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Chi non vuole la fondazione
dedicata a Buttitta a Bagheria?

sabato 12 gennaio 2013, 10:11   Cultura  

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Buttitta ignazioPubblichiamo un interessante articolo inviatoci da Paolo Zarcone, sulle difficoltà che sta attraversando al fondazione dedicata al poeta Ignazio Buttitta.

Ignazio Buttitta ha amato Bagheria. A Bagheria Buttitta è nato, a Bagheria è cresciuto. A Bagheria ha vissuto e a Bagheria è voluto ritornare dopo la parentesi lombarda: ritorno che ha generato quell’andirivieni di personalità della cultura provenienti da tutto il mondo che a Bagheria venivano per trovare ‘u pueta nella sua casa di Aspra o alla putìa in piazza. Buttitta amava stare tra i Baàrioti. Bagheria è sempre presente nella mente di Buttitta e nei suoi versi, anche ove non espressamente citata.
Ignazio Buttitta ha amato Bagheria.
E tu, Bagheria, ami Ignazio Buttita?
Quel che certo è che immutata è rimasta la dedizione della famiglia nel voler continuare a divulgare l’opera letteraria di Buttitta, promuovendo e organizzando manifestazioni che mirano a raggiungere questo obiettivo. È a tal proposito che, otto anni dopo la scomparsa del poeta, il figlio Nino costituisce in sua memoria la Fondazione Ignazio Buttitta, ente che ha come scopo, non solo la divulgazione delle opere del poeta, ma anche “la tutela, lo studio e lo sviluppo della cultura siciliana in tutti i suoi aspetti storici, sociali, artistici e antropologici”. La Fondazione, infatti, sin dalla sua costituzione è uno degli enti più virtuosi della nostra isola, che ha prodotto e patrocinato una serie infinita di pubblicazioni, incisioni discografiche, manifestazioni, convegni sulla cultura siciliana e non solo.
zarconeMa, a parte la famiglia, chi ama Buttitta?
Lo ama chi lo conosce. Buttitta è amato in tutto il mondo. Ovunque vada, in Italia, in Europa, nel mondo, constato continuamente come tutti conoscano Ignazio Buttitta e ne apprezzino le opere. Le apprezzano perché le conoscono. Così come le conosco e le apprezzano tutti quegli artisti – musicisti, cantanti, cantastorie, attori, fotografi, registi – che le reinterpretano e le rielaborano perché il messaggio di Ignazio Buttitta continui a espandersi, raggiungendo un insieme sempre più esteso di persone.
Ma tu, Bagheria, ahimè, non ami Ignazio Buttitta. E non lo ami, non per cattiveria: non lo ami per inedia, per indifferenza, per apatia. Non lo ami perché non vuoi conoscerlo, perché sconoscerlo ti è comodo; confrontarti con i suoi testi pungenti ti è fastidioso, ti mette di fronte alla fralezza umana, mette a nudo le tue ambiguità, la tua intima perversione abilmente celata da una moralità patetica e bigotta. Hai mai letto i suoi versi? hai mai avuto tra le mani una sua raccolta di poesie? Persino in Belgio la gente ha in casa testi di Buttitta; e tu chissà sei hai mai sfogliato uno solo dei suoi libri che custodisci e di cui fai bella mostra nella tua biblioteca.
Eppure, quando sei alla presenza di illustri personalità della cultura che ben conoscono – loro sì – il poeta di Bagheria, ti vedo sciorinare sommariamente, uno dietro l’altro, titoli di sue poesie, come se le apprezzassi, come se davvero le avessi lette, come se le avessi digerite e metabolizzate. Ma so bene che così non è: se davvero amassi la poesia di Buttitta e ne condividessi il suo messaggio non esiteresti un solo istante ad accogliere i suoi scritti in casa tua, qui a Bagheria.
Dico questo perché, a seguito dei recenti tagli agli enti culturali, la Fondazione Ignazio Buttitta sarà costretta a lasciare entro il 31 gennaio prossimo la sede di via Messina a Palermo, chiudendo definitivamente i battenti. Questo precluderà, nei fatti, l’accesso al suo patrimonio bibliografico e archivistico di tutti quei fruitori (prevalentemente docenti e studenti universitari, cultori e studiosi di tradizioni popolari e antropologia culturale) per i quali la Fondazione è una miniera inesauribile di fonti di studio. Per scongiurare questa drammatica evenienza, da anni il suo presidente Ignazio Emanuele Buttitta si è adoperato per trovare una soluzione a questo problema. Nel maggio del 2011, l’Amministrazione Comunale di Bagheria (che, per Statuto, è membro del CdA della Fondazione), su proposta dell’allora assessore Emanuele Tornatore, espresse la disponibilità ad accogliere la Fondazione Ignazio Buttitta in alcuni ambienti del piano terreno di Palazzo Butera. Un atto di riconoscenza alla figura dell’illustre concittadino, un’ulteriore opportunità di sviluppo (culturale e non solo) per Bagheria. Atto che si è concretato nella delibera n. 36 del 23 maggio 2011 con cui l’Amministrazione di allora assegnava alla Fondazione quei locali.
Questa feconda disponibilità non è stata però condivisa dall’attuale Amministrazione Comunale, che non ha mai recepito quella delibera. Non necessariamente per cattiveria (lungi da me il pensarlo!): forse soltanto per inedia, per indifferenza, per apatia.
Eppure, quale migliore occasione per noi Bagheresi di poter finalmente accogliere nella nostra città le opere e i manoscritti del compianto concittadino Ignazio? Quale migliore destinazione per quei locali?
Mi rivolgo a tutti voi, cari concittadini. Mi rivolgo alle persone di buona volontà che amano la poesia di Ignazio Buttitta e ne condividono lo spirito. Facciamo sì che le sue opere, i suoi manoscritti ritornino dove sono stati concepiti, qui a Bagheria, nella sua città, nella nostra città. È volontà della famiglia Buttitta nonché della Fondazione a lui intitolata.
Facciamo sì che questo avvenga, e avvenga nel più breve tempo possibile. Perché, se tutto questo non dovesse verificarsi, le responsabilità non peseranno soltanto sull’Amministrazione Comunale ma sull’intera cittadinanza bagherese.
In quel caso, a non volere la Fondazione Ignazio Buttitta a Bagheria saremmo noi.

Paolo Zarcone (paolozarcone@yahoo.it)

 
 
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