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Bagheria. Arrestati 4 forestali e un imprenditore edile per corruzione (foto)

martedì 26 marzo 2013, 09:25   Cronaca, PhotoGallery  

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polizia nuova 1Avrebbero taglieggiato numerosi imprenditori compiacenti, adottando modalità estorsive tipiche dell’organizzazione mafiosa, pur indossando una divisa. E’ questa l’accusa contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare che la Squadra mobile di Palermo ha notificato a cinque persone, un imprenditore edile e quattro appartenenti al Corpo Forestale della Regione Siciliana in servizio presso il distaccamento di Bagheria.
Questi i nomi dei quattro agenti del Corpo forestale della Regione Siciliana, impiegati nel distaccamento di Bagheria, arrestati dalla polizia di Palermo: si tratta di Rosario Azzarello, 44 anni di Ventimiglia di Sicilia (foto 1), Domenico Bruno, 49 anni di Bagheria (foto 2), Giovanni Fontana, di 51 di Villabate (foto 3), Pietro Rammacca, 50 anni di Ficarazzi  (foto 4)  e Rosario Spataro, di 49 di Palermo  (foto 5).  Pietro Rammacca e Rosario Spataro sono il cella. Gli altri sono ai domiciliari sono finiti.  Arresti in casa anche per un imprenditore edile di Ventimiglia di Sicilia Rosario Azzarello.

Nel provvedimento, emesso dal Gip Angela Gerardi su richiesta della Procura di Palermo, si ipotizzano i reati di corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, omessa denuncia ed abuso d’ufficio.
L’operazione scaturisce da una indagine più complessa svolta tra il 2011 ed il 2012 dalla Squadra Mobile di Palermo in collaborazione con quella di Agrigento relativa agli assetti mafiosi dell’area orientale della provincia. In una vicenda che presentava le caratteristiche classiche dell’estorsione è emerso il coinvolgimento di un rappresentante del Corpo Forestale.
Le indagini hanno fatto emergere come un gruppo di appartenenti al distaccamento di Bagheria avrebbe acquisito benefici economici personali, attraverso pratiche di fatto estorsive. Gli investigatori avrebbero accertato numerosi episodi di corruzione che tendevano a favorire imprenditori compiacenti. Secondo gli inquirenti l’attività illecita sarebbe stata pianificata con modalità tipiche delle organizzazioni criminali, con notevoli pressioni di carattere psicologico.
Le indagini hanno infine registrato come gli imprenditori considerassero gli operatori della forestale come soggetti privi di dignità e di ogni limite, a causa delle loro continue pretese. (gds.it)

 
 
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