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Inchiesta Regione. Sentiti i politici coinvolti. Tutti negano le accuse

giovedì 20 giugno 2013, 10:27   Cronaca  

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giacchettoSono stati tutti sentiti  i politici indagati al Tribunale di Palermo, nell’ambito dell’inchiesta che ha sconvolto la politica regionale.
Tutti accusati di avere avuto favori da Fausto Giacchetto (nella foto) in cambio degli appalti sui grandi eventi.
Sono arrivati l’ex presidente della Regione Lino Leanza, l’ex presidente dell’Assemblea regionale Francesco Cascio, il presidente della commissione Bilancio all’Ars Nino Dina, l’ex deputato Gaspare Vitrano,  l’ex consigliere comunale del Pd Salvo Alotta e il deputato regionale de La Destra Pippo Currenti.
Il primo ad arrivare  è stato Francesco Cascio,  accompagnato dall’avvocato Enrico Sanseverino. Rimane nella stanza del pm Gaetano Paci per oltre due ore.
Prima di entrare, la soddisfazione “per essere stato contattato immediatamente, in modo da poter chiarire – dice – la situazione al più presto, nell’interesse mio e della giustizia”. Cascio ha iniziato l’interrogatorio con la certezza di essere indagato per violazione della legge sul finanziamento dei partiti ed è uscito dalla stanza del pubblico ministero Gaetano Paci con una nuova contestazione. Ben più grave. L’ipotesi di reato al vaglio della Procura nei suoi confronti è quella di corruzione.

Gli investigatori si sono concentrati su un viaggio negli Stati Uniti, in occasione di un Capodanno, di Cascio e Giacchetto in compagnia delle rispettive mogli. Viaggio che risulta essere stato pagato da Giacchetto. Circostanza che il politico ha confermato spiegando che, durante la vacanza, è stato lui a sostenere diverse spese.
Cascio ha spiegato che ogni qualvolta capitava, per trasferte last minute, di non trovare posti liberi negli alberghi della Capitale sapeva di poter contare sui Giacchetto. Non chissà per quali dietrologie o interessi illeciti, ma soltanto perché era a conoscenza che il manager prenotava e pagava, vuoto per pieno e per tutto l’anno, una camera per evitare di restare senza. Alla fine dell’incontro, in effetti Cascio appare comprensibilmente stanco.  “Fausto lo conosco da vent’anni. Con lui – ha spiegato Cascio – ho un rapporto di amicizia fraterna che non rinnegherò mai. Soprattutto in un momento come questo, in cui Giacchetto sta affrontando una fase molto difficile”.
Cascio esce dal Palazzo di giustizia mentre arriva Gaspare Vitrano.
In Tribunale Vitrano, accompagnato dall’avvocato Vincenzo Lo Re, è stato chiamato a rispondere di finanziamento illecito ai partiti. “Qua ci sono le fatture – dice il politico sventolando alcuni fogli – le farò vedere ai procuratori e chiariremo tutto”.
Il legale di Nino Leanza,  Nino Caleca fa sapere che alla base del silenzio del suo assistito  c’è il semplice fatto che il deputato oggi di Articolo 4 non ricorda i fatti che gli vengono contestati.
Ostenta sicurezza Nino Dina, oggi presidente della Commissione bilancio all’Ars. “Sono estremamente sereno – dice – rispetto alla eco che l’indagine sulle spese elettorali sta avendo, atteso il coinvolgimento di politici, burocrati e uomini delle istituzioni. Ribadisco la mia totale estraneità e sono fiducioso sul buon esito delle indagini che gli organi preposti stanno conducendo.“
Gli altri indagati non rispondono ai cronisti e vanno via.

 
 
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