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Bagheria. Vincenzo Lo Meo: “siamo in dissesto. Ma non mi dimetto. Sono sereno”

sabato 3 novembre 2012, 16:11   Politica  

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di Martino Grasso

All’indomani della bocciatura delle proposte di delibere di aumentare le aliquote Imu e Irpef, e alla vigilia dell’inevitabile dichiarazione di dissesto, il sindaco Vincenzo Lo Meo dice di essere sereno e annuncia che non ha nessuna intenzione di dimettersi.
“La proposta di aumento dell’Imu e addizionale Irpef non era per mettere le mani nelle tasche ai bagheresi, ma per raggiungere l’equilibrio di bilancio. Era un tentativo che andava fatto, anche se non è detto che si sarebbe potuto raggiungere l’equilibrio. La legge impone di fare tutto per evitare il dissesto. Si poteva accedere ai fondi salva-comuni. Ma è andata così”.

Il dissesto quindi è inevitabile?
“Si. La settimana prossima vedremo cosa fare. Nessuno ha esperienze di ciò. Non sappiamo quali conseguenze avrà per la città.  L’amministrazione comunale e il consiglio resteranno in carica per gestire l’ordinario, il passato sarà invece nelle mani di un commissario straordinario mandato dalla Regione che gestirà il debito pregresso.”

Lei pensa di dimettersi?
“Non sono intenzionato a dimettermi. Sono stato il primo sindaco a cercare di risanare questo comune. La legge punisce chi ha provocato il dissesto, non chi lo dichiara. Le colpe sono di chi ha provocato il dissesto.”

Di chi sono le responsabilità del dissesto del comune di Bagheria?
“La politica degli ultimi 10 anni. Non sono stati diminuite le spese in  relazione ai trasferimenti. Penso al Coinres e alle tante assunzioni fatte.  Il debito maggiore è venuto fuori dalle assunzioni.”

Si è saputo che il Comune ha 27 milioni di debiti fuori bilancio.
“E’ una cifra che nessuno pensava. E’ venuta fuori adesso. E’ un pozzo senza fondo. Ogni giorno ne spunta uno. Io ho cercato di fare venire alla luce tutto. L’anno scorso la percezione non era così negativa come quest’anno. Le cose andavano male ma il rischio dissesto non c’era, anche a livello nazionale”.

Che colpe pensa di avere?
“Sono sereno, continuo a fare il sindaco a testa alta. Potevamo fare questa azione di risanamento prima. Ma la colpa è spesso anche della burocrazia. Potevamo vendere prima gli immobili e rimodulare alcuni servizi.
Adesso stiamo avendo il coraggio di fare quello che andava fatto prima. L’Ente locale è stato visto come dispensatore di occupazione.”

Che ricadute negative ci saranno per i cittadini?
“Il commissario farà quello che il consiglio non ha avuto il coraggio di fare.Saranno aumentate le tasse.”

L’intera vicenda passerà nelle mani della corte dei conti. Che succederà?
“Valuterà chi ha provocato il dissesto ed emetterà le sue sentenze. Se ho sbagliato pagherò. Ma sono sereno. Io mi sono insediato il 20 giugno del 2011. Governo da un anno. Non posso certo averlo provocato io. I miei detrattori si divertono a dire tutto e il contrario di tutto. Dal pulpito del consiglio comunale si dice di tutto. Ma da lì passano anche persone che hanno governato prima di me.La Tarsu andava aumentata prima.
Noi abbiamo le tariffe di altri comuni, ma loro le hanno aumentate progressivamente, da noi non si è voluto fare. Ora danno la colpa a me che ho cercato di allineare entrate e uscite.”

Dal punto di vista politico deve fare i conti con il Pd che ha lasciato la maggioranza.
“Udc e Pd hanno espresso il presidente della Regione. Ci sono esponenti improntati dell’Udc e del Pd che ci possono aiutare.  L’alleanza non è messa in discussione.“

Forse qualche problema l’ha avuto con il suo partito, l’Udc.
“Ci sono 4 segretari che rappresentano 4 consiglieri.”

Ha pensato di uscire dall’Udc?
“Non mi passa dalla testa, qualcun altro se ne è andato. Io resto”.

Ha pensato di nominare una giunta tecnica?
“Valuteremo nei prossimi giorni. Ci vorrà un assessore al bilancio di esperienza. L’assessore passato era preparato ma mancava di esperienza.”

E’ fastidioso passare alla storia come il sindaco che ha dichiarato il dissesto?
“Non lo ho dichiarato io ma il consiglio comunale. In un anno non posso avere provocato il dissesto. Se questo serve a rifondare l’ente comune va bene.”

Un anno e mezzo fa pensava che le difficoltà fossero minori?
“Non era prevedibile che il quadro fosse questo. In questi due anni è successo di tutto. Il mondo è cambiato.”

Che futuro prevede per Bagheria?
“Ho il dovere di fare il sindaco e di essere ottimista. Abbiamo programmi comunitari che porteranno benefici. Bagheria da solo non ce la può fare. Abbiamo bisogno di aiuto. Tengo a precisare che il sindaco non è il Re. Deve avere partiti e consiglieri che lo supportano e lo aiutano.”

 

 

 

 
 
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