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Altavilla Milicia. Svolta nell’omicidio di Vincenzo Urso. C’è un video sui killer

venerdì 29 marzo 2013, 09:39   Cronaca  

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Vincenzo  URSOLe indagini dei Carabinieri sull’omicidio di Vincenzo Urso, ucciso nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2009 ad Altavilla Milicia, sono ad una svolta.
Ci sono nuovi testimoni e soprattutto alcuni video che avrebbero ripreso le fasi dell’omicidio.
Le indagini sono state condotte dai Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Palermo. I reperti sono stati inviati presso il R.I.S. Carabinieri di Messina per gli accertamenti di competenza.
Inoltre appaiono determinanti le ultime ore di vita dell’uomo, sulle quali è massima l’attenzione degli investigatori.
Secondo il resoconto dei carabinieri, un video mostra l’arrivo della giovane vittima a casa, luogo ove avrà luogo l’agguato, a bordo della propria autovettura, un SUV di grossa cilindrata. Pochi secondi dopo, di ritorno sulla stessa strada, vengono ritratti i killer, che si allontanano dal luogo del delitto, a bordo di una utilitaria, oggetto di furto qualche giorno prima a Santa Flavia e ritrovata poche ore dopo l’omicidio, abbandonata, nei pressi del campo sportivo di Altavilla.
Proprio questo video, inedito sino a qualche giorno fa, e da poche settimane giunto nella disponibilità dei Carabinieri, può rappresentare un elemento di svolta nelle indagini.
Attualmente sono al lavoro i militari della Sezione Grafica e Fonica del R.I.S. di Messina, che stanno trattando il video con speciali filtri e programmi di grafica digitale, al fine di esaltare i lineamenti della persona alla guida del veicolo.
Inoltre, sono al vaglio altre immagini relative a sistemi di video-sorveglianza collocati nei pressi del luogo ove è stata rinvenuta la macchina utilizzata dagli assassini e poi abbandonata: non si esclude che possa essere stato ripreso il veicolo con il quale i killer si sono allontanati.
Proprio la macchina, utilizzata dal commando omicida, rappresenta un’ulteriore, significativa pista, che gli investigatori stanno seguendo in questi giorni con determinazione; infatti all’interno della veicolo, il personale del R.I.S. ha rinvenuto reperti strettamente collegati con il delitto, quali i guanti in lattice utilizzati dagli assassini,  un mozzicone di sigaretta, nonché un’impronta digitale non riconducibile ai proprietari del mezzo, prova certa che i killer hanno commesso degli errori.
Altro argomento di interesse è rappresentato dall’arma del delitto, una pistola verosimilmente semiautomatica, a tutt’oggi mai individuata. Il sequestro di alcuni bossoli, trovati a terra, sulla scena del delitto, appare comunque determinante per ricondurre l’arma, in caso di eventuale rinvenimento, all’omicidio.
Per quanto riguarda le prime ipotesi investigative formulate all’indomani del delitto, per le quali è stato sospettato Francesco Lombardo, ex-suocero della vittima, attualmente in carcere dal  30 ottobre del 2012, dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo per il reato di estorsione ai danni di un noto ristorante di Altavilla Milicia, il “Villa Nosa”.
Sul movente, sebbene le indagini proseguano a 360°, viene data una particolare attenzione al contesto mafioso locale, soprattutto in riferimento all’occupazione della vittima, un imprenditore edile, in società con il fratello.

 

 

 

 
 
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