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Bagheria. Il Tribunale di Palermo scagiona da ogni accusa Michele Ducato

mercoledì 11 dicembre 2013, 08:29   Attualità  

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DUCATO-MICHELEIl Tribunale di Palermo, sezione per il riesame dei provvedimenti cautelari personali e reati, presieduto dal giudice Giacomo Montalbano, ha scagionato da ogni accusa il bagherese Michele Ducato, dirigente della Regione Siciliana, è finito nell’inchiesta Iban dello scorso mese di novembre. La vicenda  condotta dai carabinieri nello scorso mese di novembre durante la quale sono state eseguite 15 misure di custodia cautelare (di cui 2 in carcere e 13 agli arresti domiciliari), emesse dal GIP del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettante persone (2 imprenditori e 13 dipendenti regionali) ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di peculato, truffa aggravata nei confronti dello Stato, turbata liberta’ degli incanti e falsita’ materiale ed ideologica.
Il Tribunale ha accolto la richiesta di riesame presentata dai legali di Michele Ducato disponendo l’immediata liberazione dell’indagato che era finito agli arresti domiciliari.
La richiesta di riesame si rivela fondata.
A scagionare Ducato è il coindagato Emaule Currao che nel corso  dell’interrogatorio del 2 dicembre 2013,  dopo avere ammesso la propria responsabilità in relazione ai fatti a lui contestati, ha spiegato che Michele Ducato “non era a conoscenza delle indebite attribuzioni dei compensi a titolo straordinario da lui effettuate sulla base delle direttive che gli erano state impartite dal dirigente Concetta Cimino, e che anzi, il medesimo (Ducato ndr) si era accorto dell’indebito e gli aveva chiesto le informazioni necessarie per la restituzione della somma”.
Allo stato attuale degli atti, dunque, non i gravi indizi di consapevolezza non possono ritenersi sussistenti, come, del resto, evidenziato in udienza dallo stesso Pubblico Ministero.
Le indagini, sviluppate dal febbraio 2012, nascono dalle denunce sporte dal Dirigente protempore del Dipartimento dell’Istruzione e Formazione Professionale dell’Assessorato della Regione Siciliana, Ludovico Albert, e da Marcello Maisano,  attuale dirigente dell’Area AA.GG. del medesimo Dipartimento, a seguito della ricezione di una diffida per mancato pagamento di un importo pari a 100.000 euro, circa in favore di una societa’ di servizi – R.S.O.. I primi accertamenti svolti dai diretti collaboratori del denunciante evidenziavano che quella societa’ risultava gia’ beneficiaria della somma oggetto della diffida. Tuttavia gli approfondimenti disposti dalla dirigenza permettevano di verificare che l’IBAN del conto corrente sul quale era confluita la somma era intestato ad un soggetto diverso dal reale beneficiario, ossia al titolare in Palermo di un’attivita’ commerciale di rivendita di legname, Mario AVARA. L’allora Dirigente degli AAGG, Concetta Cimino, ora in quiescenza, facendo riferimento ad un errore materiale generato dal sistema informatico nella fase di preparazione ed invio telematico del bonifico, richiedeva la formale restituzione. Michele Ducato, unico bagherese coinvolto, ha visto riconosciuta la sua estraneita’ ai fatti contestati con il seguente provvedimento di riesame depositato lo scorso 6 dicembre.

 
 
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