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Bagheria. Lo Meo risponde a padre Stabile: “non è tempo delle polemiche”

giovedì 15 novembre 2012, 17:03   Attualità  

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Pubblichiamo per intero la replica del sindaco Vincenzo Lo Meo alla nota che padre Francesco Michele Stabile ha scritto qualche giorno fa, con la quale sottolineava che erano state penalizzate le fasce più deboli della città.

“Non posso non rispondere alle sollecitazioni drammatiche che mi giungono dal mondo ecclesiastico, comprendo lo sfogo di padre Francesco Stabile che parla di vergogna.
La vergogna è un sostantivo che fa parte del turbamento dell’animo ed in quanto tale non attribuibile alle Istituzioni, ma proprio delle persone.
Il ruolo che ricopro mi porta a tenere in disparte questi sentimenti ed a ricercare soluzioni anche quando sembra non ci sia speranza. Ma Roma ieri è stata crudele con il nostro destino, ci ha messo di fronte la realtà che non è il dissesto. Diamo il nome giusto alle cose, dissesto è una terminologia tecnica che non rende giustizia. Il termine che fa comprendere il momento è Fallimento, di questo si tratta.
Il ruolo istituzionale impone l’ascolto, ed io l’ho sempre esercitato ed ho offerto la possibilità di esercitarlo anche quando questa possibilità non veniva accolta. Lunedì scorso, 12 novembre, con i Sindacati (ma erano informalmente inviati anche alcune forze sociali) abbiamo discusso del momento che viviamo, dove il problema non è il “coraggio di fare scelte” ma la mancanza di scelte, l’impossibilità di farle.

Però le abbiamo fatte: ad esempio il taglio alla voce “personale” di oltre 200.000 euro nel Fondo Miglioramento Servizi, l’azzeramento delle Posizioni Organizzative di un gran numero di dipendenti comunali e delle Responsabilità date a pioggia, pur con tutti i limiti e le possibilità di miglioramento che esistono, sono azione fatte senza timore di dover sconvolgere la macchina amministrativa.

L’azzeramento dei costi di affitto e l’ottimizzazione degli “immobili comunali” sono un obbligo non solo morale: la città chiede di abbattere i costi, ma i costi quali sono se non anche gli affitti? Ma oggi questo non è più solo etica, morale è anche obbligo ragionando in termini di dissesto.

Con il Presidente della CARITAS cittadina c’è, e resta sempre, l’impegno nel trovare una soluzione alla sede ed alla mensa entro il 1 gennaio 2013. Perché in questo momento nulla è modificato, la delibera a cui fa riferimento un articolo pubblicato dalla stampa locale online, si riferisce all’arco temporale che parte dal 2013. Non modifica nulla da qui alla fine dell’anno. Ricordo, comunque, che in quella Delibera si parla soprattutto di trasloco degli uffici di Via Mattarella, un costo oneroso per la nostra collettività. In quella Delibera si parla di evasione.

Lo stesso articolo fa riferimento al Bilancio Partecipato (sociale). E’stato posto come obiettivo dalla allora Assessore Prof.ssa Vittoria Casa, ma tecnicamente per redigere un bilancio di quel tipo è prima necessario avere il Bilancio finanziario dell’Ente. Il problema che noi abbiamo, oggi, è proprio questo: l’impossibilità di redigere il BILANCIO.

La città deve conoscere il significato di FALLIMENTO, deve iniziare a capire che tutto oggi assume un valore diverso. La città vuole conoscere quei 28 milioni di euro di debiti fuori bilancio, la città ha bisogno di verità e del coraggio di dire la verità.
Dopo un necessario incontro con i Dirigenti, è mio obbligo parlare con tutto l’arco consiliare per spiegare l’iter da intraprendere indicato ieri dal Ministero. Contemporaneamente parlerò con la città, a mezzo della stampa locale che ringrazio, anticipatamente, per l’importante ruolo che sono certo svolgerà.

Io Vincenzo Lo Meo ieri a Roma ho sentito pronunziare le parole “mobilità del personale”, “ … tassazione al massimo consentito dalla legge”, adeguamento tariffe dei “servizi a domanda individuale” Non è stato un bel sentire e se ci sono mie responsabilità in questo che vengano fuori, io ho sempre affrontato tutto in prima persona, ma non sono disposto a “vergognarmi” per colpe che non ho.

Concludo dicendo che adesso non mi pare più il tempo delle polemiche, ma è giunto il tempo della collaborazione e della solidarietà (e non mi riferisco alla sfera politica) con tutta la città, specie quella parte di città più debole.”

Leggi la nota di padre Stabile

 
 
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