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I sindacati chiedono una proroga fino a settembre per i lavoratori del Coinres

venerdì 10 maggio 2013, 20:24   Attualità  

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Coinres protesta“Riteniamo inaccettabile che i 190 lavoratori a tempo determinato del Coinres, fino ad oggi tutelati da prerogative contrattuali dal punto di vista normative, retributive e contributive, si possano prestare a forme di ‘reclutamento’ discriminante rispetto ad altri lavoratori impegnati negli stessi servizi e con forme di contrattualizzazione diversa, nessun lavoratore dovrebbe rimanere a casa, qualche amministratore comunale potrebbe trovarsi nelle condizioni di non essere in grado di affrontare una vera emergenza sanitaria nei loro comuni. Ribadiamo la richiesta, la proroga dei lavoratori fino all’attivazione delle Srr prevista per il 30 settembre prossimo”.

A scriverlo in un documento unitario sulla vertenza del Coinres inviato all’assessore all’Energia Marino in vista dell’incontro in IV commissione all’Ars sulla vicenda dei 190 lavoratori del Coinres che si terrà martedì prossimo , sono i sindacati Fp Cgil Fit Cisl e Uil Palermo. Scade oggi la proroga dei contratti dei 190 lavoratori. “Ci troviamo ancora di fronte alla scelta del commissario liquidatore del Coinres di chiudere i rapporti di lavoro, procedura, che, oltre ad essere in contrasto con le norme che disciplinano i licenziamenti collettivi, rischia di compromettere il futuro occupazionale di questi lavoratori e dei servizi a loro affidati; tutto ciò in conflitto con la legge regionale che prevede nuovi assetti per la gestione dei rifiuti e che rinvia al 30 settembre dell’anno ogni eventuale proroga”. I sindacati scrivono: “La procedura dei licenziamenti è addirittura in contraddizione con quanto confermato da più tempo e in diverse sedi ufficiali dalla quasi totalità dei comuni soci, i quali hanno sostenuto l’assoluta necessità di mantenere l’ordinario servizio d’igiene ambientale anche grazie all’uso questo personale che si trova ormai in servizio da diversi anni”. I sindacati concludono : “auspichiamo che la vertenza che riguarda i 190 lavoratori sia fatta propria dalla componente politica regionale dell’Ars e dal governo, al fine di scongiurare, insieme la macelleria sociale”.

 
 
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