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Lo Meo sulla presunta bufala sul piano di rientro: “terrorismo informativo”

lunedì 12 agosto 2013, 23:53   Attualità  

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lo meo 11Il sindaco di Bagheria Vincenzo Lo Meo risponde colpo su colpo a chi nei giorni scorsi avevano sollevato polemiche in merito alla proroga sulla presentazione del piano di rientro.
Senza mai nominarli, la nota si riferisce all’ex assessore Giovanni di Bernardo e all’ex consigliere comunale Nino Amato che avevano duramente criticato la notizia, definendola una bufala.
Il sindaco non usa mezze parole e parla di “terrorismo informativo” e di “tifosi del dissesto”.

Lo Meo scrive: “Ancora una volta ci pare che Bagheria diventi laboratorio per una forma di politica sui generis, fatta di comunicati su comunicati, spesso di tipo personale, che cercano in tutti i modi solo di attirare l’attenzione criticando senza essere costruttivi.
Questa “nuova” politica agisce esclusivamente utilizzando una specie di informazione che definiamo “terrorismo informativo” che ha un fine ben individuato ed individuabile: non il bene della città ma solo la “pelle di Lo Meo”.
Per questo motivo, mi trovo costretto a rispondere ad una di queste note, non cado nella provocazione ma colgo l’occasione per fare chiarezza sullo stato dei fatti in relazione al Piano di Riequilibrio ed al suo iter amministrativo previsto.
Lo faccio, purtroppo, alla vigilia del Ferragosto, mentre molti si trovano sotto gli ombrelloni e  subito dopo il momento tradizionalmente più importante della città, la Festa di San Giuseppe. Lo faccio perché la macchina del “terrorismo informativo” non si ferma, non  va in ferie.“

La macchina del terrorismo informativo.
Lo Meo sottolinea che per la festa di San Giuseppe c’era una sorta di “macchina del terrorismo informativo” che non vedeva di buon occhio  i cinque giorni di festa e che quindi era necessario “uno schiaffo per farci tornare ai problemi della Città, problemi che mai abbiamo abbandonato anche se abbiamo voluto comunque e contro tutti tentare di organizzare una festa di successo.”

Il piano di rientro.
Il percorso intrapreso è stato concordato con la Corte dei Conti e l’Assessorato regionale all’Economia che ha intrattenuto i rapporti con il Ministero degli Interni ed è normato dalla Legge.
Il percorso prevede che le due istituzioni competenti (Corte dei Conti e Ministero degli Interni) siano informati con l’apposita trasmissione della Delibera di Giunta. Cosa avvenuta a suo tempo. Sul piano giuridico, la possibilità di riproporre il Piano è contemplata dal DL 35/2013 che prevede la riproposizione del Piano di riequilibrio per gli Enti beneficiari delle misure in esse contenute. Il comune di Bagheria avendo ottenuto 7,6 milioni di euro dal DL 35 citato, deve pertanto modificare il Piano,  introducendo nello stesso tali nuove risorse. A ciò si aggiungano le recenti decisioni della Corte Costituzionale che hanno stabilito l’inapplicabilità della L. 149/2011 che ha normato la disciplina del dissesto finanziario dei Comuni. Come stabilito,  l’Ente ha provveduto a comunicare la Delibera di Giunta sia alla Corte dei Conti che al Ministero degli Interni. L’iter previsto, i tempi dettati e quant’altro necessario,  sono tutti chiari e spiegati nei documenti ufficiali e nelle leggi di riferimento. Un Ente Locale non può inventarsi nulla, non ci sono sfumature di grigio. Per una Pubblica Amministrazione tutto deve essere o bianco o  nero. Questi sono i fatti e gli atti. Ma prima di concludere, comunque, mi corre l’obbligo di fare una valutazione politica.”

Sciacallaggio politico.
Lo Meo continua dicendo che “in un momento di grave crisi per il Comune di Bagheria si notano alcuni interventi di puro sciacallaggio politico, da parte dei “Tifosi del Dissesto” che evidentemente sconoscono o fanno finta di non conoscere le cause che lo hanno generato, ma principalmente ne ignorano gli effetti a cominciare dalle conseguenze occupazionali specie per i dipendenti assunti per effetto della stabilizzazione. Alcuni attivano la macchina del “terrorismo informativo” che a Bagheria sembra trovare il proprio habitat naturale senza pensare alle conseguenze.
Meno male che ai Gufi si contrappongono tanti cittadini che si manifestano giornalmente con contributi importanti volti ad evitare il tracollo finanziario, la ulteriore carneficina sociale e la definitiva perdita dell’identità sociale, rappresentata dal patrimonio monumentale e culturale. Da ultimo, anche, chi propone, come in questi giorni ad esempio,  di mettere in vendita alcuni beni diventati patrimonio della comunità di Bagheria dopo la confisca per mafia. Invece di spingere l’Amministrazione a rendere maggiormente fruibili questi beni anche mettendoli meglio a reddito. Una proposta, evidentemente, strumentale. Pensate un po’, se fosse venuta in mente all’Amministrazione (per legge è assolutamente possibile), le critiche che avrebbe mosso.
Che sia chiaro, anche a chi  ricorda il video del 2011 in cui, a quel tempo, l’Amministrazione fece alcune affermazioni ed alcuni atti ben precisi; fin quando sarà possibile, questa Amministrazione tenterà in tutti i modi (possibili, accettabili e soprattutto legali e trasparenti) di evitare il dissesto e nessuno può minimamente pensare che si tratti di “accanimento terapeutico”, primo perché siamo profondamente cristiani e cattolici e secondo perché non siamo affatto in “fase terminale”.”

 
 
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