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Egregio Signor Sindaco del comune di Bagheria…in dissesto, ossia fallito

venerdì 16 novembre 2012, 10:00   L'Opinione  

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Pubblichiamo una lettera aperta, inviataci da un nostro lettore, Rosario Di Paola, indirizzata al sindaco Lo Meo, sulla situazione attuale in cui versa la città di Bagheria.

 

Egr. Sig. Sindaco del Comune di Bagheria… in dissesto, ossia fallito.
La sua risposta alla lettera di Padre Stabile e tanto surreale quanto inverosimile.
La domanda che ci frulla in testa è: a questo punto c’è o ci fa?
La sua sembra una risposta di chi è stato paracadutato dalla luna, di chi sembra abbia vissuto in questo periodo a Disneyland, tra un gioco e l’altro, tra Space Mountain e la Bella Addormentata nel bosco.
Sembra la vittima che chiede il conto al suo aguzzino dimenticandosi che lei ha amministrato il Comune per ben 18 mesi e che avrebbe potuto sin dall’inizio creare le condizioni perché tutti assieme, amministratori, consiglieri, forze sociali, comunità ecclesiali e cittadini, potessimo realmente prendere visione della grave situazione in cui versava la nostra Bagheria ed agire per trovare soluzioni unitarie.
Invero, questi 18 mesi sono stati caratterizzati dall’ingessatura della squadra dai “piedi buoni” che lei ha tanto decantato durante la campagna elettorale e dalla quale, purtroppo, tanti di noi sono stati abbagliati e folgorati.
Si, la squadra poteva essere veramente quella dai piedi buoni se non fossero arrivati molto preso gli infortuni causati, probabilmente, non dall’avversario ma dai giocatori della propria squadra (chissà per quali reali motivi).
Dimissioni di donne sulle quali tanti di noi avevano riposto fiducia: Tania Naro, Fara Pipia, Vittoria Casa. Gente onesta che veramente avrebbero potuto creare, con le loro idee, con le loro azioni, con i loro atti, condizioni alternative a quelle in cui ci troviamo oggi.
A poco a poco il vuoto ha caratterizzato la sua amministrazione: mesi e mesi senza l’assessore al Bilancio, un continuo tira e molla tra le forze politiche veramente stucchevole e deleterio, assessori incapaci, politicamente, di dare soluzioni ai tanti problemi della città.
I risultati sono stati quelli che il Collegio dei Revisori, nella loro ultima relazione di 47 pagine (me li sono lette tutte), hanno inesorabilmente e crudelmente evidenziato e che riporto in minima parte:
– entità dei residui attivi superiore a quella dei residui passivi causata da scarsa capacità di riscossione dei propri tributi;
– il disavanzo della gestione di competenza non è stato ripianato;
– scarsa capacità di programmazione e di conseguimento delle previsioni entro limiti fisiologici;
– al 31/12/2011 (ma credo, poi nemmeno nel 2012) non sono state rilevate riscossioni in merito al recupero evasione I.C.I. – T.A.R.S.U. – e altri tributi (previsti € 2.500.000,00 – Accertati € 1.868.000,00 – Riscossi € 0,00);
– mancata esigibilità dei residui attivi (crediti di € 3.398.139,09 per proventi acquedotto comunale; € 1.582.809,91 rimborsi di Eas anni dal 2000 al 2007; € 293.791,15 acquedotto comunale; € 3.000.000,00 relativo a sentenza 187/08 quale parte civile procedimento contro Michele Aiello somma che a tutt’oggi non è stata riscossa).
TOTALE € 8.274.740,15.

Diverse sono state le sollecitazioni da parte del Collegio dei Revisori dei Conti ad una politica amministrativa attenta al recupero dell’evasione, alla ricognizione dei crediti per oneri concessori e alla corretta gestione e tempestività della escussione delle polizze fideiussorie rilasciate, assicurando un riscontro reale dei versamenti effettuati.
Di contro, quello che emerge (tra le altre molteplici cose) è un aumento quasi del 100% per l’acquisto di beni/materie prime (€ 462.472,00 nel 2009 – € 546.008,43 nel 2010 – € 1.045.195,56 nel 2011… nel 2012?
Paradossale e divertente, se non fosse per la crisi di cui stiamo parlando, è poi l’aver destinato al personale incentivi per il recupero ICI pari a € 35.000,00 mentre l’evasione/elusione aumentava e addirittura quella accertata nemmeno riscossa.
A proposito che fine ha fatto l’80% dei contribuenti che non hanno pagato il raddoppio Tarsu?
Un conto alla “femminile” (non me ne vogliano le donne ma è un modo di dire, anche se in verità i conti delle donne sono sempre esatti) mi portano a dire che se l’entrata dei tributi pari a € 18.474.885,57 è relativo al quel 30-35% di cittadini che paghiamo regolarmente le tasse quanto avrebbe incassato il Comune da quel 70-65% di evasori/elusori se avesse adottato una seria politica di recupero dei tributi?
Ad occhio e croce altri 30-40 milioni di Euro che sicuramente avrebbero evitato il dissesto finanziario dell’Ente.
Io non sono un economista, né un ragioniere.
Può anche darsi che i miei calcoli siano sbagliati (sono numeri che prendo dalla Relazione dei Revisori dei Conti), magari qualcuno più preparato potrà dire qualche parola più esatta.
Resta, però, immutata la sensazione, se non la certezza, dell’omissione e della latitanza da parte degli organi amministrativi a perseguire con coraggio e determinazione una seria lotta all’evasione/elusione perché pagando tutti potessimo pagare (tutti) di meno.
Dinanzi a queste cifre astronomiche e soprattutto a quegli 8.274.740,15 di Euro di residui attivi (crediti) non esigiti, riecheggia giustamente la lettera di P. Stabile che vi invita alla vergogna mentre il Comune si appresta a disdire un affitto di locale di appena € 15.000,00 l’anno per i bisogni di tanta povera gente che rimarrebbe senza mensa e senza assistenza da parte della Caritas Cittadina, assistenza che il Comune, invero, dovrebbe garantire a prescindere.

Ed ancora una volta Lei, sig. Sindaco, con fare borioso e stucchevole, così come disse di essere “sereno”, anche questa volta non si vergogna e quasi quasi rimanda al mittente le accuse dicendo che “non è il tempo della polemica ma della collaborazione”.
Ma con chi si deve collaborare, con i fantasmi?
Con chi, nelle decine di incontri, ha sempre promesso e mai concretizzato?
Con chi “tranquillizzava” gli operatori sociali mentre il dissesto la faceva da padrone?
La Caritas cittadina, i parroci, le comunità ecclesiali, le organizzazioni sindacali, le associazioni di cittadini, i singoli cittadini, hanno sempre messo in guardia in tutti questi mesi (ed anche prima della campagna elettorale) dei rischi in cui si andava incontro. Le comunità ecclesiali hanno addirittura elaborato, prima della campagna elettorale, un documento suggerendo una strategia per un’oculata gestione delle risorse pubbliche.
Siete stati sordi e disattenti: avete voluto agire da soli ed avete agito in malo modo.
Ora il tempo della collaborazione mi pare abbondantemente superato dagli eventi che prevedono, ancora di più, tempi burrascosi.
Chiedere, oggi, collaborazione è offendere ancora una volta le intelligenze degli uomini perché ormai la politica è in mano ai ragionieri.
Avrebbe detto il cardinale Pappalardo anche in questa situazione Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur.
Adattando la frase alla situazione contingente, mentre l’amministrazione comunale non riesce ad esigere milioni di euro chissà per quale motivo, rifiuta un minimo di assistenza ai poveri per la misera somma di € 15.000.
Ecco la sua colpa, sig. Sindaco.
L’accidia, quella che la morale cattolica definisce come negligenza, omissione, il rimandar a domani quello che si dovrebbe fare oggi.
Se vuole, è quella che Orazio chiama strenua inertia e che Dante, nella Divina Commedia, la mette anche al Canto VII dell’Inferno: Fitti nel limo dicon: “Tristi fummo ne l’aere dolce che dal sol s’allegra, portando dentro accidïoso fummo: or ci attristiam ne la belletta negra.

Sig. Sindaco, lei ha fallito perchè:
– non è riuscito a risanare l’Ente;
– non è riuscito ad impedire il dissesto;
– probabilmente, i lavoratori del Comune andranno in mobilità;
– le tasse schizzeranno ancora di più in alto;
– non è riuscito a dare un futuro ai bagheresi;
– non è riuscito a dare una speranza ai nostri figli.

Nessuno le imputa di aver creato il dissesto, frutto delle scelte scellerate delle passate amministrazioni: le imputiamo la sua negligenza, la sua impotenza (volente o nolente poco importa) nel risolvere i problemi e per questo la stragrande maggioranza dei cittadini le chiedono le dimissioni per la grave colpa di omissione e per la mancanza di una efficace progettualità che avrebbe traghettato Bagheria verso spiagge più sicure.
Crediamo e speriamo che dopo l’avvio delle procedure che definiranno il dissesto, lei e tutti i politici di Bagheria facciate l’unica cosa saggia della vostra vita politica: le dimissioni in massa per fallimento politico conclamato, prima che la gente esasperata agisca diversamente e faccia qualche colpo di testa, qualche gesto inconsulto verso se stesso o verso altri.
Attendiamo con trepidazione e con grande fiducia il giorno delle vostre dimissioni.

Rosario Di Paola (Cittadino indignato)

 
 
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