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Bagheria. Il Comune risponde all’interrogazione su Villa Valguarnera

martedì 6 agosto 2013, 09:43   Attualità  

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villa valguarneraDopo l’interrogazione del Movimento 5 stelle presentata al Senato e alla regione, sull’abusivismo nel parco di Villa Valguarnera, interviene il Comune.
Nei giorni scorsi il Comune di Bagheria ha ricevuto dalla Prefettura di Palermo copia della interrogazione del senatore della Repubblica Francesco Campanella sulla situazione in cui versa una delle più belle ville storiche di Bagheria, Villa Valguarnera.
Il sindaco Lo Meo ha risposto dettagliatamente ai quesiti sebbene relativi ad anni di passate gestioni comunali che non riguardano questa in corso.
La risposta è stata inoltrata anche al Ministero dell’Interno  – Ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari.
Il sindaco Lo Meo ha anche partecipato alla conferenza stampa indetta dal Movimento 5 Stelle nella stessa villa ed ha riferito parte delle informazioni che qui riportiamo e che sono oggetto della risposta inviata alla Prefettura.
Una norma, la legge 364/1909 e la successiva n. 688/1912 ha dichiarato l’area dove è stata edificata Villa Valguarnera sito di importante interesse è già nel 1914 è stato imposto il vincolo monumentale, poi rinnovato nel 1958 con la legge 1089/39, vincoli che, negli anni, hanno riguardato non solo l’edificio ma anche il grande viale d’accesso, il Kaffe-house con antistante zona e giardino, l’agro storico posto ad est della villa e l’antico giardino. Con legge 1497/39 nell’anno 1953 l’area fu anche sottoposta a vincolo paesaggistico. Nel 1994 venne inclusa nel vincolo monumentale anche la restante parte dell’antico giardino posto a sud della villa, dove sono stati edificati i 33 edifici abusivi. Nel piano regolatore generale del 1976 la villa ricade in zona di “rispetto circostante delle ville” in parte sottoposta a vincolo monumentale con i vincoli del 1914 e ‘58. Con la Sentenza del TAR Sicilia n. 225/85, a seguito di ricorso presentato da privati cittadini, tra i quali Alliata Giuseppe di Villafranca, l’’area è rimasta priva di destinazione urbanistica; soltanto nel 1993 ha riacquistato la destinazione di zona di “rispetto circostante le ville” prevista nel P.R.G. del 1976. Nel PRG approvato con decreto dirigenziale n.148/D.R.U. del 2002 tutta l’area ricade in zona A/1 relativa ad edifici complessi di valore storico artistico e monumentale, prg decaduto con la sentenza del CGA n.960/2010.
Nel piano regolatore che è in corso di adozione al vaglio del Commissario ad Acta, l’area è riconfermata nella zona A1 a tutela del bene monumentale con le relative pertinenze. Giardino storico e aree di contesto.
In merito a quanto sollevato dall’interpellanza circa gli edifici abusivi, occorre ricordare che i proprietari della maggior estensione della villa, e nello specifico Sonia Amelia De Orturaz, vedova Alliata, nel 1966 con un atto notarile (n. 804/1966) hanno trasferito parte della stessa zona alla società per azioni Produttori Riuniti come risulta da un atto di vendita del 1976).
La società negli anni ’70 ha fatto predisporre il frazionamento del terreno, approvato dall’UTE di Palermo e ha venduto i relativi lotti di terreno.
Una restante parte, rimasta nella disponibilità della famiglia Alliata, è stata trasferita a terzi a seguito di un apposito atto di frazionamento approvato dall’UTE di Palermo nel ’77.
E’ a partire da tali date che ebbe inizio l’abusivismo edilizio nell’area, durante la quale vennero edificati 30 edifici abusivi, realizzati quindi in data antecedente all’imposizione del vincolo paesaggistico e dell’ampliamento del vincolo monumentale.
Avvenne anche un intervento ispettivo da parte dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente  che accertò la presenza di 33 edifici abusivi.
Una delibera dell’allora Giunta municipale, la n. 165 del ’87, dispose l’allargamento della via Vallone De Spuches e la realizzazione delle opere di urbanizzazione delle sedi viarie a servizio degli edifici abusivi ricadenti nelle vie E1, E2, E3,  per i quali era stata presentata richiesta di condono edilizio, condono per il quale l’assessorato regionale chiedeva di dare sollecito esito alle relative istanze.
Di contro l’assessorato rilevava la mancata rispondenza allo strumento urbanistico dell’epoca (a seguito della Sentenza TAR n. 225/85) per quanto atteneva all’allargamento della via vallone De Spuches e per le opere di urbanizzazione, per le quali era necessaria una preventiva autorizzazione delle stesso assessorato regionale al Territorio e Ambiente, anche se si trattava di aree già perimetrate, ai sensi delle Leggi regionali e nazionali sul condono edilizio, perché interessate dal fenomeno dell’abusivismo edilizio.
L’amministrazione comunale, negli anni seguenti, procedette al rilascio delle concessioni in sanatoria per gli immobili, realizzati in epoca antecedente all’imposizione dei vincoli paesaggisti e monumentali previa acquisizione del parere Della Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo.
In seguito ad una richiesta della polizia tributaria, nel maggio del 2011, si eseguì una individuazione su apposita planimetria, degli edifici che avevano ottenuto il condono, che erano in fase di concessione e che non avevano ottenuto la concessione.
In merito all’edificio ricadente in  via Sofocle al civico 11, con  la concessione edilizia in sanatoria è stata prescritta la demolizione della porzione dell’immobile ricadente nell’area monumentale.
Dopo aver autorizzato già diverse opere di manutenzione delle Villa già dal 1992, il Comune nell’aprile del 2011 ricevette una richiesta di inizio lavori di manutenzione che riguardavano il corpo centrale di villa Valguarnera, richiesta che fu dapprima rigettata per carenza di documentazione, successivamente, la ditta integrò la documentazione ed il settore dell’Urbanistica comunale concesse l’autorizzazione. Contestualmente il Comune si trovò anche a dover rispondere ad una segnalazione fatta dalla maggior proprietaria, la signora Maria Correale Santacroce che con la sorella Teresa, chiedevano di accertare presunte violazioni edilizie da parte della restante proprietà.
Il documento inviato alla prefettura interviene anche sulle abitazioni di Gino Di Salvo e Sergio Flamia,  “vecchie conoscenza” delle forze dell’ordine, il primo sottoposto a sorveglianza speciale sin dal 1975 e successivamente a custodia cautelare e a reclusione per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa, avendo posto in essere una continuativa attività di copertura e agevolazione della latitanza di Bernardo Provenzano; il secondo suo  “delfino”, anche lui arrestato nei giorni del “blitz Perseo” del 2008, quando gli venne contestato il solo favoreggiamento per aver messo a disposizione un suo immobile per ospitare i summit dei boss di Bagheria; successivamente, sarebbe diventato il cassiere del clan.
Da accertamenti effettuati sugli atti del Servizio Condono edilizio del settore Urbanistica  è emersa l’esistenza della pratica di condono edilizio n. 831 che contiene 4 istanze di condono per le quali non è stata rilasciata alcuna concessione in sanatoria, anzi sono stati forniti all’agenzia del Demanio, filiale Sicilia, Beni e Veicoli confiscati le necessarie informazioni ai fini della confisca dei beni.
Infine è utile per una migliore lettura del quadro di insieme rilevare anche che, a seguito, nel 2012, dell’accorpamento delle quote della madre della zia Teresa e Maria Correale Santacroce, Vittoria Alliata di Valguarnera ha sottoposto all’attenzione dell’attuale amministrazione comunale, impegnata nell’adozione del nuovo PRG, la proposta di realizzare una struttura di accoglienza turistico congressuale, nell’area ricadente nel PRG vigente. Proposta che non può essere accolta proprio perché l’area è sottoposta a vincolo monumentale, per la quale sarebbe necessaria una riduzione dei vincoli da parte dell’assessorato regionale di Beni Culturali e Ambientali.
In conclusione l’amministrazione comunale ha esaminato le istanze di sanatoria degli edifici ricadenti nel’area di vincolo valutando responsabilmente tutti gli atti, con particolare riferimento all’epoca di edificazione, esitando positivamente quelle per i quali c’erano i presupposti per la sanabilità realizzate in epoche antecedenti rispetto ai vincoli e dando il diniego per quelle realizzate in epoche successive.
Non ha rilasciato concessione edilizie per l’edificio Di Salvo anzi ha fornito le necessarie informazioni ai fini della confisca del bene al mafioso; ha autorizzato tutti gli interventi di manutenzione del complesso monumentale di villa Valguarnera sin dal 1992 previa acquisizione del parere della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali; è intervenuta nei contenziosi tra i diversi soggetti proprietari di villa Valguarnera collaborando con gli organi di polizia; ha previsto nel PRG norme di tutela del bene monumentale.
“Non possiamo non ascoltare il grido di aiuto che giunge dai proprietari di villa Valguarnera che non è un bene monumentale solo dei rispettivi proprietari ma è una ricchezza per la città, da custodire e preservare – dice il sindaco Vincenzo Lo Meo – esistono leggi, regole, enti preposti, che giocano ruoli non indifferenti per preservare i beni architettonici. Anche a questi Enti e a queste norme dobbiamo rispondere, tutti indistintamente,  e lo facciamo con un unico scopo il bene della nostra città”.

 

 

 

 
 
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