardo all’impegno preso più di tre mesi fa con l’associazione Demos, con gli insegnanti, ma soprattutto con tutti i cittadini”.

L’assessore Nicola Tarantino in proposito si dichiara fiducioso.“Stiamo procedendo alla perizia e al computo metrico insieme con i tecnici della ditta aggiudicataria – dichiara – la quale è disponibile a riprendere il percorso insieme a noi. Questo ci facilita il compito perché un’altra controversia avrebbe provocato la rottura definitiva. Dall’esame del computo metrico sarà possibile capire quale sarà la somma necessaria da impiegare per i lavori. In questo modo andremo a rimodulare i mutui contratti con la cassa Depositi Prestiti e dirottare sulla scuola le somme ulteriori per eseguire i lavori. Penso che con la relazione dei tecnici in mano entro fine mese di ottobre il quadro sarà più chiaro e si potranno riprendere i lavori”.

 
 
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