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Bagheria. A villa Casaurro nuova esposizione personale di Arrigo Musti

martedì 17 settembre 2013, 12:25   Cultura  

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Musti1Dal 23 settembre al 10 novembre, a Bagheria, nei locali di Villa Casaurro, sede della Galleria Pittalà di Adalberto Catanzaro e Roberto Prestigiacomo, si potrà assistere alla mostra Drops-Gocce di Arrigo Musti, a cura dello storico dell’arte Lorenzo Canova.
L’evento, patrocinato dalla Fondazione Sant’Elia di Palermo, dalla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana e con il contributo di Mediolanum Banca, fa parte del calendario della Settimana delle Culture di Palermo, voluto dal comitato scientifico Insieme per Palermo, costituito in seno al Comune di Palermo “ad hoc” per rilanciare l’immagine della città e del suo circondario, in prospettiva della candidatura del capoluogo Siciliano a Capitale Europea della Cultura nel 2019.
“Ho scelto Bagheria come luogo per ospitare la mia mostra -spiega l’artista-, per un duplice ordine di motivi: il primo è che la mia recente ricerca, non solamente formale, si è focalizzata sulle cose piccole e neglette ma che trasudano una prestigiosa tradizione artistico-culturale, come dettagli fatiscenti di palazzi d’epoche lontane, di cui città come Palermo e Bagheria sono ricche. Il secondo: –continua Musti- la galleria sita in Villa Casaurro sembra la naturale allocazione dei miei recenti lavori ed, inoltre, chi la gestisce è Adalberto Catanzaro, giovanissimo gallerista con tante idee e progetti da portare in una Bagheria che potrebbe continuare la sua nobile tradizione grazie alle nuove generazioni.
Credo che la nostra terra, non solamente Siciliana, abbia disperato bisogno di un cambio generazionale e di investire sui giovani e sulle loro iniziative. è un piccolo, ma sincero, atto d’amore -conclude Musti- per questa martoriata, eppur meravigliosa, terra natia”.
I lavori di Musti -spiega Lorenzo Canova-  possono paradossalmente rappresentare una sintesi che parte dalle immagini dei capolavori classici citate nei quadri, che formano una sorta di radice archetipa dell’arte in Sicilia, per inserirsi in una linea sospesa tra ornamento e rigore che potrebbe unire il nitore assoluto delle decorazioni di Giacomo Serpotta alla tendenza a superare il disordine e la libertà espressiva che può legare l’opera di Antonio Canova a quella di Lucio Fontana, nella dialettica tra il fermento originario della materia e la sua sublimazione nello territorio idealizzato dell’immaterialità.

Per ulteriori informazioni sulla mostra contattare il Presidente dell’Associazione “Quelli di Pittalà”, Adalberto Catanzaro: +393271677871

 

 

 

 
 
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