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L’implosione della maggioranza di Lo Meo era da tempo nell’aria

venerdì 2 novembre 2012, 08:10   L'Opinione  

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di Fara Pipia

L’implosione della maggioranza di Lo Meo era da tempo nell’aria e da tempo prevedibile.
Da tempo il partito di cui è espressione è spaccato tra chi, in modo più o meno convinto ha continuato a sostenerlo e chi, anche pubblicamente, a più riprese lo ha attaccato e criticato, esprimendo forti perplessità nei suoi confronti.
Credo però che la crisi che ieri sera si è consumata non è solo la crisi  dell’Amministrazione Lo Meo, ma è la crisi anche dell’UDC cittadina e, non me ne vogliano i politici bagheresi,  di tutta la politica bagherese.
Coloro che appartengono ad un partito non dovrebbero avere delle idee comuni in alcune  materie fondamentali e il “partito” non dovrebbe essere un laboratorio dove affinare tali idee per poi proporle o opporle, a seconda dei ruoli, agli esponenti che siedono in consiglio o in giunta o a chi fa il Sindaco,  per poterle portare avanti, sviluppare e concretizzare?
E non dovrebbe esserci un circolo virtuoso di proposte, progetti e sostegno tra il Sindaco e il partito o i partiti che lo esprimono?
Il partito non è un privilegiato luogo di confronto e di sintesi delle idee di chi vuole in qualche modo dare un contributo e incidere nella vita di una comunità?
L’UDC ha espresso il Sindaco Lo Meo e ha creduto nel suo programma, ma mentre i consiglieri hanno continuato (fino a ieri) a sostenerlo, autorevoli esponenti dello stesso partito hanno continuato pubblicamente a contestarlo.
Alle elezioni regionali, alcuni hanno appoggiato un candidato bagherese che non si è capito bene se e quale idee avesse per la nostra comunità, ed altri, ivi compreso il Sindaco, hanno sostenuto un candidato che nessuno ha mai visto e nessun bagherese conosceva. Nulla di personale contro questi candidati, ma mi chiedo, questa è politica?
A che serve essere iscritti o far parte di un partito se poi non solo ognuno fa come crede, ma ognuno candida un personaggio diverso e chiede il voto non su un progetto o su un’idea ma solo, nella migliore delle ipotesi, per cortesia, come contropartita di un favore già fatto o di una favore promesso o di un ipotetico futuro bisogno.
SI parla tanto di rinnovamento della politica, della necessità di riavvicinare i cittadini alla politica, ma come si spera di attrarre , di coinvolgere i cittadini quando all’interno di un partito non si capisce nulla di quello che succede e ognuno pare che sia una scheggia impazzita che dice, vota, fa come crede e ognuno sostiene un candidato che vuole e per le proprie personali, imperscrutabili, ignote ragioni?
Qual è la credibilità di un partito che candida gente che non è in grado di esprimere una  idea, un progetto, anche una mera speranza per la nostra collettività e da una parte sostiene il Sindaco, mentre dall’altra lo attacca?
Con riferimento alle recentissime elezioni regionali, i candidati del nostro comprensorio,  sostenuti dai vari partiti ed esponenti politici, che idee hanno espresso in campagna elettorale? Erano portavoce di un progetto politico? E se sì, quale?
La crisi  che ieri si consumata è una contrapposizione che nasce da una diversa visione su questioni fondamentali che riguardano l’amministrazione della nostra città o è il frutto di una resa dei conti tra le diverse fazioni di un partito che hanno sostenuto candidati diversi?
Più in generale, qual è l’idea che l’UDC e gli altri partiti politici che siedono, a diverso titolo, in Consiglio hanno in materia di sviluppo economico e urbanistico della nostra città? Qual è l’idea di turismo? Cosa fare per le fasce più deboli della popolazione? Quale il ruolo di Bagheria all’interno del comprensorio? Come risolvere il problema dei rifiuti? E come risanare le nostre finanze?
Sarà un mio limite ma, allo stato attuale, tutti i partiti mi sembrano piuttosto un insieme scomposto di persone spinte a “fare politica” , ad iscriversi ad un partito o a candidarsi per i  più disparati, più o meno nobili, obiettivi, che molto spesso nulla hanno a che fare con il benessere e lo sviluppo della nostra comunità e che riescono (forse) a trovare l’unico, effimero e fugace momento di aggregazione solo al momento delle elezioni.
Non me ne vogliano i politici locali, ma sia l’UDC che tutti gli altri partiti e movimenti politici rappresentati in Giunta e in Consiglio mi sembrano completamente  sbiaditi, lontani, evanescenti.
Eppure, proprio all’interno dei partiti, e mi riferisco anche a quelli che siedono all’opposizione, dovrebbe avvenire quel processo di sintesi di idee, progetti, proposte da portare avanti con l’amministrazione o contrapporre all’amministrazione.
Invece ho la sensazione che a loro interno non ci sia nessuno che abbia idea o almeno si prenda la briga di interrogarsi  su come restituire dignità alla nostra città.
E il modo in cui è stata effettuata la campagna elettorale per queste regionali, così come gli eventi che stanno accadendo in Consiglio, sono la prova dell’assenza di contenuti, di idee, di slancio, di progettualità.
Ormai lo abbiamo capito tutti e siamo tutti veramente stanchi. E’ veramente stanca la gente che ha premiato il movimento 5 stelle, che, stando così le cose, continuerà vertiginosamente a crescere.
Ad un mese dalla mia designazione di assessore, alla prima o alla seconda riunione di coalizione ebbi a dire, tra lo sguardo stizzito del Sindaco e quello esterrefatto o stupito di qualche mio collega,   che l’Amministrazione mi sembrava “una nave senza timone”.
Oggi dico che l’intera Bagheria mi pare una nave alla deriva.
Da cittadina bagherese, vorrei sapere se c’è qualcuno, all’interno o all’esterno dei partiti, che si interroga su quale debba essere il futuro della nostra comunità . Qualcuno si chiede dove stiamo andando? Verso cosa siamo diretti?
Sono domande che mi stanno molto a cuore perché, visto che per invertire l’attuale tendenza  (ammesso che si cominci subito) ci vorrà almeno un decennio, vorrei sapere se vale ancora la pena di continuare a investire energie, speranze, aspettative e risorse in questo Paese di Bagheria oppure se tra un decennio dovrò inseguire i miei figli chissà dove in cerca di lavoro.

 

 
 
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