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La Finanza controlla distributori di benzina a Palermo e Bagheria

martedì 23 aprile 2013, 10:10   Cronaca  

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distributoriCi sono anche alcuni distributori di benzina di Bagheria fra quelli controllati dalla Guardia di Finanza di di Palermo. Le fiamme gialle hanno passato al setaccio 67 impianti, fra Palermo, Termini Imerese, Partinico, BagheriaCefalù e Corleone. Sono stati multati 35 impanti, di cui 1 è strato sequestrato, così come un’autobotte. 2 persone sono state denunciate all’autorità.
L’operazione rientra in un vasto piano di controllo economico del territorio mirato agli impianti di distribuzione stradale di carburanti e lubrificanti, con lo scopo di prevenire ed eventualmente reprimere condotte fraudolente in danno dell’utenza e fenomeni di abusivismo, evasione fiscale e vendita in nero di carburanti.
Le Fiamme Gialle hanno posto l’attenzione sul rispetto degli adempimenti contabili e fiscali  connessi alla gestione ma anche di quelli più propriamente “tecnici” legati alla regolare erogazione e quantificazione del carburante, alla effettiva corrispondenza dei prezzi esposti sui cartelli dei prezzi con quelli indicati dalle  colonnine di erogazione, nonché sulla qualità dei carburanti erogati.

Dei 67 impianti controllati:

22 sono stati segnalati agli uffici competenti per irregolarità nella esposizione delle tabelle previste da decreti assessoriali della Regione Sicilia a garanzia della corretta informazione dell’utenza in merito al giorno di chiusura infrasettimanale, all’orario giornaliero di apertura e di chiusura, all’elenco degli impianti abilitati al servizio notturno  e festivo;
3 sono stati segnalati per inosservanze della disciplina prezzi in quanto non esponevano come previsto i prezzi praticati agli utenti nell’apposita cartellonistica da porre a margine della carreggiata;
nei riguardi di 7 sono state riscontrate palesi discordanze tra le giacenze contabili e le giacenze effettive di carburanti, superiori ai limiti di tolleranza previsti per le eccedenze e le deficienze ammesse dalla normativa di settore;
2 sono risultati inadempienti al prescritto obbligo di chiusura infrasettimanale,
un impianto aveva una colonnina che presentava evidenti manomissioni nei sigilli apposti nei congegni di taratura dei dispositivi di erogazione. Per questo impianto è scattato immediato il sequestro penale della colonnina manomessa e dei 1.750 litri di benzina senza piombo contenuti all’interno del serbatoio collegato agli apparati manomessi, oltre alla denuncia all’AG del gestore della stazione di servizio;
per un ulteriore impianto, scoperto dai finanzieri in provincia, è stato appurato che, nonostante la continuatività dell’attività, nessuna dichiarazione dei redditi è stata presentata dal gestore per l’intero anno 2011, nascondendo al fisco ricavi al momento quantificati in circa 700.000 euro; per tale impianto è stata immediatamente avviata una più approfondita verifica, per ricostruire nel dettaglio  l’intera posizione fiscale.

I controlli hanno riguardato anche la circolazione su strada dei prodotti petroliferi a mezzo di autobotti, eseguiti dai finanzieri al fine di verificare il regolare possesso della documentazione fiscale prevista per il trasporto dei prodotti energetici sottoposti ad accise destinati all’approvvigionamento dei depositi e delle stazioni di servizio.
In tale contesto è stato individuato un autotrasportatore di carburanti che trasportava un quantitativo difforme da quello indicato nella documentazione esibita.
I finanzieri, infatti, hanno rilevato che dei circa 7.000 kg. che l’autotrasportatore avrebbe dovuto trasportare in cisterna risultava una ammanco di oltre 3.000 kg. per i quali l’autista non è stato in grado di fornire alcuna giustificazione in merito alla destinazione.
Si è proceduto quindi al sequestro del veicolo e dei circa 4.000 litri di gasolio contenuti in cisterna a alla denuncia all’A.G. dell’autista.
Sono in corso le indagini per ricostruire l’effettivo utilizzo del carburante mancante, verosimilmente destinato al mercato nero.
Al termine del piano, sono state verbalizzate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di oltre 87.000 euro.

Infine, sono in corso le analisi sui numerosi campioni di prodotto petrolifero prelevati dai finanzieri durante i diversi controlli ed inviati al competente Laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al fine di verificare le qualità merceologiche dei carburanti erogati ed il rispetto delle rigorose norme cui sono sottoposti tali prodotti per limitare i danni dell’inquinamento ambientale e  riscontrare l’eventuale presenza di componenti non consentiti che ne alterano la qualità in pregiudizio dell’ambiente e della resa.

 

 
 
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