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Lettera pubblica al sindaco di Bagheria Vincenzo Lo Meo

sabato 27 ottobre 2012, 10:01   L'Opinione  

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Pubblichiamo una lettera aperta inviata da un nostro lettore, Pippo Giuliano, al sindaco di Bagheria.
Abbiamo deciso di pubblicarla perchè gli argomenti sollevati sono di interesse pubblico e i toni usati garbati.
La redazione de la Voce di Bagheria non pubblica lettere ingiuriose o anonime.

Egr. Sindaco Lo Meo,

“la verità” è l’elemento principe che caratterizza la personalità dell’uomo.
Il politico che pianifica il suo percorso anche attraverso la comunicazione per ottenere  il consenso dei cittadini, non è certamente esente dal doversi esprimere basandosi su concetti di lealtà,anzi…

Il Suo comportamento, le sue dichiarazioni, le Sue precisazioni, mi consenta signor Sindaco, non sono consoni ai canoni di probità.

Nel contesto delle sue ultime dichiarazioni: “mi è capitato di leggere, in questi ultimi giorni”, Le consiglio invece di leggere bene e valutare quotidianamente, e al di sopra di ogni sua altra verità, ciò che è necessario e ciò che può essere utilizzato,  culturalmente, tecnicamente e socialmente come crescita della comunità e del territorio.

Sono contento, diciamo così (?), quando Lei cita ”la Suagita al Vittoriano di Roma” (spero non con i soldi pubblici), ma sono sicuro che i cittadini Bagheresi avrebbero preferito festeggiare meglio il centenario della nascita del nostro concittadino “Renato Guttuso” qui a Bagheria e non come è stato con pochissime ed inefficaci rappresentazioni che non hanno avuto eco, e che invece avrebbero dovuto costituire un’occasione per legare la nostra cittadina a circuiti culturali, e non solo, di ampio respiro creando un rimando turistico ed economico che certo non avrebbe guastato;insomma un’ulteriore occasione perduta.

A tal proposito: oggi, chi si ricorda delle manifestazioni avvenute nei mesi orsono?

Questo è solo l’estratto di ciò che Le si può contestare nella sua ultima lettera, forse suggerita da qualche Suo fidato “scudiero della comunicazione” che in passato con il solito metodo del copia incolla non è riuscito a comunicare nulla di originale.

Orbene, visto che siamo giunti alla fine della campagna elettorale  e non volendo che quanto da me scritto possa essere frainteso la rimando all’after election day, poiché mi sembra giusto che i cittadini  (specialmente  quelli che Lo hanno votato) conoscano la verità (con carte alla mano) su come Lei, signor Sindaco , non è riuscito a far giungere in maniera congrua al nostro territorio risorse finanziarie comunitarie.

Sarò disponibile ad un pubblico confronto per poter discutere e verificare:

– Perché il Comune di Bagheria non è entrato ancora come socio nel G.A.L. Metropoli Est perdendo al cospetto di altri Comuni  risorse finanziarie?

– Come mai nel partenariato G.A.C. Lei non ha permesso che il territorio bagherese avesse un ruolo principale relegandolo invece a un ruolo minore?

– Su Monte Catalfano perché non si è detta la verità mostrando solo le lettere da Lei inviate all’Azienda Foreste e Demaniali e non le richieste di documenti che la sopra citata Azienda mandava al Comune e che per ben due anni gli addetti ai lavori non hanno evaso? e i suoi rapporti in merito con il Direttore Regionale quali sono stati? vogliamo eventualmente convocare pure Lui?

Per quanto riguarda la società consortile Metropoli Est s.r.l. merita un approfondimento.
Non è ancora chiaro, alla luce dei risultati raggiunti nell’ambito della attuale programmazione, quale sia il ruolo, in primo luogo politico e in secondo tempo tecnico, che gli amministratori di Bagheria e del comprensorio hanno definito o intendono definire per la struttura consortile.

Quali rapporti si intendono sviluppare, oltre che con le amministrazioni vicine anche conla Provinciae con gli enti deputati, relativamente alla gestione del territorio in un’ottica concreta di sviluppo?

La struttura consortile sembrerebbe avere esclusivamente un ruolo di ammortizzatore politico, utile alla compensazione di accordi legati ad un vecchio modo di fare politica concretizzata esclusivamente all’accaparramento della poltrona e non allo sviluppo dei territori.

Si tiene in vita per le campagne elettorali o per accordi politici di basso profilo, e non affatto alla gestione della cosa pubblica?

Sono molti, come Vede, gli interrogativi ai quali si deve dare una risposta chiara.

Ad oltre un anno dalla Sua elezione, sono sempre più convinto e, purtroppo per Lei, in grande compagnia, che quel Suo “ci voglio fare la prova” amato slogan della Sua campagna elettorale, insieme alla Sua squadra dai piedi buoni, oggi possa tradursi in un umile “ho fallito la prova insieme alla mia squadra dai piedi d’argilla”.

Adesso La saluto, ma non certo come usa Lei in campagna elettorale “Ti saluto beddu picciottu” poiché Lei non è “ne beddu e mancu picciottu”.

Pippo Giuliano 

 
 
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