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Il pentito Lo Verso: “nel ’94 ho visto un politico con un capomafia di Bagheria”

domenica 10 marzo 2013, 13:11   Cronaca  

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stefano lo versoHa raccontato i segreti della mafia di Ficarazzi, Bagheria e Villabate.
E’ tornato nel suo paese, Ficarazzi, rinunciando alla protezione. Si tratta di Stefano Lo Verso. Molto ha detto, ma pare che non tutto è venuto fuori. Ci sono numerose deposizioni secretate, alle quali si stanno cercando riscontri. I nomi, top secret, sono di politici e professionisti.
Ha rilasciato un’intervista al mensile “S” a Riccardo Lo Verso, in cui parla a ruota libera. Adesso va in giro come un uomo qualunque, anche se non tutti coloro che lo conosco si fermano. Qualcuno cambia strada.Sul suo pentimento dice che lo ha fatto perché “è l’unico modo per uscire dal sistema. Il cordone ombelicale si taglia solo con la collaborazione, non esiste ma dissociazione. Alcuni pensano che uscendo dal carcere si torni ad essere libero, ma non è così. Si entra in Cosa Nostra senza neppure accorgersene. O stai dentro o muori. E stare dentro significa finire in carcere o morire.”Sui mafiosi, Stefano Lo verso dice: “l’80% sono spioni e tragediatori. I mafiosi usano due tattiche-. Prima tentano di fare arrestare il nemico e se non ci riescono lo ammazzano con la lupara bianca.” Su Provenzano dice: “si fidava solo di Onofrio Morreale (di Bagheria ndr).

Provengano diceva che un latitante lo prendono solo se qualcuno lo indica con un dito.”
Lo Verso parla anche del suo ritorno a Ficarazzi, e della sua vita quotidiana: “la gente è solidale con me. Faccio una vita normale. Girano la faccia quelli vicini alla mafia”.
Lo Verso in passato ha accusato vari politici, fra cui Totò Cuffaro, Marcello Dell’Utri, Saverio Romano e Renato Schifani: “io ho parlato pure di altri”.
Non fa nomi ma dice:  “ho visto un politico nazionale assieme ad un capomafia di Bagheria. E’ un politico che è stato assolto, ma questo non significa che non ha favorito la mafia. Mi riferisco alla campagna elettorale del 1994.” Sui nomi top secret.

 
 
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