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Bagheria. Novità nelle indagini
dell’operazione sul Coinres. 15 indagati

sabato 6 aprile 2013, 08:22   Cronaca  

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SONY DSCVanno avanti le indagini dei carabinieri di Bagheria dopo gli arresti di Antonino Di Bella, 57 anni e Diego Lo Paro, 63 anni, rispettivamente  sorvegliante e responsabile amministrativo del Coinres di Bagheria, indagati per numerosi reati. Secondo i carabinieri, grazie alla influenza della locale consorteria mafiosa sul consorzio, finivano anche con il condizionare le determinazioni dell’Amministrazione comunale.
Ci sarebbero 15 indagati, tutti operai del Coinres, che come riporta il Giornale di Sicilia di oggi, secondo i carabinieri avrebbero falsificato i registri di presenza.

All’indomani degli arresti, i carabinieri hanno avviato numerose perquisizioni domiciliari, durante i quali è stato rinvenuto il mezzo meccanico noleggiato dal Coinres di fatto appartenente allo stesso Di Bella, pur intestato a prestanome, per il cui utilizzo si è fatto risultare un numero maggiore di giorni lavorativi rispetto a quelli in cui il mezzo veniva realmente impiegato, realizzando così profitti illeciti, ammontanti a circa seicento euro al giorno, per un totale pari a diverse centinaia di migliaia di euro, considerato che il meccanismo fraudolento è andato avanti per anni.

Di-Bella-Lo-ParoIl veicolo era occultato all’interno di un garage, a Bagheria, di proprietà del padre di Di Bella.

I carabinieri sottolineano che “all’atto del sequestro, a riprova dell’impiego escluso del mezzo da parte dell’Amministrazione comunale, i militari hanno notato sul fianco del veicolo la scritta “Comune di Bagheria” frutto dell’ apposizione di un adesivo, poi tolto in tutta fretta, senza però che si riuscisse a cancellare la dicitura.”

Gli accertamenti dei militari sono ancora in corso per delineare le ulteriori responsabilità, sia interne che esterne al Coinres. I carabinieri hanno effettuato nuove acquisizioni documentali presso il comune di Bagheria e sono state sentite numerose persone informate sui fatti.

Infine, ulteriore oggetto di indagine risulta il diffuso fenomeno dell’assenteismo e dell’apposizione di firme false sui fogli di presenza per consentire la percezione di emolumenti per ore lavorative non svolte.

 
 
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