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Disabili day
Quale significato?

lunedì 3 dicembre 2012, 09:22   L'Opinione  

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Luigina Perricone *

Quando la disabilità irrompe in una famiglia, le risposte dipendono sempre dal significato che si dà a questa condizione, dalla coesione, dai sentimenti presenti che rivestono l’animo di tutti i membri della famiglia, dalle condizioni esterne, date dal contesto sociale, culturale, politico in cui essi vivono e si muovono. Più forte è l’indifferenza e l’incapacità di condividere una situazione, difficile, meno risposte concrete si daranno ad essa.
Quando la disabilità invade una famiglia, travolge anche ogni aspettativa di vita futura di ogni loro componente.
Una linea invisibile attraversa quelle pareti e si delinea all’orizzonte, portando con sè: solitudine e silenzio.
La solitudine perché dettata dall’orgoglio, dalla paura del confronto, dal bisogno di evitare a se stessi l’imbarazzo, la pietà e la commiserazione degli altri.
Il silenzio per permettere al dolore di adagiarsi sulle sponde della vita e ascoltare quella sensibilità nuova che, inevitabilmente, trasformerà ogni familiare e darà loro una nuova identità.
Inizia presto un distacco che include un pericolo incombente: la separazione tra due mondi che, inevitabilmente iniziano a disconoscersi.
Una realtà consapevole che fa scaturire nei genitori il convincimento che la disabilità non attraversa la società, non fa mercato, importa solo se ha una ricaduta economica in chi la gestisce. Un’amara consapevolezza, che scatena e produce reazioni opposte, da una parte si cerca una delega, una protezione per sopperire alle proprie lacune, arrendendosi ed ostacolando in questa sua passività chi ha invece ha voglia di lottare, e dall’altra c’è chi, reagisce con intelligenza e uscendo fuori da questa insidia portando idee innovative, che pochi riescono a capire e condividere.
Il disabili day non va festeggiato, non è punto di arrivo, di promesse o di ricordi, ma momento di riflessione e apertura interiore per portare tutti a prendere visione di questa realtà, discutere e presentare la disabilità come elemento sociale positivo e avviare una nuova cultura per una più consapevole percezione di essa
Ci auguriamo, con questo lavoro, di sfondare il muro della non conoscenza, del silenzio, che di certo, per la disabilità è il male più subdolo e invasivo.
“Vorrei scrivere sul muro
a caratteri cubitali la parola odio
vorrei spruzzare fiumi
di vernice rossa e macchiare
la mia camicia e sporcarla ancora
di rime , di canti e assonanze
per gridare il mio disprezzo
a questa vita che mi obbliga
a descriverla e non a viverla. “

*Associazioni AFDA ed EISA

 
 
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