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Non basta
aprire una strada

mercoledì 10 aprile 2013, 21:55   L'Opinione  

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vella nuovodi Daniele Vella *

L’ennesima protesta di alcuni commercianti del Corso Umberto, che chiedono al Sindaco l’immediata apertura della strada durante le ore mattutine e notturne, mi da l’opportunità di intervenire sul futuro che tutti noi intendiamo riservare alla nostra Città.
In premessa dico con forza che recepisco da vicino e comprendo le difficoltà che la categoria del commercio sta attraversando in questo periodo di crisi generale e pertanto i loro bisogni e le loro aspettative vanno ascoltati e, laddove possibile, risolti.
Tuttavia chi fa politica e chi ha amore per la propria città non può essere privato, né può privarsi, dal tentare di esprimere una propria visione di sviluppo possibile.
Sono convinto che si farebbe un grave errore a circoscrivere la questione relativa al transito veicolare in corso Umberto alla decisione sic et sempliciter di aprire o meno una strada.
Dietro tale decisione si nasconde certamente tanto altro, a partire dall’idea che noi cittadini abbiamo della nostra Bagheria.
E’ sotto gli occhi di tutti che negli anni passati le amministrazioni che ci hanno preceduto hanno, tra mille difficoltà ed errori, cercato di individuare possibilità di recupero del nostro decoro urbano.
Penso alla riqualificazione di Piazza Sepolcro, oggi animata da alcuni esercizi commerciali gestiti da giovani, penso all’acquisizione di Palazzo Butera e alla sua ristrutturazione, mi riferisco alla riqualificazione di Piazza Anime Sante o al rifacimento di via Palagonia oltre che chiaramente al rifacimento e alla pedonalizzazione di Corso Umberto I.
Su un altro fronte importanti finanziamenti sono stati intercettati per l’area Sic di Monte Catalfano, per la pista ciclabile ed il percorso dedicato agli ipovedenti, per il rifacimento di piano stenditore ad Aspra, per il servizio di videosorveglianza e altro ancora.
La linea guida che ha caratterizzato la progettazione di queste opere pubbliche, e che ha costituito la linea forza che ci ha permesso di intercettare i finanziamenti poi utilizzati, è certamente quella della ricerca del recupero del nostro centro urbano, delle nostre origini, della valorizzazione del nostro patrimonio e di un nuovo modo di intendere la vivibilità nella nostra città.
Inviterei tutti a soffermarci su questa realtà.
Di certo, se una critica posso fare, si può sostenere che questa attività di programmazione avrebbe avuto bisogno di un maggiore coinvolgimento della nostra realtà sociale e di una migliore partecipazione della città. Comunque si deve dare atto che un po’ di strada è stata fatta.
Ed in tutta sincerità devo dire che tantissimi cittadini, seppur tra mille distinguo e decine di giuste osservazioni ed appunti, hanno compreso la necessità di difendere e sostenere questa nuovo modo di pensare Bagheria. Tra questi una grandissima fetta di ragazzi delle nuove generazioni.
Le obiezioni a questo ragionamento potrebbero essere tante e di vario tipo.
Sono il primo a comprendere che di fronte alla innumerevoli crisi della raccolta dei rifiuti che hanno devastato il nostro territorio,  alla mancanza di una raccolta differenziata, di fronte all’incuria del nostro verde pubblico e alla crisi finanziarie del nostro comune è veramente difficile vedere la luce alla fine del tunnel.
Tuttavia è nostro dovere provarci.
In città sempre più numerosa cresce l’attenzione verso le tematiche civiche. Tante sono le associazioni attive, molte di giovani, che promuovono la valorizzazione del nostro patrimonio naturalistico e culturale.
Penso a Bagheria Bene Comune,penso al wwf,penso a Bagheera, a Guernica,all’associazione 3 P o Antigone,all’associazione A Testa Alta ai Nuovi Bagheresi a Noi Bagheresi  ed altre), penso al neonato comitato “Adottiamo Monte Catalfano”, mi riferisco anche alle tante attività che in tal senso e sempre con maggiore intensità stanno intraprendendo le forze politiche.
E’ però un dovere di chi amministra e della politica tutta, oltre che della cittadinanza attiva, mantenere alta l’asticella dell’attenzione verso i temi civici e alta l’ambizione di una città diversa e migliore.
Questi ragionamenti, mi sembra chiaro, passano anche e soprattutto da una buona e lungimirante attività amministrativa. Per esempio dalla necessaria e auspicata adozione del nuovo Piano Regolatore – anzi invito il Consiglio Comunale a fare in fretta- che  porrà fine all’annosa diatriba sulla normativa urbanistica che ci ha riguardato negli ultimi anni e ridarà una prospettiva certa ai nostri concittadini.
Passano dal sapersi inserire nelle attività della cabina di regia oggi aperta in regione Sicilia riguardo il patto dei Sindaci.
O ancora, dal dare priorità all’interno del nostro piano triennale delle opere pubbliche a quelle opere che porteranno una maggiore vivibilità per i nostri cittadini. Penso ad un area attrezzata a verde in via Mattarella, già inserita nel piano, oppure al recupero delle nostre “pirriere” e della nostra costa.
Urgente e avvertita come tale è la necessità di emanare un bando pubblico per la gestione e la cura di Monte Catalfano (tante associazioni e molti ragazzi potrebbero trovare in questo modo anche un occasione di lavoro).
E per riprendere la questione del nostro centro storico sarà importante renderlo realmente vivo e pulsante.
Da tempo sostengo che accanto ai necessari servizi, tra cui un ormai improrogabile servizio di trasporto ecocompatibile, dobbiamo cercare di incentivare la nascita di attività commerciali e/o di ristorazione.
Anche il problema della sicurezza (per il quale auspico un tavolo tecnico tra A.C. commercianti e forze dell’ordine) non sarà certamente risolto dall’apertura notturna di una strada.
Solo un corso animato di attività e riempito di locali sarà più sicuro.
Non si abbandoni questa idea, anzi la si persegua, cercando di ipotizzare forme di incentivazione per chi ancora oggi, vuole investire e ne ha la capacità e l’intraprendenza .
Si pensi ad agevolazioni fiscali sullo stile delle zone franche urbane e si ricerchi un dialogo – nell’ultimo tempo trascurato o perso  – con i centri commerciali naturali.
Immaginare una città viva, animata di attività culturali (anche promosse da privati), in cui le piazze ospitino sagre, dibattiti,proiezioni cinematografiche non è azzardare tanto. Lo si può fare con il coinvolgimento delle tante realtà presenti nel nostro comprensorio e con costi economici molto bassi.
E’ nostro dovere credere in una Bagheria diversa, in una città migliore e noi ci crediamo.

*capogruppo Partito Democratico.

 

 
 
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