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Termini Imerese. Arrestato perchè deve scontare 23 anni per omicidio

mercoledì 6 febbraio 2013, 16:40   Cronaca  

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PUCCIO SALVATOREI carabinieri di Caccamo hanno arrestato Salvatore Puccio, 66 anni, di Cacciamo,  pensionato, ex macellaio, pregiudicato. L’uomo deve espiare la pena di anni 23, 2 mesi e 12 giorni reclusione, dopo la la sentenza della Corte di Assise di Appello di Palermo per l’omicidio di Gandolfo Panepinto, ucciso il 23 febbraio 1988 a Valledolmo.

Puccio è ritenuto colpevole in concorso con Antonino Giuffrè, Girolamo Pirronitto, Bernardo Provenzano, Ciro Vara e Giuseppe Madonna.

Gandolfo Panepinto, meccanico, fu ucciso mentre eseguiva lavori di muratura all’interno della propria officina, da un commando formato, oltre che dal Puccio,  anche da Rosolino Rizzo e dallo stesso Giuffrè, all’epoca dei fatti Capo del Mandamento mafioso di Caccamo, su disposizione di Bernardo Provenzano.

Secondo l’accusa, l’uomo venne ucciso per “riportare l’ordine” nel territorio, atteso che la vittima, considerata un “cane sciolto”, avrebbe commesso estorsioni e reati senza l’autorizzazione dei boss, violando il principio d’autorità all’interno di “Cosa Nostra” e soprattutto mettendo i capimafia in difficoltà rispetto alle loro vittime e alle forze dell’ordine, messe in allarme da attentati e intimidazioni ai danni di imprenditori e allevatori.

Fondamentale nella ricostruzione della vicenda è stata la collaborazione di Antonino Giuffrè e le sue rivelazioni in merito alle dinamiche criminali e ai fatti di sangue di quel periodo storico di “Cosa Nostra”.

Il 23 ottobre 2012 la Corte d’Appello di Palermo aveva assolto Salvatore Puccio dall’accusa di associazione mafiosa, a seguito delle accuse di sei pentiti, che lo descrivevano come facente parte della cosca mafiosa di Caccamo e per cui in primo grado era stato condannato a 10 anni di reclusione.

Salvatore Puccio è stato associato presso la Casa Circondariale “Cavallacci” di Termini Imerese a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

 

 
 
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