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Il sindaco Lo Meo: “le note d’attacco e non costruttive non accorciano le distanze”

domenica 23 dicembre 2012, 11:50   Attualità  

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In riferimento alla nota che abbiamo pubblicato qualche giorno fa dagli ex consiglieri comunali Nino Amato e Giovanni Di Bernardo, il sindaco Vincenzo Lo Meo ci ha inviato una replica che pubblichiamo per intero.

“Gentile Direttore, chiedo la sua ospitalità per replicare a quanto scritto dai due ex consiglieri Giovanni Di Bernardo e Nino Amato  con il titolo: “La speranza è l’ultima a morire, ma ‘forse’ siamo fuori tempo massimo”.
Mi chiedo, come si fa a scrivere:” Quale criterio, scelta, analisi, ragionamento fa dire a delle persone, che hanno avuto un passato importante nella vita politica della città, “…il vero limite politico, amministrativo e gestionale alla ripresa di questa città, sia stato proprio Vincenzo Lo Meo” ?
Oppure “Quale criterio, scelta, analisi, ragionamento fa dire a delle persone, che hanno avuto un passato importante nella vita politica della città “… ci chiediamo per esempio in riferimento alla gravissima situazione finanziaria bagherese, come mai i precedenti due assessori di questa amministrazione non sono mai stati ascoltati dal sindaco Lo Meo”?
O ancora: “Quale criterio, scelta, analisi, ragionamento fa dire a delle persone, che hanno avuto un passato importante nella vita politica di questa città “Azioni che, almeno negli ultimi anni sono state supportate da bilanci falsi che come è noto insieme ad altri ci siamo rifiutati di votare”.
Su questo punto mi vorrei soffermare perché contiene una grave accusa che rasenta anche l’intervento di tutela giudiziaria, perché le persone che hanno pronunciato questa frase sono un ex Assessore ed un ex Consigliere Comunale.
Mica due sprovveduti qualsiasi.
Due persone che hanno svolto ruoli in cui le parole non avevano certo il peso di un comunicato come quello riportato dalla stampa locale, di cui non sminuiamo il ruolo fondamentale di informazione.
Due uomini impegnati politicamente le cui parole erano pronunciate nei Consigli Comunali, erano scritte negli atti e negli indirizzi amministrativi. Le cui parole venivano trasformate in azioni amministrative concrete e misurabili.
Oppure, anche in questo caso, devo pensare che si tratta dell’oramai principale sport cittadino che è quello di essere inerti nel momento in cui si svolge un ruolo attivo e ottimi critici e scrivani quando, invece, non si è più seduti in alcuna poltrona.
L’ex assessore Fara Pipia ha fatto scuola in questo senso: la famosa delibera di risanamento del novembre 2011, di cui Lei ne analizza continuamente i punti, non è affatto farina del suo sacco né da lei è stata firmata, bensì dal sottoscritto.
Gli uffici, gli Assessori, i Revisori di quel tempo ricordano tutto, basterebbe chiedere loro.
Oppure, peggio ancora, si usa tale strategia di critica sfruttando i media, solo quando certe poltrone su cui sedersi, non sono state concesse. Anche questa è una prassi di una certa “politica”.
Vorrei ricordare all’ex assessore e all’ex consigliere queste persone che, se è vero come è vero, che la speranza è l’ultima a morire, “chi di speranza vive, disperato muore”.
Consiglierei quindi di farsene una ragione, le note d’attacco e non costruttive non fanno certo accorciare le distanze.
In questo periodo spesso mi è capitato di soffermarmi sul significato di responsabilità.
Il dubbio che pongo all’opinione pubblica bagherese è proprio questo: che senso di responsabilità manifesta un comunicato come quello scritto dall’ex Consigliere Amato e dall’ex Assessore Di Bernardo che parla di fuori tempo massimo scaduto, di limite e di incompetenza?
Un comunicato in cui si mette in discussione l’operato delle amministrazioni passate, addirittura si parla di bilanci falsi (qualche querela in arrivo?), in un tempo in cui avevano potere di parola con un peso specifico maggiore di quello di oggi?
Io una risposta ancora la devo comporre, ma certamente perplessità e dubbi sulla opportunità e sul relativo senso di responsabilità mi restano forti.
Dicevo dello sport più semplice del mondo:criticare e giocare a scarica barili, senza rimboccarsi le maniche e mettersi in gioco per il bene della città. A che servono tante parole?
In questo momento devono contare i fatti, bisogna che ci impegniamo tutti in prima persona, con spirito di sacrificio e mettendo da parte le critiche che non servono alla comunità stanca di inutili querelle.”

 

 

 
 
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