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Bagheria. 23 anni a Domenico Gargano per la morte dello zio

lunedì 8 aprile 2013, 16:31   Cronaca  

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antonino-tripoliPer la Corte d’appello presieduta da Giancarlo Trizzino, è lui l’autore dell’omicidio dello zio.  Il Tribunale di Palermo ha inflitto 23 anni di carcere per Domenico Gargano, considerato l’autore dell’omicidio dello zio Antonio Tripoli (nella foto), ferito da tre colpi di pistola in via del Commercio, nei pressi della stazione ferroviaria,  il 4 ottobre del 2008. L’uomo morì in ospedale pochi giorni dopo.
Nella ricostruzione delle fasi antecedenti l’agguato venne fuori che Tripoli aveva incontrato delle persone, pare per l’affitto di un magazzino.  Non si sa cosa accadde dopo. Ma Tripoli fu trovato in fin di vita ferito da tre colpi di arma da fuoco in via del Commercio, una strada a ridosso della stazione ferroviaria di Bagheria.
Prima di morire, Antonio Tripoli, scrisse su un foglietto il nome del nipote, quale autore dell’agguato.
In primo grado, Domenico Gargano (difeso dall’avvocato Enrico Sanseverino) era stato assolto, ritenendo che lo zio, era imbottito di farmaci e “non pienamente lucido”.
Il PG Enza Sabatino aveva chiesto la condanna dell’imputato a 27 anni di carcere sostenendo che Tripoli era perfettamente in sè quando, in punto di morte, indicò  il suo assassino.

Oggi è arrivata la sentenza della corte d’appello che ha condannato Gargano a 23 anni di carcere.
Per l’accusa il movente del delitto sarebbe stato legato a dissidi economici tra Gargano e lo zio. 

 

 
 
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