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Lo Meo “ci appelleremo alla sentenza sull’abolizione del raddoppio della Tarsu”

sabato 22 giugno 2013, 12:48   Attualità  

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comune 2di Pino Grasso

Accolto dalla Commissione Tributaria Provinciale di Palermo il ricorso proposto da alcuni cittadini che chiedevano l’annullamento del raddoppio della Tarsu, la tassa sul ritiro e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, disposto dalla amministrazione comunale.
Intanto il sindaco Lo Meo ha dichiarato che il Comune si appellerà alla sentenza.
“Si tratta soltanto di una Sentenza di primo grado e non definitiva – afferma il sindaco Vincenzo Lo Meo – e pertanto inoltreremo appello. Martedì prossimo ho fissato un incontro con il nostro avvocato Franco Lupo per tracciare insieme la linea da seguire. Quello che è certo, non possiamo permetterci di non incassare quelle somme”.

Il provvedimento è stato emanata dalla I sezione con sentenza n. 271/01/13 che ha accolto il ricorso introdotto da Rosario Russo ed altri sul raddoppio della Tarsu per l’anno 2011. Intanto per i tanti cittadini che hanno pagato il raddoppio della tassa oltre il danno la beffa, perché non potranno riavere  indietro i loro soldi. La Giunta Municipale, a pochi mesi dal suo insediamento aveva deliberato il raddoppio della tariffa a partire dall’anno 2011. Tale delibera, però non venne approvata dal Consiglio Comunale. In conseguenza di ciò i cittadini, che già avevano versato la somma dovuta per la tassa dell’anno 2011, si sono visti recapitare dapprima avvisi di pagamento e successivamente cartelle di pagamento con le quali veniva loro intimato di corrispondere l’ulteriore raddoppio della tariffa. Molti dei cittadini bagheresi hanno impugnato le cartelle di pagamento innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Palermo. Il primo di questi ricorsi, discusso in pubblica udienza lo scorso 10 giugno davanti alla Commissione tributaria dall’avvocato Daniela Di Carlo, una giovane professionista bagherese è stato accolto dalla Commissione che ha proceduto ad annullare la cartella impugnata. “E’ il primo provvedimento di annullamento – afferma l’avocato Di Carlo – ed è ragionevole presumere che anche gli altri ricorsi già presentati e che saranno trattati nelle prossime udienze, verranno anch’essi accolti”. La Giustizia Tributaria con un’articolata ed approfondita motivazione ha accolto le doglianze dei ricorrenti stabilendo che il provvedimento con il quale la Giunta municipale ha deliberato di aumentare del doppio l’aliquota Tarsu è viziato da incompetenza funzionale. “La determinazione della tariffa Tarsu – si legge nel dispositivo – costituisce un atto di carattere generale ed astratto e conseguentemente rientra negli atti di carattere regolamentare, comunque espressamente attribuiti  alla competenza del Consiglio Comunale”.
Secondo l’avvocato difensore “Il Collegio ha ribadito, con ineccepibile chiarezza, che negli Enti locali siciliani, a differenza di quanto avviene nel resto del territorio nazionale, la competenza per ogni aspetto che concerne l’ordinamento dei tributi, ivi compresa la disciplina delle aliquote, spetta al Consiglio Comunale. Seguendo il descritto percorso logico, la Commissione Tributaria  ha annullato la cartella impugnata poiché la pretesa tributaria alla stessa sottesa trova la sua fonte nella delibera illegittima e, in quanto tale, disapplicabile”. I Giudici della prima sezione hanno, pertanto, svolto un accertamento incidentale, relativamente alla illegittimità della delibera comunale, al fine di dichiarare illegittimo l’atto impositivo rappresentato dalla cartella di pagamento. La pronuncia della Commissione è molto esaustiva e non lascia alcun dubbio sulla impossibilità per la Giunta Municipale di deliberare in tema tributario, trattandosi di materia rientrante nella competenza del Consiglio Comunale.
Intanto quello che è certo, a prescindere dalla Sentenza, i cittadini dovranno pagare fino all’appello.

 
 
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