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Bagheria. Vincenzo Lo Meo: “il dissesto finanziario è il male peggiore”

domenica 9 giugno 2013, 09:44   Politica  

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lo meo 11Si apre domani la settimana che probabilmente porterà alla dichiarazione del dissesto finanziario, dopo la decisione del consiglio comunale di non approvare il piano di risanamento del comune.
Ora l’amministrazione comunale invierà al Prefetto, al Ministero degli Interni, alla Corte dei conti, all’Assessorato regionale alle autonomie locali la comunicazione con l’esito negativo per il piano di rientro.
Successivamente il Prefetto inviterà il Consiglio comunale a votare una delibera in cui verrà dichiarato ufficialmente il dissesto, atto che prevede comunque l’obbligatorietà a portare al massimo tutte le aliquote di tasse e imposte con copertura sino al 100% per alcuni servizi, quali la tassa per i rifiuti.
“Ho tentato sino all’ultimo di non condurre la città al dissesto, ho rivolto un accorato appello alle forze politiche consiliari affinché si riunissero in assemblea consiliare per discutere un documento che avrebbe dato, sebbene con grande sacrificio, una chance alla città -così Vincenzo Lo Meo, sindaco di Bagheria- il voto sfavorevole del Consiglio comunale ha consegnato la città al male maggiore: il dissesto finanziario”.
Il sindaco affronta amaramente la situazione in cui si trova il comune.
“Ciò che mi dispiace di più -doce- oltre ovviamente alle sorti del mio paese è aver constatato che non si è trattato solo di un voto contro la proposta di un piano di risanamento ma un voto contro il sindaco Lo Meo, un voto volto a screditare un’amministrazione che stava adottando profondi cambiamenti anche strutturali e burocratici che forse hanno dato fastidio (l’allusione è alle recenti modifiche e spostamenti nella pianta organica dell’Ente che non sono stati ben accetti sebbene volti a migliorare il funzionamento della macchina amministrativa).
“Non nascondo che il piano di risanamento non era il migliore possibile e mi spiace dover constatare che non sono stato ben supportato nella realizzazione e nella tempistica ma la norma ci permetteva, ancora per 30 giorni, di poter integrare e migliorare ed è per questo che i consiglieri avrebbe dovuto dare una chance non a questa amministrazione ma alla città, che è di tutti.
Non sarà solo un periodo di sacrifici, come quello che poteva essere imposto dal piano ma è lo sfacelo dell’economia cittadina, perché solo per fare un esempio di ciò che comporta il dissesto,  molti creditori si vedranno negare, in parte, quanto di diritto gli spetta e la sofferenza dei fornitori vuol dire sofferenza e distruzione dell’economia cittadina”.
“Temiamo per le anticipazioni che attendevamo, dovremo ridurre quasi a zero i servizi -aggiunge Lo Meo- e non continuo oltre perché già nel mio precedente appello ho ben specificato cosa ci attende con il dissesto finanziario”.
“Ho constatato con grande dispiacere che sono prevalse le logiche personalistiche, che non si è ragionato per il bene comune, che qualcuno già pensa a prossime elezioni comunali, apprendo da notizie di stampa locale, che qualcuno aveva già nei cassetti la mozione di sfiducia pronta. Non si può governare così una città”.
“Si è votato secondo la logica del tanto peggio tanto meglio, una logica irresponsabile. Non si è compreso che ciò che è accaduto non riguarda Lo Meo, riguarda la città, che ha ereditato dalle passate amministrazione ben oltre 37 milioni di debiti fuori bilancio, sottolinea il sindaco – questo deve essere chiaro per comprendere che le responsabilità non sono di questa amministrazione, e per questo sono sereno sebbene amareggiato perché non ho procurato io questo sfascio. L’arco temporale del dissesto coinvolgerà bene due amministrazioni a seguire, il consiglio doveva riflettere anche su questo quando si è espresso negativamente. Se volevano giudicare il sindaco avevano altri leciti strumenti per farlo, non bocciare un piano di rientro che poteva essere una prima soluzione per la città. Votare questo strumento negativamente, lo dico con chiarezza è stato un atto irresponsabile a mio parere, una decisione che fa precipitare Bagheria in un tunnel in cui non si distingue via di uscita; mi spiace prevedere che questi consiglieri se ne pentiranno amaramente.
Le responsabilità infatti non possono essere solo di chi amministra ma anche dell’organo collegiale che dovrebbe essere simbolo del pensiero e delle scelte dei cittadini” aggiunge Lo Meo che continua: ho voluto io, con forza,  questa seduta del consiglio, mi sono appellato al senso di responsabilità, pur sapendo che non avevo i numeri ma credevo che questo senso di responsabilità avrebbe prevalso ed invece solo prevalse solo le strategie, si ragiona già per sostituire sindaco e amministrazione, si pensa già al voto, c’è già un piano di sostituzione, non c’è un piano per il bene della città”.
“Non per ultimo poi ho dovuto registrare anche uno spiacevole attacco personale nei confronti di un mio assessore, – aggiunge Lo Meo alludendo all’assessore al Bilancio Sciacchitano – un valido tecnico che ha il torto di non essere bagherese, a dimostrazione che se non sei di Bagheria, anche se sei valido e professionale non puoi e non devi amministrare questa città: è un’assurdità”.
“Dove sono stati alcuni consiglieri comunali che si sono espressi sfavorevolmente al piano se non al governo di questa città nelle passate amministrazioni? forse pensano di non avere responsabilità? Dove sono stati e che cosa hanno fatto quando potevano risolvere questioni gravi che pesano su Bagheria da anni e che hanno indebitato l’Ente in maniera stratosferica, come la questione Coinres? Avrebbero potuto invertire la tendenza, avrebbero potuto prendere scelte drastiche, come stiamo facendo noi ed invece era troppo scomodo prendere decisioni che  questa amministrazione si sta assumendo?” si chiede Lo Meo. “Da parte mia ho la coscienza apposto, sono sereno seppur afflitto per come sono andate le cose. So che le responsabilità sono preesistenti. Prima di essere sindaco di Bagheria, sono cittadino, da sempre, di questa città, i miei figli vivono qui e temo per il loro futuro e per quello di molti giovani”.

 

 

 
 
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