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Casteldaccia. Smantellata una banda che spacciava hashish. 6 arresti (foto)

martedì 4 dicembre 2012, 09:41   Cronaca, PhotoGallery  

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5 giovani in età compresa fra i 21 e i 23 anni e un minorenne, sono stati arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti a Casteldaccia.
L’operazione è dei carabinieri della Compagnia di Bagheria che dalle prime ore del mattino conducono un’operazione antidroga per l’esecuzione di 6 provvedimenti cautelari emessi dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese e del Tribunale per i Minorenni di Palermo (dottoressa  Sabina Raimondo e dottoressa Antonina Pardo) su richiesta della Procura della Repubblica di Termini Imerese (Sostituto  Procuratore  Vincenzo Cefalo e, per un minorenne, dottoressa  Caterina  Bartolozzi della Procura per i Minorenni di Palermo), nei confronti di un gruppo di giovani, specializzati nello spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “Hashish” nel comprensorio bagherese.

L’operazione – denominata “Pusher”- è l’epilogo di un’articolata e complessa attività investigativa sviluppata nel 2011 dai Carabinieri della Stazione di Casteldaccia.

Le persone arrestate sono: Santo Balistreri, 23 anni, gestore di sala giochi; Gioacchino Onorato, 23 anni, nullafacente; Giovanni Balistreri, 22 anni; Gianmarco De Luca, 21 anni, nullafacente; Giovanni Balistreri, (cugino dei due) 23 anni,; B. G.  classe 1994, all’epoca dei fatti  minorenne.

Le attività investigative hanno preso inizio dalle numerose segnalazioni raccolte sul territorio dai militari dell’Arma,  impegnati anche nel controllo delle aree urbane prossime a istituti scolastici.
Insegnanti e genitori manifestavano apprensione per il diffondersi dello spaccio e del consumo di stupefacenti in prossimità di alcune scuole cittadine.
La segnalazione ha trovato conferma nei numerosi sequestri operati dai militari, nei principali luoghi di aggregazione giovanile, anche in concomitanza con l’uscita dalle scuole, specie nei giorni prefestivi.
Proprio nell’ambito della giurisdizione di Casteldaccia, sia per la vicinanza a Bagheria e Palermo, che per il forte richiamo  di giovani, data la presenza di rinomati locali, nel corso degli ultimi anni,  sono state eseguite  una serie di operazioni di servizio, in tema di droga, che hanno portato alla luce un preoccupante incremento dell’uso di sostanze stupefacenti da parte di ragazzi.
servizi di osservazione a distanza e le telecamere occultate dagli investigatori, hanno ricostruito la mappa dello spaccio minuto, documentando tra l’altro i passaggi e il consumo della droga nelle strade di Casteldaccia e dei comuni viciniori.
Già i primi esiti investigativi, permettevano di appurare che Casteldaccia era tornata ad essere un centro di smercio di sostanze stupefacenti ad opera di alcuni soggetti originari di Santa Flavia ed abitanti nello stesso centro: una nuova banda, composta da giovanissimi, uno dei quali all’epoca dei fatti minorenne, in grado di imporsi sul mercato della droga, in termini monopolistici, per l’atteggiamento aggressivo e la condotta spregiudicata, il tutto celato sotto una parvenza rassicurante e innocua.
Il punto nevralgico dell’attività di spaccio era il centro scommesse “Banco Sport”” nel centro di Casteldaccia, gestito da Santo Balistreri.
Nel contempo le intercettazioni telefoniche ed ambientali, rese difficoltose dall’abitudine degli indagati di limitare al minimo le conversazioni, comunque condotte mediante l’utilizzo di parole in codice e linguaggio convenzionale (le dosi di hashish erano chiamate “giubbotti”)  abilmente decriptati dai militariconsentivano in breve tempo di identificare i componenti della giovane ma agguerrita banda di spacciatori.
Il Balistreri, capo indiscusso della banda, che annovera anche suo fratello e suo cugino, per mezzo dei complici, tra i quali spiccava per capacità gestionale Gioacchino Onorato, aveva “blindato” con un sistema di “pali” e “vedette”, a piedi ed in auto, l’esercizio commerciale, già per sua natura frequentato dai giovani del luogo, anche in virtù della posizione epicentrica nel paese e della vicinanza a scuole e bar.
Inoltre il Balistreri, per evitare di attirare l’attenzione sulla sua sala giochi, aveva diversificato l’attività di spaccio, utilizzando luoghi e modalità diverse per la cessione delle dosi di hashish, al fine di eludere i controlli e le indagini delle forze dell’ordine, indotte a ritenere che non vi fosse un solo gruppo dietro le numerose segnalazioni di spacciatori attivi sul territorio.
Infatti la banda aveva organizzato una piazza di spaccio all’aperto, sul piano Stenditore di Porticello, prossimo al porto, dove operavano i suoi correi al fine di poter coprire l’intero territorio di competenza, smistando le varie richieste di hashish.
Infine era stato anche previsto un servizio di spaccio“ itinerante”: una sorta di “droga taxi“ che provvedeva alla consegna dello stupefacente direttamente al richiedente.
I dialoghi  hanno permesso di ricostruire le attività del gruppo di spacciatori e di ripercorrere a ritroso il canale di approvvigionamento degli stupefacenti che conduce alle principali piazze di spaccio della vicina Palermo.
Secondo il tariffario applicato, molto conveniente, anche al fine di rendere efficace il monopolio sul territorio, l’hashish veniva smerciata a 10,00 € per ogni dose.
Resta confermato che la diminuzione del prezzo degli stupefacenti ne ha aumentato la diffusione, ponendo la droga sempre più alla portata di qualunque ceto e fascia sociale, e rappresentando una incredibile tentazione a mettersi in affari attesi gli elevati margini di profitto.
I riscontri ottenuti durante le precedenti fasi delle investigazioni hanno già portato all’arresto in flagranza di reato di 5 persone, alla segnalazione alla Prefettura di 80 assuntori abituali e al sequestro complessivo di 1,5 kg. di hashish.
Numerosi sono gli assuntori già identificati che saranno segnalati, per i provvedimenti amministrativi, alla Prefettura di Palermo.
Uno dei componenti della banda, Gianmarco De Luca  è stato deferito anche per il furto di un motoveicolo marca Yamaha T-MAX commesso in Santa Flavia.
Il giovane, infatti, avendo danneggiato, durante una folle corsa sull’A19, quello di sua proprietà bene aveva pensato di rubarne uno identico, certamente allo scopo di recuperarne le parti che gli occorrevano per le riparazioni.
La condotta del ragazzo veniva contestata dal Balistreri Santo che “da buon capo” faceva notare al suo accolito che: “ non è cosa di fare colpo…. Non c’è di fare niente a livello di rapine…. C’è solo da guadagnare i soldi .. solo da guadagnare con la droga… hai capito ?… c’è solo da guadagnare i soldi nella droga e basta”.           

(fonte ufficio stampa carabinieri)

 
 
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