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Misilmeri. Dopo avere sparato al figlio si è suicidato. Il bambino operato al Civico

venerdì 17 maggio 2013, 11:28   Cronaca  

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polizia e irreraE’ stato sottoposto ad un delicatissimo intervento il bambino di 7 anni colpito da un proiettile alla testa, sparato dal padre, Ivan Irrera, 38 anni, questa mattina a Mislmeri. L’uomo si è poi suicidato sparandosi alla testa.
La polizia scientifica è al lavoro nella casa di Misilmeri, mentre i parenti della coppia si trovano all’ospedale Civico, nella speranza che il bambino si salvi. Il proiettile calibro 9, esploso a distanza ravvicinata, gli ha trapassato il cranio, procurandogli lesioni devastanti.
Irrera, poliziotto della squadra mobile, ha sparato con la pistola di ordinanza al figlio di sette anni un colpo alla fronte e poi si è suicidato sparandosi alla tempia. Il bambino è stato ricoverato in condizioni disperate all’ospedale Civico, dove i medici stanno tentando di tutto per salvarlo. La polizia sta cercando di ricostruire il perché di una tragedia che ha sconvolto ancora una volta i poliziotti della Mobile: è il terzo suicidio negli ultimi quattro anni di un investigatore delle sezioni speciali di piazza Vittoria.

Nessuno dei numerosissimi colleghi di Irrera, accorsi in ospedale e avanti alla casa dell’agente, riesce a spiegarsi il perché del gesto. A Misilmeri, in via P3, nella zona di Piano Stoppa, regnano stupore e incredulità: “Domani dovevano partire per la comunione di un nipote – racconta un collega – Era sempre solare, allegro. Nulla poteva far presagire la tragedia. Amava i suoi figli e la moglie. Non riusciamo a credere che abbia potuto fare questo. Non ha mai parlato di problemi economici”.In casa si trovava anche la moglie del poliziotto, che non avrebbe sentito nulla. L’altra figlia si trovava a casa di un’amica, dove aveva trascorso la notte. L’investigatore, che prestava servizio alla sezione antirapina, sarebbe entrato nella stanza del figlioletto di sette anni e gli avrebbe sparato un colpo alla fronte mentre dormiva. Poi ha rivolto l’arma contro se stesso. Secondo una prima ricostruzione, a spingere alla follia l’investigatore potrebbero essere stati alcuni problemi economici. Il questore Nicola Zito, appresa la notizia, ha sospeso gli incontri in programma domani per la Festa della polizia.

 
 
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