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Palermo. Aperto anno giudiziario. Oliveri:
“Cosa Nostra senza capo”

sabato 26 gennaio 2013, 12:48   Attualità  

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tribunale 1Si è aperto oggi l’anno giudiziario al Tribunale di Palermo. Il presidente della Corte d’appello di Palermo Vincenzo Oliveri, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, ha usato parole dure.

«Noi magistrati -ha detto- dobbiamo capire che è arrivato il momento di modificare molti dei nostri atteggiamenti. La comunità nazionale e internazionale ci scruta, stigmatizzando l’enfasi mediatica che viene data a certi provvedimenti, la sovraesposizione e i protagonismi di alcuni costantemente presenti in talk show televisivi dove disquisiscono di processi in corso». 

«La violenza che sfociava negli omicidi sembra accantonata ma la situazione potrebbe cambiare se Cosa nostra, che ora è priva di un capo riconosciuto e di validi quadri dirigenti, riuscisse a ricompattarsi ritrovando gli uni e gli altri. Nonostante i colpi subiti – ha aggiunto il magistrato – Cosa nostra conserva immutata la sua struttura organizzativa profondamente radicata nel territorio e non si avvertono segni di cedimento nelle estorsioni, la pressione investigativa però e la crisi che rende le vittime meno propense a cedere sembra avere ridimensionato i guadagni degli esattori del pizzo».».

«È cambiato il clima sul fronte dell’amministrazione della giustizia. Antiretorico e pragmatico, il nuovo ministro si è posto obiettivi concreti e raggiungibili: riformare il processo civile, ridurre il flusso del contenzioso, alleggerire il sovraffollamento delle carceri, attuare la revisione della geografia giudiziaria, ancorandola a parametri oggettivi per sottrarla a campanili. Si è tornati a parlare di giustizia come servizio da rendere ai cittadini. – ha aggiunto il magistrato – e c’è stato un cambio radicale di agenda e una ritrovata concordia».  Per Oliveri, l’ultimo anno si è contraddistinto per la «volontà effettiva di collaborare per raggiungere un obiettivo condiviso: trasformare la giustizia da ostacolo per la crescita a volano per un’economia competitiva che stenta a crescere».

«Grazie per avere difeso con fermezza l’indipendenza della magistratura quando questa è stata oggetto di accuse ingenerose e di aggressioni talvolta anche volgari. Tutto ciò – ha aggiunto Oliveri – non è sfuggito al presidente della Repubblica a cui si deve se il nostro Paese nutre una speranza di uscire da questa terribile situazione». A Napolitano Oliveri ha espresso un ringraziamento «per averci allontanato dal precipizio verso il quale marciavamo». (gds.it)

 

 
 
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