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Coinres. I lavoratori: “mandare a casa 180 padri di famiglia non migliorerà i conti”

sabato 2 febbraio 2013, 10:28   Attualità  

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rifiuti raccoltaI 26 operai ex Temporary, con una nota, intervengono sul rischio di essere licenziati dal Coinres. Criticano il consorzio “gestito male” e l’intera classe politica.
“La nostra disperazione e’ ciclica -scrivono- da più di cinque anni lavoriamo per il Coinres e siamo stati destinati a Bagheria. Abbiamo sempre svolto il nostro lavoro con dignità e correttezza, cercando sempre di onorare l’impegno che abbiamo assunto. Ciclicamente siamo coloro che ricevono una bella lettera di licenziamento perchè in tutto questo tempo la politica, ed i sindaci soci del consorzio, non sono mai riusciti a stabilizzare un’azienda che mangia i soldi del contribuente senza offrire un servizio dignitoso. E la colpa di tutto questo sono i 180 lavoratori ex temporary assunti nel 2007? Non crediamo, siamo solo il capro espiatorio di una inefficienza e una incapacità dei sindaci di dare risposte concrete e serie ai cittadini.”I 26 operai sottolineano di essere stati assunti per portare la raccolta differenziata al 40 % ed, invece, la percentuale è prossima allo zero.“Non si fa raccolta differenziata -continuano-, anzi il servizio e’ svolto da una ditta esterna che certamente verrà pagata per i suoi servizi in paese e che magari utilizza i lavoratori in modo diverso dal contratto di lavoro, raccoglie un po’ di cartone posizionando in paese qualche campana. Tutto specchietto per allodole. Se fosse partito un servizio di raccolta differenziata come il “porta a porta” a Bagheria si sarebbero ridotti certamente i costi agevolando il nostro inserimento lavorativo, ma tutto e’ rimasto solo sulla carta, lettera morta.”

Gli operai non ci stanno ad essere sempre sotto accusa. Sottolineano di essere stati da sempre utilizzati per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e di lavorare in condizioni igienico sanitarie precarie. Critiche anche verso l’autoparco. “E’ senza servizi igienici -sostengono- e più volte posto sotto sequestro. Abbiamo lavorato senza guanti e senza vestiario.
Tutto questo per portare un “pezzo di pane” a casa che ci e’ sembrato sempre il fine del nostro impegno.
Quando vengono utilizzate ditte esterne che portano in dote mezzi meccanici con autista al seguito, mentre i mezzi comprati da comune rimangono fermi, per guasti mai riparati, ci sembra rubare i soldi ai cittadini e ai nostri figli. E questo e’ spesso avvenuto. Le aziende certamente non fanno questo servizio gratuitamente ed il comune sicuramente paga un lavoro che dovremmo svolgere noi e che vogliamo fare, ma non si capisce perchè ogni santo giorni si devono utilizzare i mezzi meccanici presi con nolo a caldo. La nostra vicenda e’ sotto i riflettori di tutti. Siamo i cattivi. Coloro che devono essere purgati da un mostro chiamato Coinres ma vi assicuriamo che mandare a casa 180 padri di famiglia non contribuirà a migliorare i conti di un consorzio che viene gestito male. Siamo l’anello più debole, i lavoratori che in un giudizio di primo grado sono stati riconosciuti aventi il diritto all’assunzione mentre i giudici di secondo grado hanno stabilito che non avessimo il diritto all’assunzione ma per il Consorzio, avendo natura economica pubblica, anche se ha operato sempre come un privato, questa nostra richiesta non può essere accolta.”

I lavoratori sottolineano di attendere il giudizio della Cassazione per avere un verdetto finale.
“Ora siamo in attesa di sapere di che morte morire, noi e le nostre famiglie, e tutto questo perchè in questi ultimi anni la classe politica non ha dato risposte concrete ma solo pezze che coprono e non risolvono il problema.
Siamo la vittima di un sistema dei rifiuti che ci chiama indispensabili e necessari a fronte dell’offerta di un servizio migliore ma che rappresenta la via piu’ facile per dare un’immagine diversa della realtà. La crisi economica non lascia più scampo a nessuno e per ridurre i costi non si eliminano forniture di servizi esterni date ad aziende, non si fa partire la differenziata ma si risolve il problema licenziando gli operatori ex Temporary.
Forse i cittadini pensano che e’ tutta colpa di queste assunzioni e forse qualcuno vuol far credere questo ai cittadini.
Abbiamo lavorato con dignità e spirito di abnegazione ed il nostro allontanamento dal lavoro non darà un servizio migliore ai cittadini ma solo disoccupati in più alla società civile. Quando usciremo noi dal Coinres partirà la raccolta differenziata pagata profumatamente e le aziende affitteranno mezzi a noleggio e personale proprio con un costo forse più alto in termini sociali ed economici, basti pensare che in passato ogni compattatore costava mille euro al giorno e nella sola Bagheria ne arrivavano sei giornalmente.”

 
 
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