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La Madonna di
Altavilla Milicia e il
legame con Palermo

giovedì 5 settembre 2013, 17:49   Cultura  

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madonna altavilladi Vincenzo Lo Bosco Assessore alla Cultura del Comune di Altavilla Milicia

Anche quest’anno nei giorni 6 7 e 8 Settembre ad Altavilla Mìlicia si svolgeranno i festeggiamenti della Patrona, La Madonna della Mìlicia. La festa, giunta  alla sua 390° edizione, si fonda su un complesso e secolare sistema di riti e tradizioni, finalizzati alla evocazione del potere taumaturgico della Madonna.
La volata degli angeli, la processione dei doni, La Salita del Carro Trionfale i pellegrinaggi notturni, costituiscono i principali riti che collegati ad un insieme di manifestazioni di contorno, in parte organizzate dall’Amministrazione Comunale per allietare i Pellegrini che in questi giorni giungono alla Milìcia da ogni parte del mondo, determinano un’atmosfera mistica che si respira in tutto il centro abitato durante i tre giorni della festa ma più in generale durante tutto il mese di Settembre.

Quest’anno, a seguito di un complesso e costosissimo lavoro di Restauro, il carro trionfale della Milìcia non potrà essere allestito dal locale Comitato dei festeggiamenti, pertanto L’Amministrazione Comunale di Altavilla al fine di Assicurare il rito, ha chiesto e cordialmente ottenuto gratuitamente dall’Amministrazione comunale di Palermo la disponibilità a fare sfilare per le vie cittadine il quadro della Madonna della Mìlicia sul Carro di Santa Rosalia, custodito dentro il Recinto della Cattedrale di Palermo. Si è così organizzato un trasporto Senza Precedenti che ha visto nella notte tra il 02 e il 03 Settembre il Carro della Santuzza lasciare per la prima volta nella sua Storia La Città non prima, ovviamente, di avere lasciato in Custodia all’interno della Cattedrale la statua di Santa Rosalia, cosi come concordato con il Parroco Padre Filippo Sarullo.
Si è così spontaneamente generato un corteo di altavillesi e palermitani,  che hanno scortato il carro da Palermo sino ad Altavilla Milicia attraversando i comuni di Villabate, Ficarazzi, Bagheria, Santa Flavia e Casteldaccia, per giungere infine nel nostro paese, nei pressi dello svincolo con la SS 113.

Lì il Carro è stato sceso dal Carrello su cui era posto per essere trainato sulle proprie ruote sino al Belvedere di Altavilla dove, nel frattempo, si era radunata una folla di fedeli che hanno accolto con un lunghissimo applauso il Carro di Palermo che Trionfalmente entrava in Paese.
A tal proposito non si può non evidenziare che la Sicurezza del Trasporto, che è stata curata e organizzata in ogni sua parte dalla ditta Vincenzo Sparacio, e ha visto alternarsi i Vigili Urbani del Comune di Palermo, il cui Servizio impeccabile è stato organizzato dal Comandante Messina, la Protezione Civile locale ONVGI, i Vigili Urbani del Comune di Altavilla, i Carabinieri della locale Stazione guidati dal Maresciallo Ettore Cannabona, che hanno atteso il Carro nel Territorio di competenza, la Polizia Stradale che ha seguito le fasi del trasporto con le pattuglie notturne impegnate in città e l’ANAS, che ha impegnato una vettura per la segnalazione del Trasporto eccezionale lungo tutto il percorso.
L’onere del trasporto, come anzi detto, è stato completamente a carico della ditta Sparacio di Bagheria che ha messo a disposizione dell’amministrazione di Altavilla grande professionalità e competenza.
Tutte le fasi del trasporto sono state seguite direttamente dal Sindaco di Altavilla Nino Parisi e dall’Assessore alla Cultura Vincenzo Lo Bosco oltre ai numerosi ed entusiasti Consiglieri Comunali presenti.

Quanto sopra, ha reso ancora più forte il legame molto stretto già esistente tra il carro trionfale di Santa Rosalia ed il carro trionfale della Mìlicia, considerato che i documenti attestano che i milìcioti guardavano al carro di Santa Rosalia come modello da imitare. E non a caso Paolo Amato, che progettò nel Settecento uno dei carri di Santa Rosalia, fu tra i progettisti del carro di Altavilla e proprio a lui si deve l’attuale struttura con torre.
Infatti all’inizio il carro della Mìlicia era molto piccolo e aveva una forma di scafo per evocare l’assalto dei pirati e la leggenda del ritrovamento del quadro trasportato dai buoi ad Altavilla.
La nascita di questo legame è riconducibile a un’incursione dei barbareschi del 1636, quando la Madonna della Mìlicia risparmiò la città di Palermo da un assalto dei corsari.

Le fonti storiche confermano che la terra feudale di Altavilla, il 15 luglio del 1636, fu attaccata dai corsari barbareschi e che il quadro ricevette offesa con “corpa d’accetta”, quattro fessure prodotte dalle scimitarre dei pirati e ancora visibili sul retro dell’icona. La concomitanza dell’attacco dei barbareschi alla Mìlicia con il popolare festino di Santa Rosalia a Palermo, e la sospensione della processione della Santa per paura di un imminente arrivo dei musulmani, amplificarono l’episodio attribuendo probabilmente la fuga dei pirati e la liberazione della città palermitana all’intervento miracoloso della Vergine.
Così come Santa Rosalia aveva liberato la città dalla peste nel 1624, la Madonna della Mílicia aveva salvato Palermo dai corsari musulmani.
La Madonna della Mìlicia diventò custode dello spazio a difesa dei pirati barbareschi e Le si attribuì grande potere taumaturgico. È questo uno schema interpretativo, ma durante la processione della Vergine il fercolo sosta in direzione di Palermo, in segno di protezione verso la città. Inoltre i confrati palermitani, che portano a spalla in processione la Madonna, sono tuttora i più numerosi, circa cinquanta su ottanta.
I confrati provengono soprattutto dai quartieri marinari di Palermo, dall’Arenella, dalla Bandita, da Vergine Maria, da Sferracavallo, da Roccella, ma anche da Santa Maria di Gesù e da Gurnaschelli.
La Congregazione della Bara della Madonna della Mìlicia o di Loreto costituita nel 1856 contava fin dalla sua nascita diversi iscritti palermitani, mentre esisteva una numerosa congregazione, detta fratia, composta sempre da devoti palermitani che venivano alla Mìlicia per condurre in processione la Sacra Immagine.
La devozione dei palermitani a questa Madonna si è manifestata in varie forme, da quelle individuali a quelle pubbliche, intrecciandosi con alcuni particolari momenti della storia della città di Palermo.
Numerosi dipinti votivi conservati nel santuario della Madonna della Mílicia sono stati ordinati dai palermitani e dipinti nelle botteghe della città.
Nelle tavole sono presenti  Santa Rosalia, i santi Cosimo e Damiano, San Francesco da Paola, ma anche l’ Ecce Homo, la Madonna dell’Assunta e le Anime Sante del Purgatorio, tutte figure sacre che avevano molti devoti nei quartieri storici della città.
La testimonianza di una religiosità profonda e sentita, in tutte le classi sociali palermitane, verso la Madonna della Mìlicia era rappresentata anche dalle edicole votive fatte costruire nei vari rioni di Palermo. Le edicole furono erette tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, in concomitanza con la maggiore diffusione del culto della Madonna della Mìlicia, appellata in quel periodo prevalentemente con il nome di Loreto o Lauretana. Ecco l’ubicazione delle cappelle storiche nelle vie della città/ quartieri: Cortile San Giovanni alla Guilla, via Giosafat, via Porta di Castro, via Fassomalo, via Requiesenza al Borgo Nuovo, via Spezio al Borgo vecchio, via dei Crociferi, via San Giorgio dei Genovesi, Acqua Santa e Arenella.
Per quanto ci riguarda quindi, La presenza del carro di Santa Rosalia alla Mìlicia assume un grande valore, non solo per il legame storico sopra meglio descritto, ma anche perché sfilerà per Altavilla il carro della festa patronale più importante della Sicilia, (Santa Rosalia). Tutto questo ovviamente si è potuto realizzare da un lato, grazie alla intuizione degli amministratori Altavillesi che hanno così assicurato il rito del carro trionfale ai pellegrini di tutto il Mondo presenti ogni anno durante l’evento, e dall’altro grazie alla grandissima sensibilità dell’amministrazione Comunale di Palermo in particolare del Sindaco Orlando e dell’Assessore alla Cultura Francesco  Giambrone, ai quali va la gratitudine dei Milicioti,  oltre ovviamente alla disponibilità della Curia di Palermo  rappresentata da sua eminenza Cardinale Romeo che ha accolto positivamente questo splendido esempio di gemellaggio religioso.

 

 

 
 
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