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Arrestate 30 persone vicine
a Matteo Messina Denaro,
fra cui la sorella Patrizia

venerdì 13 dicembre 2013, 08:27   Cronaca  

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messina denaroUn’imponente operazione antimafia è in corso in provincia di Trapani da parte di polizia, carabinieri, guardia di finanza e Direzione investigativa antimafia (Dia). Trenta i provvedimenti di arresto, emessi dal gip di Palermo, riguardano esponenti di spicco del clan di Matteo Messina Denaro, considerato numero uno di Cosa nostra. Nell’operazione antimafia in provincia di Trapani che ha portato all’arresto di diverse persone ritenute appartenenti a Cosa Nostra, sono stati arrestati anche alcuni familiari di Matteo Messina Denaro, tra cui la sorella Anna Patrizia. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Palermo, riguardano in particolare le famiglie mafiose di Castelvetrano e Campobello di Mazara. Le accuse nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, intestazione fittizia di beni ed estorsione.Secondo gli inquirenti e gli investigatori, gli indagati esercitavano da anni un controllo capillare e con modalità riconducibili a Cosa Nostra sulle attività economiche ed imprenditoriali della provincia di Trapani, con ingenti interessi nel settore dell’edilizia. R

Tra gli altri, sono finiti la sorella del boss, Patrizia, il cugino Francesco ‘Ciccio’ Guttadauro, il nipote Mario Matteo e i cugini Giovanni Filardo, Lorenzo Cimarosa e Mario Messina Denaro.
Le indagini hanno accertato l’esistenza di un articolato circuito imprenditoriale, che assicurava di fatto il controllo quasi monopolistico nel settore dell’edilizia e relativo indotto, mediante la gestione e la realizzazione di importanti commesse, tra cui opere di completamento di aree industriali, parchi eolici, strade pubbliche e ristoranti. l’organizzazione era, infatti, in grado di monitorare costantemente le opere di maggiore rilevanza del territorio, intervenendo nella loro esecuzione con una fitta rete di società controllate in modo diretto o indiretto da impreditori mafiosi ed elementi di spicco del sodalizio.
Dalle indagini è emerso il ruolo di responsabilità decisionale raggiunto in seno al sodalizio mafioso da Patrizia Messina Denaro e da Francesco Guttadauro, rispettivamente sorella e nipote del ricercato.
È stata inoltre accertata la diffusa pressione estorsiva esercitata sul territorio anche ai danni di imprese concorrenti e perfino di privati cittadini che avevano ereditato una rilevante somma di denaro.
La guardia di finanza intanto sta procedendo, congiuntamente ai carabinieri e alla polizia, al sequestro preventivo di complessi aziendali  riconducibili al latitante intestati a prestanome, costituiti da società operanti nel settore dell’edilizia, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. (gds.it)

 
 
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