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Bagheria. Ridotte le indennità del 30%. A maggio spesi 17 mila euro

lunedì 19 agosto 2013, 10:07   Politica  

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comune nuovadi Pino Grasso

E’ sempre consistente la busta paga degli amministratori comunali che grava sulle esangui casse del Comune, come dimostra il prospetto della liquidazione delle indennità di carica al sindaco e agli assessori, relativa a mese di maggio e pubblicata in questi giorni ferragostani all’albo pretorio.
L’importo complessivo delle liquidazioni ammonta a 16.887,58 euro, nonostante la riduzione del 30 per cento delle indennità per il mancato rispetto del patto di stabilità interno, che impone al Comune, nell’anno successivo a quello di inadempienza di rideterminare le indennità di funzione e gettoni di presenza con una riduzione rispetto all’ammontare complessivo.

Le indennità al lordo delle ritenute, pertanto ammontano per il sindaco Vincenzo Lo Meo a 2.193,19 euro, per il vice sindaco Massimo Mineo a 3.289,79 euro. Tale somma risulta maggiore in quanto Mineo ha chiesto di essere collocato in aspettativa dal luogo id lavoro.
Queste invece le somme liquidate agli assessori: 2.851,15 euro a Dora Maria Favatella, Agostino Porretto e Antonino Scicchitano, 1.425,58 euro per Pietro Miosi e a Francesco Greco.
A queste indennità occorre aggiungere quelle spettanti al presidente del Consiglio comunale Caterina Vigilia per complessivi 1.995,80 euro e per i consiglieri comunali per i quali l’amministrazione comunale è costretta a rimborsare migliaia di euro alle ditte private da cui dipendono a causa delle assenze dal servizio causate dall’espletamento del mandato elettorale.
Mensilmente i rimborsi alle aziende da cui dipendono i consiglieri comunali ammontano a poco più di 56.000 euro. Per un intero anno pertanto i rimborsi degli oneri retributivi ai datori di lavoro superano i 500.0000 euro. In atto, su trenta consiglieri comunali, sono poco più di un terzo quelli che chiedono i rimborsi per le ditte dalle quali dipendono che incidono in ogni caso per migliaia di euro che gravano sulle sangui casse comunali.
Da parte di qualcuno in città si contesta come dopo pochi mesi dalla loro elezione, alcuni sono stati assunti da ditte private con profili anche dirigenziali. “Per fortuna -dicono- la legge regionale attualmente in vigore n. 6 del 2009, in nessun caso prevede che l’ammontare complessivo mensile da rimborsare ai datori di lavoro degli Amministratori e Consiglieri comunali non può superare l’importo pari a due terzi dell’indennità massima prevista per il sindaco”.

 
 
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