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Bagheria. Analogie fra gli omicidi Zito
(19 dicembre 2012) e Liga (estate 2008)

venerdì 5 aprile 2013, 12:39   Cronaca  

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ZITO AntoninoCi sarebbero molte analogie fra gli omicidi di Antonino Zito (nella foto 1), il 32enne palermitano ritrovato carbonizzato nel territorio di Santa Flavia, al confine con Bagheria e quello di Pietro Liga (nella foto 2), ucciso nell’estate del 2008 a Palermo.
Ne sono convinti i carabinieri, che continuano l’indagine, sotto la direzione della Procura di Termini Imerese, i sostituti procuratori Urbano, Brucoli e Gualtieri.
I due delitti sarebbero avvenuti con la stessa modalità.
Entrambi, secondo gli inquirenti, sarebbero riconducibili a un “regolamenti di conti” per il controllo del redditizio mercato del narco-traffico.
Zito sarebbe stato visto per l’ultima volta nei pressi della via Bassotto a Palermo, e a poche centinaia di metri, nel 2008, venne ritrovato il corpo di Piero Liga, dapprima ferito gravemente con tre colpi di arma da fuoco al torace, esplosi da ignoti. Liga morirà pochi giorni dopo, presso l’ospedale Civico di Palermo, a seguito delle gravi lesioni riportate.
Antonino Zito, invece, venne ucciso con un colpo alla nuca, e il corpo  rinvenuto, semi-carbonizzato, il 19 dicembre dello scorso anno.
Secondo una prima ricostruzione: si è trattato di un’esecuzione.
Sebbene i familiari non ne avessero denunciato la scomparsa, malgrado questi non fosse rientrato la notte precedente, gli investigatori sono risaliti all’identificazione grazie ai tatuaggi che il pregiudicato aveva sulla schiena.
LIGA Pietro detto SaverioZito abitava nel rione Falsomiele. Era stato scarcerato ad aprile del 2012 dopo due anni trascorsi in cella. La sua fedina penale era segnata da una sfilza di reati: spaccio di droga, ricettazione e rapina. In carcere c’era finito tre volte fra il 2008 e il 2010.
L’ultima volta era stato accusato di fare parte di una banda che assaltava Tir. Un altro indizio – la rottura del femore della vittima – fa ipotizzare che Zito potrebbe essere stato pure picchiato. Poi, il colpo di grazia sparato con un’arma di piccolo calibro e la decisione di infierire sul corpo con le fiamme, verosimilmente per distruggere ogni traccia utile alle indagini.
La baracca, molto frequentata dagli abitanti del quartiere per la consumazione sul posto di “quarume”, panelle, “stigliole”, viene indicata dai numerosi testimoni, sentiti come persone informate sui fatti, nelle passate settimane, dai carabinieri della Compagnia di Bagheria, come l’ultimo luogo ove è stato visto Zito in vita, prima della scomparsa.
Ed è proprio sulle ultime ore della giovane vittima che è massima l’attenzione degli investigatori, impegnati in una certosina opera di ricostruzione attraverso molteplici testimonianze raccolte, incrociate con i numerosi video acquisiti presso i sistemi di video-sorveglianza, relativi ad esercizi commerciali e in uso a privati, presenti nella zona.
Le prime indagini escludono che Zito avesse legami o contrasti con personaggi di Cosa Nostra.
Inoltre, nel corso delle investigazioni, sono emerse, come detto, inquietanti analogie tra l’omicidio di Zito e quello di Liga.
Le indagini per l’omicidio di Liga, sono state condotte dalla squadra mobile della Questura di Palermo e non hanno ancora consentito di individuare gli autori del reato: nel corso del sopralluogo condotto sul luogo dell’agguato, la polizia scientifica ha raccolto due ogive.
Liga aveva precedenti per un tentativo di rapina in un supermercato a Termini Imerese. La vittima era stata processata per direttissima e condannato ad otto mesi di reclusione con il beneficio della sospensione della pena.
Attualmente, sebbene le indagini proseguano a 360°, le attenzione degli investigatori sono concentrate sul sottobosco criminale degli stupefacenti, tipologia di reato molto diffusa nella zona, che di fatto risulta una delle principali piazze di spaccio dell’area metropolitana palermitana.

 
 
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