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Bagheria. Scuola Gramsci. Esposto-denuncia alla Procura della Repubblica

giovedì 19 settembre 2013, 10:40   Attualità  

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gramsci Finisce alla Procura della Repubblica la vicenda della scuola Gramsci di Bagheria. A presentarla il consiglio di circolo del circolo didattico della scuola. L’esposto-denuncia è stato inoltrato anche ai carabinieri, alla Guardia di Finanza, alla Questura di  Bagheria e per conoscenza al sindaco e al segretario comunale di Bagheria.
Nell’esposto viene ricordata l’intera vicenda, iniziata il 22 dicembre 2006,quando la scuola venne chiusa per effettuare i lavori di ristrutturazione, lavori mai completati. La scuola, infatti, versa in uno stato di abbandono totale.
“Dal mese di  Gennaio 2007 –si legge nel documento- le classi vengono ospitate presso i locali dell’Istituto “Casa della Fanciulla” di proprietà privata aventi sede in via Gagini e via La Malfa, e presso il Circolo Didattico “G. Bagnera”.( la popolazione scolastica era di circa 900 alunni).
Il canone di  locazione a carico del Comune di Bagheria, secondo quanto riferitoci da rappresentanti della stessa amministrazione ammontava a € 75000 all’anno, l’amministrazione dopo aver indetto il bando, stila la graduatoria delle imprese aspiranti e risulta vincitrice  una ditta che, successivamente non produce  la certificazione antimafia. Di conseguenza l’appalto del progetto di recupero (importo circa un milione e mezzo di euro) viene aggiudicato alla ditta classificatasi al secondo posto, la “Cst Costruzioni Mussomeli”. Dal sito del Comune di Bagheria si apprende che la ditta produrrà i lavori entro 362 giorni lavorativi.
Nel marzo 2008, data prevista per l’inizio dei lavori di ripristino della scuola “Gramsci”, l’allora assessore comunale ai LL.PP., Leonardo Passarello, dichiarava che la scuola sarebbe stata pronta e fruibile entro il 2009; -i  lavori oltre che dal RUP nominato dall’amministrazione, venivano seguiti da un Direttore dei lavori, dott. Fallica. Tale dott. Fallica risulta alla data odierna sospeso dall’incarico e in contenzioso con il comune di Bagheria; – i lavori eseguiti dovevano riguardare infiltrazioni nel soffitto e manutenzione invece causano la distruzione parziale della struttura fino ad arrivare ai plinti, i quali erano peraltro stati sottoposti, negli anni precedenti, al carotaggio da parte di tecnici della facoltà di ingegneria  di Palermo, dando risultati positivi. -la ditta “Cst Costruzioni Mussomeli”, interrompe i lavori nel marzo del 2008 e avvia un contenzioso con il Comune.”
Nel documento, il consiglio didattico, sottolinea che ci sarebbe stata, da parte da parte dell’amministrazione comunale, una condotta superficiale e inefficiente nel sovraintendere ai lavori nonché irregolarità nella gestione, con l’abbandono totale della struttura, presa di mira da vandali.
“In questi anni -continua la nota-, la popolazione scolastica del nostro istituto si è ridotta notevolmente, visti i disagi della nostra utenza dovuti  alla distanza rispetto alla nostro territorio di appartenenza e l’attuale ubicazione in una struttura priva di spazi adeguati ad una scuola primaria nonché a una scuola dell’infanzia. Le nostre ripetute richieste unitamente alle nostre proteste in questi anni non hanno trovato riscontro alcuno presso i rappresentanti politici e amministrativi dell’ente locale.
Nel 2010 dopo varie richieste e appuntamenti mancati, un assessore dell’allora consiglio in carica,  Gino Di Stefano ci riferisce che il contratto con la ditta era stato rescisso con delibera della giunta comunale. Nonostante tali rassicurazioni la situazione resta immutata, uno scaricabarile degno della  nostra classe politica!!
Nel 2011 si insedia una nuova amministrazione, a cui scriviamo, nella persona del Sindaco e del Presidente del Consiglio comunale, che esigiamo azioni concrete “senza se e senza ma” perche’ riteniamo che non si possa piu’ derogare ne’ tollerare la privazione del diritto inalienabile dei nostri alunni e delle loro famiglie a riavere la scuola nel quartiere dove è sorta, dove si è operato per ventiquattro lunghi e meravigliosi anni.
Purtroppo, con la successione degli incarichi politici dovuti a mere logiche spartitorie, gli “ assessori vanno e vengono” per il brevissimo tempo necessario a far finta di attenzionare “il problema” Gramsci, e arriva subito un altro assessore!
All’inizio dell’anno scolastico 2012- 2013 arriva anche lo sfratto da parte della Congregazione proprietaria dell’Istituto “Casa della fanciulla”, per morosità da parte dell’amministrazione.
Ci chiediamo spesso che fine faremo? Come contribuenti abbiamo consentito al comune di pagare un canone di locazione per sette lunghi anni, per un totale di circa € 525000!
Riconosciamo di non possedere mezzi potenti per garantire il diritto allo studio dei cittadini del futuro, ma  il nostro pensiero va ai nostri alunni che avrebbero potuto studiare e crescere nella Scuola Gramsci, la loro scuola, in quello stesso edificio frequentato prima dai  genitori e altri familiari e ubicato nel loro quartiere, nel loro tessuto sociale.
Forti della nostra convinzione di stare combattendo una giusta causa, nessuna classe politica inefficiente, nessun ipotetico comitato d’affari ci impedirà di continuare la nostra lotta. Vogliamo credere che  la giustizia prevarrà. Siamo certi che al nostro territorio verrà restituita la scuola indebitamente sottratta.”

 

 
 
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