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Bagheria-Casteldaccia. Dopo 30 anni
ancora in marcia contro la mafia (foto)

martedì 26 febbraio 2013, 13:14   Attualità, PhotoGallery  

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prima paginadi Pino Grasso

Un sole splendente ha baciato un lungo corteo di bambini, ragazzi, giovani, casalinghe, operai, impiegati e anziani di Bagheria, Casteldaccia e Altavilla Milicia, i paesi che nel 1982 erano stati tragicamente definiti il “Triangolo della morte” che sono tornati a marciare come trent’anni fa contro il terrore scatenato dalla seconda guerra di mafia, per ribadire che le mafie sono indebolite ma non sconfitte e cancellate.
Presenti anche sindaci dei paesi limitrofi.
La manifestazione organizzata dal Centro Studi “Pio La Torre”, d’intesa con la rete delle scuole “Bab el gherib” e l’adesione delle Comunità ecclesiali dei sindacati, del mondo dell’associazionismo e delle amministrazioni comunali, è partita dal piazzale antistante la scuola elementare “Giuseppe Cirincione”, da dove, come trent’anni fa, il corteo si è snodato sino a piazza Matrice a Casteldaccia, attraverso la via dei Valloni, l’arteria utilizzata come via di fuga dei killer e dai latitanti mafiosi.

“La rivolta morale e civile continua con la marcia delle nuove generazioni consapevoli e portatrici di una nuova antimafia più ampia e trasversale -afferma il presidente Vito Lo Monaco presidente dal Centro studi La Torre – esse raccolgono e rilanciano una memoria condivisa di quei tragici fatti e lanceranno il loro monito alla classe dirigente perché ogni suo legame economico, sociale, istituzionale, politico, con le mafie sia spezzato”.

La partecipazione è stata ampia e massiccia, tanti erano studenti trent’anni fa alla prima marcia e adesso sono presenti come genitori insieme ai propri figli delle scuole elementari, medie e superiori dei tre paesi con alla testa due dei presbiteri, don Francesco Stabile e don Cosimo Scordato che anche allora erano stati tra gli animatori della ribellione contro il potere mafioso. “Ci sono 30 anni di testimonianza che abbiamo portato avanti -dichiara don Cosimo Scordato- c’è un martirio di padre Puglisi, c’è una Chiesa che ha preso sempre coscienza di questa incompatibilità tra il Vangelo e il fenomeno mafioso che ne è la negazione più radicale. A 30 anni di distanza è cresciuta la società civile, sono cresciute le comunità politica, almeno ci auguriamo, ed è cresciuta la consapevolezza dell’ecclesialità nostra e del nostro modo di sentirci chiesa alternativa alla società mafiosa”.

A conclusione della marcia hanno preso la parola i rappresentanti degli alunni delle scuole che simbolicamente hanno raccolto il testimone dei protagonisti della marcia di trent’anni fa.
Nella piazza si sono alternati alcuni bambini e studenti delle scuole di Bagheria e di Casteldaccia.
“Noi non c’eravamo 30 anni fa -ha detto uno di loro- ma dobbiamo ringraziare chi organizzò quella marcia se oggi possiamo ancora farlo”.
Vito Lo Monaco ha anche ricordato che come 30 anni fa, l’attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha mandato un messaggio: “allora fu Sandro Pertini”.

Lo Monaco ha anche sottolineato che sarà collocata una targa per ricordare quella manifestazione.

 

 

 
 
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