f Bagheria. Abusivismo nel parco di villa Valguarnera. Conferenza stampa del M5S | LaVoceDiBagheria.it

Bagheria ha la Sua Voce. La Voce Di Bagheria | LaVoceDiBagheria.it
Portale di news ed informazione della Città di Bagheria

Bagheria ha la Sua Voce. La Voce Di Bagheria. Portale di news ed informazione della Città di Bagheria

Bagheria. Abusivismo nel parco di villa Valguarnera. Conferenza stampa del M5S

venerdì 2 agosto 2013, 10:20   Attualità  

Letture: 3.215

villa valguarneraE’ prevista per oggi una conferenza stampa del Movimento 5 stelle, il cui gruppo parlamentare al Senato ha presentato un’interpellanza ai ministri dell’interno, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei beni e delle attività culturali e del turismo. In riferimento a Villa Valguarnera.

Il primo firmatario è il senatore Francesco Campanella.
La conferenza stampa si terrà presso la villa Valguarnera.
Nell’interrogazione si fa anche riferimento agli ultimi fatti di cronaca con l’arresto di Gino Di Salvo e Sergio Flamia proprietari di abitazioni all’interno del parco della villa.
Di seguito proponiamo il testo completo della lunga interrogazione presentata al Senato.

“Premesso che:

al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Palermo, dottor Leonardo Agueci, si è appreso che nella lista degli arresti effettuati dal raggruppamento operativo speciale (R.O.S.) e dal comando provinciale dei Carabinieri di Palermo, appare Gino Di Salvo, considerato il nuovo reggente del “mandamento” di Bagheria (Palermo);

Gino Di Salvo è una “vecchia conoscenza” delle forze dell’ordine, sottoposto a sorveglianza speciale sin dal 1975 e successivamente a custodia cautelare e a reclusione per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa, avendo posto in essere una continuativa attività di copertura e agevolazione della latitanza di Bernardo Provenzano;

il “delfino” di Gino Di Salvo sarebbe Sergio Flamia, anche lui arrestato nei giorni del “blitz Perseo” del 2008, quando gli venne contestato il solo favoreggiamento per aver messo a disposizione un suo immobile per ospitare i summit dei boss di Bagheria; successivamente, sarebbe diventato il cassiere del clan;

considerato che:

villa Valguarnera è un complesso monumentale di interesse storico, architettonico e artistico situato a Bagheria, ed è uno dei più importanti monumenti risalenti al periodo del regno delle Due Sicilie, cantato da Goethe e Stendhal, oggetto d’ispirazione per gli architetti Schinkel e Dufourny, descritto da Dacia Maraini nei suoi due romanzi di successo “Marianna Ucria” e “Bagheria”;

dalle indagini della DDA si apprende che le abitazioni di Gino Di Salvo e di Sergio Flamia, da loro abusivamente realizzate nel parco monumentale vincolato di villa Valguarnera, unico polmone verde superstite a Bagheria, malgrado il provvedimento di confisca della sezione Misure di prevenzione del 2005 a carico di Di Salvo, sono rimaste intatte nonché presumibilmente sanate e continuano ad essere abitate dai proprietari;

nel provvedimento di confisca si legge che gli immobili erano a disposizione dei latitanti, circostanza confermata, tra gli altri, dal collaboratore di giustizia Angelo Siino, il quale ha evidenziato che “il Di Salvo aveva una villa in via Vallone De Spuches dove c’erano dei cavalli e macchine per movimento terra nella quale in diverse occasioni incontrò Bernardo Provenzano”; la villa in questione è uno degli edifici abusivi costruiti nel parco Valguarnera, al servizio della quale è stata realizzata, in area privata e sottoposta a vincolo monumentale, una strada di accesso con tutte le infrastrutture e i servizi, consentendo inoltre ai pregiudicati Di Salvo e Flamia di utilizzare ampie porzioni del parco come parcheggio per i loro mezzi di movimento terra e camion spurghi, e di adibirne aree a discarica, anche di rifiuti speciali;

visto che:

il proprietario Francesco Alliata di Valguarnera, all’età di 92 anni, sta portando avanti da oltre 20 anni il tentativo di conservazione e tutela, a esclusive spese della famiglia, del complesso monumentale, paesaggistico e botanico di villa Valguarnera;

nel corso degli anni non è stato consentito ai legittimi proprietari di intervenire per evitare il degrado del complesso monumentale, impedendo nei fatti tutti gli interventi meticolosamente progettati da un team di prestigiosi esperti; sarebbero stati vietati persino la sostituzione di condotte pluviali rotte che allagano stanze e affreschi, il salvataggio dal crollo della preziosa cappella barocca, ormai quasi distrutta, la sarcitura delle lesioni o la potatura di alberi spezzati e tutto ciò nonostante le numerose sentenze civili e penali che nel corso degli anni hanno confermato l’urgenza degli interventi e condannato l’ostruzionismo sistematico della Soprintendenza di Palermo;

oltre a subire aggressioni e minacce di ogni tipo a beni e persone, sempre denunciate e rimaste impunite, gli Alliata sono costretti a una snervante e costosissima attività giudiziaria per impedire la distruzione di questo importante patrimonio culturale, costruito e mantenuto integro attraverso i secoli dalla loro famiglia, e per difendersi non solo dall’assedio della criminalità organizzata, ma anche da azioni compiute dalle istituzioni che, a giudizio degli interroganti, dovrebbero tutelare la famiglia, difendere il monumento e reprimere gli abusi;

al contempo, è proseguita la costruzione di manufatti abusivi, con conseguente sdradicamento di alberi secolari, nel parco settecentesco vincolato sin dal 1913. Malgrado i vincoli di inedificabilità totale, recepiti anche dal piano regolatore generale di Bagheria, nel parco storico è sorto indisturbato un intero quartiere, dotato di strade, acqua e luce, e nessun riscontro sarebbe stato fornito, da parte degli organi competenti, alle denunce, agli appelli e le interpellanze di Vittoria e Francesco Alliata, sempre supportati da associazioni, intellettuali, stampa e società civile, italiani ed esteri;

nei primi mesi del 2011, con un’azione cui è stato dato ampio risalto dai media, Francesco Alliata di Valguarnera si è dichiarato “prigioniero politico della burocrazia” che di fatto non lo avrebbe messo nelle condizioni di realizzare a proprie spese gli interventi di ordinaria manutenzione della sua casa e lo ha imputato in un procedimento penale per non aver “impedito i crolli”, procedimento dal quale è stato assolto con ampia formula, essendone stata attribuita ad altri, fra i quali la Soprintendenza di Palermo, la responsabilità;

recentemente Francesco Alliata di Valguarnera si è visto notificare, insieme alla moglie, anche lei ultranovantenne, un ulteriore provvedimento con identica motivazione del precedente: esso è scaturito da un’indagine avviata nel 2008 dai Carabinieri di Bagheria, in cui le forze dell’ordine documentavano con fotografie i numerosi e persistenti fenomeni di abusivismo nel parco, evidenziavano la “latitanza” delle autorità preposte e sollecitavano urgenti provvedimenti, stante il pesante pregiudizio per la conservazione del sito monumentale, anche per la presenza delle discariche abusive, delle pale meccaniche e altri mezzi movimento terra;

l’unica diffida esercitata dal Comune risulterebbe essere stata emessa nei confronti del cavallo dell’azienda agricola Valguarnera, diffidato dal pascolare nell’agro storico brucandone le erbe infestanti, in quanto la sua mera presenza sarebbe incompatibile con il vincolo monumentale;

considerato inoltre che, a giudizio degli interroganti:

tutto ciò ha causato danni gravissimi alle proprietà, generati da opere di manutenzione straordinaria mal realizzate e/o collaudate dalla stessa Soprintendenza, che hanno persino determinato crolli e dissesti nella cappella settecentesca, mettendone a repentaglio la struttura;

tutto ciò rappresenta una minaccia alla tutela del patrimonio artistico-monumentale e del territorio paesaggistico che, invece, deve essere tutelato in base alla Costituzione Italiana (art. 9);

appaiono legittimi i dubbi in ordine alla correttezza relativa alle decisioni assunte dall’amministrazione comunale che il settimanale “Panorama” del 16 dicembre 1994 così riporta: “Il Comune di Bagheria, oggi commissariato per attività mafiosa, insieme ai Comuni di Caccamo e Termini Imerese, ha stabilito un curioso primato, quello di legalizzare l’abusivismo. Gli abusi edilizi, ben 30 case per esempio costruite nel parco di Villa Valguarnera, sono protetti alle spalle da permessi regolarmente rilasciati dall’ufficio tecnico del Comune. A queste case, acqua e luce vengono immediatamente concesse, a Vittoria Alliata, che chiede di poter installare, secondo legge, i contatori all’ingresso del suo viale il permesso viene negato. È lo stesso Comune di Bagheria a intaccare la proprietà Alliata, malgrado i vincoli monumentali: così come negli anni cinquanta aveva cancellato il ninfeo, nel 1991 demolisce un lungo tratto del muro secolare, in grossi pezzi di tufo, ornato da vasi settecenteschi. Si deve allargare la strada, è il progresso che avanza. Ma più che il progresso ad avanzare sono ville e villette, guarda caso, tutte di personaggi legati al Comune, a quel comitato d’affari, per dirla in maniera eufemistica, che per anni ha retto le sorti di questo paese. È sempre la stessa tattica: si apre un pezzo di proprietà, poi si mandano le galline ed i cavalli a pascolare”,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della grave situazione, che danneggia il patrimonio ambientale, paesaggistico, storico e culturale della città di Bagheria;

se intendano attivarsi presso le amministrazioni competenti al fine di verificare i fatti e le responsabilità connesse alle realizzazioni edilizie ed al mancato smantellamento delle opere realizzate abusivamente;

se risulti che siano stati svolti controlli e verifiche, e con quali esiti, e se intendano urgentemente procedere, di raccordo con gli uffici competenti, all’avvio di ulteriori accertamenti anche al fine di dissipare ogni dubbio circa la correttezza delle attività svolte dagli organi deputati al controllo ed alla tutela del territorio e dei beni culturali, sia in fase preventiva che in fase repressiva e sanzionatoria, a tutela di uno dei più importanti esempi superstiti del settecento siciliano;

quali iniziative intendano adottare, nelle opportune sedi di competenza, al fine di salvaguardare il complesso monumentale villa Valguarnera, consentendo ai legittimi proprietari di poter realizzare le opere di recupero e di manutenzione e per garantire il rispetto della legge vigente, con specifico riferimento alle prerogative della soprintendenza competente;

quali iniziative intendano assumere al fine di evitare futuri abusi edilizi in zone con un patrimonio culturale di così inestimabile valore.”

 

 

 
 
© Riproduzione riservata

 

 

 

 

Commenta l'articolo

Commentando questo articolo accetti le nostre regole e le nostre condizioni.