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Coinres. Lettera aperta di un dipendente licenziato: “senza lavoro non c’è dignità”

mercoledì 22 maggio 2013, 09:05   Attualità  

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coinres operai

Pubblichiamo per intero la lettera inviataci da un ex dipendente del Coinres del gruppo dei 190 ex temporary che da alcuni giorni sono stati licenziati. Si tratta di una lettera dai tono pacati che analizza il difficile  momento che gli operai stanno vivendo.
Una lettera a cuore aperto che merita la massima attenzione.

“Essere licenziati in questo periodo significa coinvolgere anche la famiglia ed i suoi rapporti familiari. Se a perdere la garanzia di uno stipendio sudato sono ben 190 lavoratori allora stiamo parlando di mille persone che ne subiscono gli effetti. Una piccola tragedia sociale.
Un uomo senza lavoro si trasforma anche in una persona che ha poca fiducia nel suo futuro e si sente anche un po’ privato della sua dignita’. La drammatica situazione igienico sanitaria di Bagheria e’ stata accollata a questi lavoratori ed il Sindaco, la sua giunta e molti consiglieri si sono lavati il coltello pieno di sangue sulla loro pelle dopo aver sacrificato la citta’. Occorre che tutti i cittadini di Bagheria sappiano che gli “ex temporary” della munnizza a Bagheria non solo non hanno colpa ma stanno pagando le scelte sbagliate di una amministrazione anche sulla pelle delle loro famiglie. 
Questo e’ lo scopo della lettera che state leggendo, cioe’ fare capire come la vivono i lavoratori licenziati lo scorso 10 maggio. Verso la meta’ di aprile il Sindaco, in diverse occasioni, aveva ribadito ai lavoratori che il licenziamento era inevitabile e che la salvaguardia del posto di lavoro doveva passare da un appalto ad una ditta privata che, se avesse voluto senza nessun obbligo, poteva assumere il personale “ex temporary” e sicuramente non tutto, solo quello che serve. In attesa dell’appalto “campavamo” con il sussidio di disoccupazione per otto mesi. Ovviamente i lavoratori, che ben sanno come vanno queste cose, non potevano certo rimanerne felici. Allora vista l’imminenza della chiusura dei contratti hanno usufruito delle ferie arretrate e dei riposi accumulati per evitare di perderli. Allo stesso tempo hanno ridotto ad un turno il loro servizio in ottemperanza al contratto di lavoro. Hanno fatto qualcosa di male? Credo che abbiano usufruito di quanto la legge prevede. La “munnizza” accumulata, invece, e’ dovuta alla incapacita’ dell’amministrazione comunale di gestire il servizio cosi come fa ormai da oltre due anni. Infatti e’ il comune che si occupa dei noli a freddo e del gasolio ed anche della manutenzione ordinaria dei mezzi. Fino a quando questi “FESSI” lavoravano su tre turni e senza riposo, in un ambiente insano e privo del minimo di sicurezza, oltrepassando di molto quanto il contratto prevedeva pur di garantire ai cittadini un servizio decente i soli tre autocompattatori presi a nolo da una ditta di Catania erano quasi sufficienti. Pensate che a Ficarazzi ci sono due compattatori. La vecchia azienda, la “Gorent” di Firenze, che aveva garantito ben sei compattatori, ha ritirato i suoi mezzi per fine locazione e per la grave situazione debitoria del comune che deve ancora pagare molte fatture. I mezzi della “Gorent” trasportavano ben oltre il limite di capienza consentito dal libretto di circolazione garantendo cosi “tutti i giorni” la normale pulizia del paese. Oggi i tre autocompattatori non sono sufficienti e si spendono ogni giorno migliaia di euro in noli a caldo con affidamento diretto. La situazione di emergenza provocata dall’incapacita’ gestionale dell’amministrazione comunale sta costando ai cittadini bagheresi decine di migliaia di euro a settimana e, per come vedete, senza un risultato concreto. L’aspetto piu’ vergognoso e’ che si cerca miserevolmente di far ricadere la colpa sugli “ex temporary” colpevoli di tutto solo per il fatto di essere stati licenziati. Incredibile quanto la mia dignita’ di lavoratore sia stata calpestata e distrutta .

Quando un attivista del Movimento 5 Stelle ha scritto che la colpa degli incendi e’ dei lavoratori licenziati allora ho capito che oltre al lavoro, alla famiglia, ho perso anche la mia dignita’. Scusate lo sfogo.”
Un lavoratore ex Coinres

 
 
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