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La festa di Aspra

martedì 17 settembre 2013, 15:32   L'Opinione  

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mineo massimo 1di Massimo Mineo *

“Dio vi salvi, Rigina, e Matri Addulurata, vi sia raccumannata chist’àimma mia. ‘Na ràazia io vurria: ‘stu cori ‘ngratu firùtu e trapassato di la sò spata…”

Inizia così il canto popolare in onore di Maria SS. Addolorata, Patrona di Aspra. Un canto contrito, una voce afflitta che chiede perdono per i propri peccati, un grido di fede rivolto a Colei che più di tutte ha saputo trasformare un cuore trapassato dalla spada della morte del Figlio in un tripudio di gioia per la risurrezione di Amore donata a tutti gli uomini.

E nel riverbero di questo canto antico che invoca Maria, una comunità intera, la comunità asprese fa sfoggio di tutta la sua bellezza e realizza un programma di festeggiamenti di alta qualità e interesse.

I mesi che hanno preceduto la festa è stato un fermento continuo di preparativi, una ricerca continua di equilibrio tra il serrato numero di appuntamenti.

Comitato dei festeggiamenti, confraternita, commercianti, associazioni, ogni singolo asprese in prima linea per vestire dell’abito più bello la nostra frazione marinara. Una comunità quella di Aspra che ha mostrato le sue grandi qualità, prima tra tutte la capacità di sapere accogliere.

La cura dei dettagli, l’attenzione per il bello, la ricerca di spettacoli diversi che potevano raccogliere i diversi interessi della gente, si è sintetizzato in un salotto scenico sempre cangiante, ma costantemente ammaliante.

Nessuna sbavatura, un’organizzazione attenta e discreta, mai invadente ma sempre puntuale ed efficiente.

Lo scalpitio di diverse generazioni che riscoprono il proprio quartiere e il senso dell’appartenenza. Incitamenti, grida di vittoria, contestazioni, stizza, divertimento tra gli appuntamenti del “Trofeo delle Contrade”.

Aspra scorre nel tempo e le immagini antiche raccontano la storia di un borgo marinaro che nel guardarsi e lasciarsi guardare gonfia il petto di orgoglio, l’orgoglio di un popolo che nel mare e col mare scrive la propria storia, le grandi gesta, la vita quotidiana.

Dal molo di ponente una voce alza il suo canto al mare, lo seduce, lo stuzzica. Una rete di note si dirama da una barca, a vele ammainate, per catturarlo. Onde leggere giungono a riva, spumeggiano, schizzano, quasi a partecipare la ritmica dei brani.

Una foto antica, dalle tinte bianco e nero, piano piano sembra attualizzarsi e prendere colore e allo scalo il tradizionale gioco dell’antenna a mare ritrova la sua centralità e vitalità. Mani sapienti passano di sapone una trave di quindici metro sospesa sull’acqua, e mentre i contendenti fremono a riva, giunge il rullo dei tamburi e l’applauso festoso di un pubblico numerosissimo da inizio alla competizione. È la festa nella festa, e mentre si ricordano le gesta di chi si beffeggiava delle leggi della fisica permettendosi di scivolare lungo la trave con in mano un piatto di spaghetti e un bicchiere di vino, mentre si lamenta l’impreparazione della nuove generazioni non allenate ad un gioco da molto dimenticato, mentre si assiste alla debacle dei tanti, un ragazzino di poco più di un metro, magro, annerito dal sole di un intera estate, zompetta sicuro e fiero fino alla conquista della bandiera per sventolarla ad un pubblico in tripudio.

Piano stenditore è ritornato ad essere tripudio di colori, odori, sapori che accompagnano l’euforia dei più piccoli e accendono i ricordi dei più grandi che ne approfittano per ritornare un po’ bambini.

Ma la festa è stata anche ricordo, memoria e riconoscimento di grandi uomini e fondamentali valori. Padre Puglisi e l’esaltazione della Pace hanno fatto da vela per ogni singolo giorno, accompagnando la meditazione.

Momento centrale e sentito le processione a mare e quella per le vie di Aspra del simulacro di “Maria SS. Addolorata”. Una partecipazione dilagante. Particolarità del 2013 due processioni bagnate, la prima da sotto la seconda da sopra!

A caratterizzare la processione del 15 settembre un temporale che ha colto in pieno il corteo nell’ultimo tratto. Nonostante l’intensità della pioggia il parroco ha continuato a guidare la processione mentre i confrati scalzi sosteneva la pesante vara. Allo scalo il cielo ha smesso la propria benedizione per lasciare “Maria SS. Addolorata” rivolta verso nord a contemplare i tradizionali e attesi giochi di artificio che dal cielo si rispecchiavano in una mare chino ai piedi della sua Patrona.

Nessuna individualità, nessun protagonismo. Un gruppo preparato, affiatato e scrupoloso che ha saputo regalare una festa patronale molto apprezzata.

Ma un ringraziamento particolare va rivolto a Don Vincenzo Battaglia, Parroco della chiesa di Aspra, persona mite e solare, che con equilibrio e serietà ha saputo silenziosamente coordinare e valorizzare le qualità e il contributo di ciascuno.

* vicesindaco Comune Bagheria

 
 
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