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Casteldaccia. Minacce di morte a Calì. “Ho ricevuto 2 telefonate”

venerdì 5 luglio 2013, 09:35   Cronaca  

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calìdi Martino Grasso

Dopo le intimidazioni e l’incendio di alcune macchine della concessionaria, sono arrivate anche le minacce di morte.
Gianluca Calì, il coraggioso imprenditore di auto di Casteldaccia, che ha denunciato le minacce ricevute nei mesi scorsi, qualche giorno fa ha ricevuto delle esplicite minacce di morte al telefono.
“Si sono state 2 chiamate di circa 5 minuti l’una -dice- All’inizio mi sembrava un banale scherzo, poi l’entità del monologo precostituito e la sostanza delle pesantissime parole con minacce di morte e con anche il monito di non dire niente ai carabinieri mi ha fatto capire che purtroppo non era un banale scherzo.
Hanno utilizzato dei complessi sistemi per non essere intercettati, che va al di la del semplice numero anonimo.”

Gianluca Calì affronta questa nuova minaccia in maniera lucida anche se non nasconde un po’ di preoccupazione. “Sono molto colpito ed amareggiato, e Dio solo sa cosa mi aspetta.  Però voglio continuare a fare il normale imprenditore e il normale padre di famiglia. Sono sicuro che la capacita delle forze dell’ordine coordinate dai migliori inquirenti al momento disponibili faranno presto luce su questo episodio cosi come di tutti gli altri episodi che mio malgrado mi vedono protagonista”.
Qualche giorno fa il giornale “il fatto quotidiano” ha pubblicato un articolo in cui si parlava dell’acquisto di Calì di una villa appartenuta a Michelangelo Aiello e a Miche Greco. Pare che dopo l’acquisto qualcuno avesse sconsigliato l’affare.
“Si è forse imboccata la pista giusta?” si chiede Calì.
L’imprenditore il 3 aprile 2009 aveva subito l’incendio di 5 automobili nella sua concessionaria a Casteldaccia. Per questo motivo si era trasferito ad Altavilla Milicia, dove però nei mesi scorsi aveva ricevuto una richiesta di pizzo.
L’uomo, anziché pagare, si è rivolto alle forze dell’ordine.
Con l’operazione Argo, che ha smantellato il mandamento di Bagheria, lo scorso 9 maggio, sono stati fermati i presunti autori. Anche le intercettazioni raccolte dagli inquirenti avevano fatto luce sugli episodi estorsivi.
Attorno a Calì si è stretta la società civile. E’ stata anche organizzata una manifestazione alla quale ha preso parte il procuratore di Termini Imerese Morvillo, oltre ad associazioni del territorio e tanta altra gente comune.
Adesso però, sono arrivate le nuove e pesanti minacce a Calì che non va lasciato assolutamente solo.

 
 
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